SiFossiFoco
paréa mota... unn'era   (anonimo toscano)
Gente che gli è passata di qui:
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mercoledì, 07 gennaio 2009
presepe geneticamente modificatoSi può essere contro la manipolazione genetica, ma nulla si può fare contro quella che è avvenuta già da sé. Parlo di quelli che richiedono agli allevatori di animali bestioline domestiche sempre più esagerate: carlini con la faccia sempre più schiacciata, bulldog con le zampe arcuatissime, cani rugosi ancora più grinzosi. E così il mercato di queste povere anime canine risponde alla richiesta di esagerazione con la genetica manipolazione. Ne occorrerà poi un'altra per riportare alla ragione i richiedenti. Quelli che già ci sono e quelli che verranno e magari vorranno dormire abbracciati a una vipera senza veleno, a un topo che miagola o a una riproduzione perfetta e asettica di un tyrannosaurus fex.
La questione si spiega solo con il desiderio, tutto divino, di desiderare un mondo a loro immagine e somiglianza. Come il vilio scarpaio della mia strada, che per fare il presepe più marketing oriented ha manipolato geneticamente persin le scarpe.
venerdì, 19 dicembre 2008
i revers di miriamUh, io domenica ci vò, perché per le feste voglio lasciar da parte tutto: il gèz, il fanchi, l'aus, l'ìvimetal, e muovermi al ritmo d'una musica che si scrive come si legge. Ritornare ai valori veri, quando non c'era nemmeno il tinnove dì nochia a risolvere vecchie e nuove dispute lettrarie. E poi, della miriam, che ne si vuol parlare?
lunedì, 15 dicembre 2008
la città umidaGli è umido, questo è il primo problema. E poi c'è una vita cui sono poco abituato: parecchio promiscua nello stringere di mani e nel respirare altrui aliti. A un certo punto ì corpo mi si è rifiutato (la mente era già indisciplinata) e ora mi ci vuole gli antibiotici. Ne prendo una pasticca così grossa che per essere ingerita dev'essere "lardellata". Lardellare la pasticca gli è operazione complessa: va avvolta in una fetta di prosciutto, o lardo di colonnata, e s'ingerisce con abbondante calice d'un vino stagionato. Come a dire: icché unn'ammazza ingrassa.
sabato, 13 dicembre 2008
presepe viventeSiam tutti noi, qui, nì presepe vivènte. Ci è quelli che vanno a far la spesa (con la macchinina e senza) ci è quelli che nì bar già sputacchiano nì cappuccino una sentenza, c'è chi canta, chi lavora, chi pascola, c'è chi un fa nulla (inceppato? inanimato?) ci sono i fondali, i palazzi, quelli che si credono i remmàgi. Manca solo la capannuccia.
giovedì, 11 dicembre 2008
Giorgio Pinchiorri e i poveriSe passate da Firenze, l'Enoteca Pinchiorri merita una sosta per la colazione. Buon cibo, una cantina infinita, non so nemmeno io quante stelle sulle guide di mezzo mondo. Il conto è un po' salato, ma tant'è qualcuno se lo potrà pur permettere. Oggi il signor Pinchiorri ha affittato tre camion e ha portato uno staff di cuochi e di personale di sala in una casa per anziani. Una colazione raffinatissima per duecento persone, offerta da lui. E' la sua prima volta, mi dicono, un pranzo di babette pensato per quelli che all'Enoteca non ci son mai stati in una vita, perché non avrebbero mai potuto. Un bel gesto al quale ne ha aggiunto un altro, a mio avviso ancora più prezioso, anzi prezioso in assoluto: al momento dei saluti ha accettato i ringraziamenti e ha chiesto scusa (sì, scusa) a tutti per non averci mai pensato prima in tanti anni della sua storia fiorentina.
mario cavaglieriNo, un ne sarebbe contento il buon Mario Cavaglieri d'una foto fatta al volo col telefonino e eternamente mossa come le sifossifochesche mani (e un ragioniamo dì cervello), ma tant'è il quadro lo meritava, sorpresa d'un mattino piovoso, scena d'interni con la rottura di un fidanzamento. Borghese fin nela minima citazione e geniale.
mercoledì, 10 dicembre 2008
la città degli architettiUn articolo di giornale che un mi ricordo più indove l'ho letto, titola: guai a lasciare le città in mano agli architetti. Poveri architetti, tra quanti ce n'è non mi sembrano peggiori di altri professionisti che le città in mano se le son ritrovate e senza tanti titoli accademici. Ma il punto unn'è solo questo. Quale categoria un sarebbe deleteria se prendesse troppo la mano? Dunque l'articolo è di quelli bòni solo a perder tempo, uguale a dire: guai a lasciare le città in mano agli endocrinologi.
martedì, 09 dicembre 2008
regine delle ri-piccheIn un mondo senza fantasia, ciò che resta son le cose fatte e strafatte, il dozzinale elevato a certezza, come la regina di tutte le carte: un po' d'azzardo, ma molto fiera di paese. La battaglia che crediamo di combattere per l'alto ideale, la verità e la giustizia, altro non sembra che la noiosa briscoletta, là nella quiete domestica o nella sala della parrocchietta.
mercoledì, 03 dicembre 2008
mannequinSon convinto che per la prossima stagione vada un sacco ì vestito di marmo. Certe vetrine, qui nelle strade della moda, ne son piene.
martedì, 02 dicembre 2008
rosa tiepoloLa giornata è iniziata alla sei del mattino. Un caffè, tre biscottini afrikaner e fuori il diluvio. Centottanta chilometri d'autostrada scanditi dal ritmo della suoneria del cellulare hanno fatto il resto. Questo è un mondo dove si rischia che tutti ti cerchino anche se non conti niente. Una breve colazione, effettuata in due tempi e due tappe autostradali, mi ha catapultato in un pomeriggio da lunghe distanze, con la prospettiva di una lunga cena in serata, prima del sottolecoltri. Un tramonto precoce, rosa tiepolo e con nugoli di stormi, ha sottolineato l'ultimo avanzo di quella che fu scuola politica alle frattocchie. Stanco, ma divertito, ho ammirato un paesaggio che non ricordavo.
lunedì, 01 dicembre 2008
installazioneOgni città ha le proprie opere d'arte moderna, spesso appese alle finestre là degli ultimi piani. Opere di denuncia, soprattutto, a partire dalla trama di una vita quotidiana sopraffatta dalle merci e identitaria solo per quelle.
sabato, 29 novembre 2008
il teatrino ta-dahIeri sera, dopo lunga preparazione, ho guardato il teatrino ta-dah. Nel teatrino c'è gran movimento (e chi ha letto Sun Tzu sa a chi mi riferisco) ma non succede niente. E' il modo per intrattenere i molteplici passanti che se ne faranno facile e appropriata opinione. Non è diverso da quello che succede tutte le volte in cui ti trovi ad esser spettatore. Per questo è di vitale importanza evitare di assistere.
mercoledì, 26 novembre 2008
management molecolareBen prima della cucina molecolare fu il management molecolare. Ricordi? Erano gli anni 80 e una quantità di consulenti fecero i soldi vendendo in packaging più o meno amusement il concetto: delegare. Nessuno si ricordò delle paracelsiane fragole e dell'uva, a nessuno venne il sospetto. Poi ci fu l'aziendalizzazione del non aziendabile, e cominciò un tram-tram quotidiano pieno di problemini.
lunedì, 17 novembre 2008
mediatizzazione delle masseC'era una volta il pudore. Ma più che pudore io pensavo a una forma di diffidenza. Quella particolare diffidenza che sottolineava l'odio, come l'amore, di classe. Era una questione di prossimità, una distanza oggi annullata dai media. La vera prossimità non più fatta di persone, ma di un telecomando e un canale tv particolarmente engagementizzato. La vera differenza è che per il prossimo l'opinione detta (o anche non detta) era comunque un utile messaggio, mentre nel canale tv l'effetto è esattamente l'opposto. Essere o non essere.
venerdì, 14 novembre 2008
plumbei cieli collinariIn un mondo eternamente diviso tra ricchi e poveri, mai nessuno pensa che la bellezza è gratis. Distribuita allo stato puro e in egual misura nell'umanità, e in egual misura offesa. Per l'artifizio di chi vorrebbe una bellezza fruibile solo per chi possiede virtù e conoscenza, e l'orifizio di chi un capisce nulla, nemmeno a istinto.
giovedì, 13 novembre 2008
gourmet e co.S'io fossi un gourmet, uno di que' critici che sentano profumi di qualcosa dappertutto, e che magari si commuovano a quelle tavole che dimostrano che probabilmente si stava meglio quando si stava peggio, oggi ci avrei da scrivere un monte. Invece la cosa l'ho vissuta da dietro le quinte: giurato a un concorso di schiacchiata con l'uva e castagnaccio. Venti quadratini di castagnaccio e altri venti di schiacciata con l'uva, sono stati ingurgitati così, per giudicare, e dulcis in fundo c'era anche un quadratino di schiacciata alla fiorentina, ma fuoriconcorso. Individuato il primo premio del castagnaccio e il primo premio della schiacciata con l'uva, adesso ci ho un problemino: 38 pezzettini che litigano ferocemente tra loro. Dentro me.
martedì, 11 novembre 2008
l'òmo non è iddìoL'òmo, alle volte, sa fare tante cose. Ne fa di bèlle, di brutte e anco di superlative. Ma l'òmo non è Iddìo. la riprova gli è che ì Divino con le mani e una costola gli ha creato la donna, l'òmo invece... hai voglia a usar le mani.
L'òmo inoltre gli è destinato in parte a gioire e in parte a soffrire. Quando il trisavolo Valdemaro Sifossifoco fu Carmine assistette allo spiaggiamento sull'Arno d'uno stronzolo di diametro impossibile, placò la folla ridènte avvertendo: voi vu' ridete, ma lui gli ha piànto.
lunedì, 10 novembre 2008
una forma di cupolaIn un mondo indove la gente sembra non saper fare più nulla (oltre a sentissi importante ognuno a modo suo) c'è chi crede che una cupola, anche figurata, sia sempre necessaria. Il territorio a dire il vero m'è piuttosto nuovo. Perché di tutte le cupole che ho visto, maestose o meno, nell' apprezzarne la bellezza formale, ho sempre pensato a quell'unica pietra che spesso le règge. Questione di punti di vista, certo, ma più no che sì.
giovedì, 06 novembre 2008
vive invano chi un serve a nessunoGli è proprio ì caso di ribadìllo, frusta vivit qui nemini prodest. Vive invano chi un serve a nessuno.
mercoledì, 05 novembre 2008
obama willerAh che bello. L'idea che ci siamo fatti dell'america ha vintissimo. Ora s'aspetta ì presidente del senato navajo.
martedì, 04 novembre 2008
primarie americane e fiorentineStanotte sapremo se avremo il primo presidente degli stati uniti nero. Intanto, da mesi negli states, gira la seguente barzelletta: in un dibattito televisivo Obama e McCain si affrontano. Entrambi sono molto nervosi. Sanno che milioni di persone sono sedute sul divano davanti alla televisione, e che subito dopo la trasmissione saranno effettuati migliaia di sondaggi. Dunque si sforzano di dire cose intelligenti. Sai perché - dice McCain - voi neri siete tutti neri, ma avete i denti così bianchi? Perché quando Dio vi dipingeva tenevate la bocca chiusa. Obama, senza scomporsi ribatte: e tu sai perché voi bianchi siete tutti bianchi ma avete il buco (del sedere n.d.r.) un po' nero? Perché la vernice era ancora fresca.
Firenze non è da meno degli states, anche se qui in città si dovrà aspettare i primi di febbraio per sapere chi vincerà le primarie per correre da sindaco la prossima primavera. Nell'attesa, anche qui già circola una barzelletta: è sera. L'ora in cui sui viali il traffico si fa più rado e le ultime macchine corrono verso casa. A un certo punto si sente un boato: è successo un incidente spaventoso. Quattro macchine, una sull'altra, quasi disintegrate nel mezzo dell'incrocio. Ma come per miracolo i guidatori ne escono illesi. Sono Daniela Lastri, Matteo Renzi, Lapo Pistelli e Graziano Cioni. Si guardano attorno basiti. Non riescono a spiegarsi come da quell'accumulo di ferraglia siano usciti senza farsi nemmeno un graffio. E' un miracolo - dice subito il Pistelli - un segno del cielo che non sia successo nulla proprio a noi che stavamo correndo per una cosa così importante come le primarie. Anche la Lastri è d'accordo, e Renzi - dopo essersi scattato due o tre foto con l'autoscatto del cellulare - dice: doppio miracolo, si è salvata anche la bottiglia di champagne che ho preso fresca dal frigo dell'ufficio per berla a casa. Che ne dite se ci beviamo su ora? Detto e fatto, Renzi stappa la bottiglia e, non essendoci bicchieri, la passa per prima alla Lastri che ne beve diverse sorsate. Poi è la volta di Pistelli, e anche lui ne beve un bel po'. Raggiante, il Renzi beve a sua volta e poi la passa al Cioni, il quale prende la bottiglia e, serissimo, la richiude senza berne neppure un goccio. Ma dai, dicono gli altri in coro, che fai? Su, bevi anche te! No - dice il Cioni - io aspetto la polizia stradale.
lunedì, 03 novembre 2008
arcobaleno fiorentinoEt voilà... ecco in diretta l'arcobaleno su firenze. E poi si dice il citizen journalism
il trasporto del gabinettoChe tenerezza, all'otto e mezzo del mattino, mettersi in coda dietro il trasporto d'un gabinettino. Tutta la cosiddetta società civile dovrebbe sapérlo, ci vuole - il bugigattolo - per cambiar l'acqua al mèrlo. Quanto agli oppositori già me l'aspetto, tra sé e sé bofonchieranno: è un eccesso un camion così grosso con dietro un fesso, per un piccolo cesso.
domenica, 02 novembre 2008
oh mamma miaHo sentito dire spesso che forzitaglia sa comunicare. Il discorso completo è: ci spendono un monte di soldi e chiamano i migliori professionisti. Ma io ho sempre avuto de' dubbi. La riprova è affissa a firenze in questi giorni. Un manifesto che sembra impaginato con wordart, la foto di firenze deformata e schiacciata per farci entrare sei faccine sopra... e il messaggio? Mentre gli altri si accontentano di una poltrona, noi pensiamo di prenderci l'intera città. Br...ividi.
sabato, 01 novembre 2008
la tomba del caneLa storia della tomba del cane è nell'immaginario collettivo di migliaia di città. Ognuna ha, in proposito, la propria struggente storia da raccontare. In tanti casi, essendo ricco il proprietario del cane, la narrazione prende la piega dell'inutile (un po' come certi corsi universitari tagliati di oggi) una sinòssi da ignoranti che pensano solo zappando la terra di tirar fuori quel po' di mangiare. In altri, invece, il plot è tenero tenero (come certe fiction televisive) e prende l'abbrivio da quell'uno su un milione di grandi amori che mòvono il sole e l'altre stelle per il mondo. E' un pensiero che non porta a nulla, lo so, ma per il giorno de' morti ha almeno l'occasione di sembrare qualcosa.
venerdì, 31 ottobre 2008
altro che terza etàIsole nella città. Quel che rimane (di molto riammodernato) d'una vecchia residenza di campagna. Signorile una volta, forse, ma certo ancor più signorile oggi, animata da mille signore, tutte semplici, tutte con una gran voglia di dire ancora qualcosa. E quel qualcosa, cari miei, riescono ancora a dirlo con un gesto. Così, all'improvviso, nell'allegra festicciola di combriccola, son spuntate le castagne bollite. Raccolte dall'Armando, bollite dalla Iole e racchiuse in trecento sacchettini bianchi e profumati dalle sorelle Gesolini. Roba da riempire il cuore, ancor prima del palato.
dalle biblioteche escono i massacratoriUh il povero Bertold. Ti ricordi? Quello che disse: dalle biblioteche escono i massacratori. Una frase che ci ha ancora un suo perché. Eppure, tolta la polvere e succedendosi i governi, mi sa che i massacratori di oggi le biblioteche unn'abbian neanche mai visto come son fatte. Le immaginano piene di que' libri da libreria, con i saviani, i vespa, i fede e le kinsella, e piene di quella luce de' supermercati, non troppo calda, non troppo fredda. Oppure le immaginano colorate come gli asili de' bambini, fatte di quelle architetture alla costruzione lego, dove gli intellettuali precari in attesa d'un fissoposto affermano diligenti in coro il loro non lo nego. All'antro scuro, col forte odore dell'antica carta, non rimane che l'abbassarsi delle palpebre, fino al limite. Eppure...
giovedì, 30 ottobre 2008
matrimonio a palazzo vecchioStamattina, nì mentre entravo come un fùrmine a palazzo vecchio, mi sono accorto d'esser romantico. Non romantico di quì romanticismo da sdolcinatura di libri, ma romantico vero. La sposa, una nera tinta bionda in pendant con lo sposo, l'era talmente bellina e felice e amorevole, che se un l'avesse già sposata lui ci potevo anco fare un penserino io.
mercoledì, 29 ottobre 2008
reality florence morningSi aggirano per la città. Son quelli alla ricerca d'un'emozione da obbiettivo. Non si tratta di poesia di strada (magari ce ne fosse) ma di gente alla ricerca d'una realizzazione del sé che passi attraverso un "oh bravo" anche mal recitato. Li vedi, fieri dell''attrezzatura ultimo grido regalo di stanche fidanzate o frutto delle rate, andare alla ricerca della misera pozzanghera in cui riflettendo il già noto, vedono se stessi in immaginario grandangolo.
martedì, 28 ottobre 2008
jet lag e zanzare col pianoforteNon solo soffro dì jet lag da fus'orario, ma stamani alle sei e mezzo una zanzara l'è venuta a suonàmmi ì pianoforte in un orecchio. Non che non fosse brava, accidenti.