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SiFossiFoco
paréa mota... unn'era (anonimo toscano)
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Aghenor
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domenica, 30 marzo 2003
Gliero a dormì con la mi moglie, quando sento nell'orto un gran casino. Sifossifohooooo, Sifossifoho scusi... la potrebbe scendere? Guardo dai buhi della persiana e vedo spuntare da dietro ì barbecù i faccioni di Fassino, Rutello e Dalema...
Tornate a casa! Andahe a cahare... gli fo io co un filo di voce pe un fammi sentì dalla mì moglie.
Scendi giù... venga qhi pèppiacere... la ch'ascorti... (oh in tre péddì la stessa hosa usano tre modi diversi)
Nsomma mi fo convincere e scendo anch'io nell'orto.
Sifossifoho la ch'aiuti... ormai ch'ha più lettori issù blogghe che elettori noi - la mi dice Fassino grattandosi ì bozzolo su ì cranio ndove gli risiede ì cervelletto - e così la finisce che ì cinesone ci piglia anche qhei pohini voti che ci sarebbe rimasti.
Corpa vostra... mar voluto unnè ma' troppo. (Marvorsuho unnèmatroppo ndr) Vu avete vorsuto fare e girotondi, i centomovimenti, le maccarene... e ora un vi reggehe piue nimmeno mpiedi.
Te tussèi la nostra urtima speranza, oggi pelle sinistre ci hole uno sloganne hontro la guerra che sia più arternativo, piue antagonista rispetto alla bandiera dell'arcobaleno... incarza Dalema masturbandosi ìbbaffo.
Ormai la bandiera della pace la mettano alle finestre anche qhelli di Farsa Italia e di Astinenza e Liberazione... conlude Rutello.
Ci vole uno sloganne d'immediatamente rihonducibile a ì giramento di hoglioni di proletariato - riattacca Fassino - qharcosa di forte... a proposito un tu ch'hai miha un po' di limoncello?
Io ì limoncello un lo beho, ma ch'ho la mi grappa di ranocchi rimbarzahi nìmmuro... sessantasette gradi che ti fanno digerì i casini alla hamera e anco le pere a ìssenato.
A ì terzo giro di grappe, vò nì garage e co un'avanzo di vernice preso da una vecchia latta continua, scriho su un lenzuolo vecchio: FERMATE IL MONDO... E FATELI SCENDERE!!!
Unvù potehe immaginare come gli eran contenti. Grazie... grazie.... Rutello ha persino tentato di baciammi (ma un glielò permesso) e quell'invidioso di Dalema a forza di toccassi ì baffo ce l'aveha tutto bagnaho. Andandosene via, pesticciandomi tutto ì basiliho appena piantaho, li sentiho da lontano leticare di novo... bisogna fare ì banner e collegallo a tutti i siti dì proletariato e bisogna diversifihare gli ormai obsoleti labari (bandiere ndr) appesi alle finestre... poi ho sentiho Rutello he diceva: ma io unn'ho capiho bene, ma chi sarebbe a dové scendere? E Fassino: ma vai a cahare, vai!
venerdì, 28 marzo 2003
Se gli iracheni avessero oggi ì nostro stesso benessere, e a ì posto di toro: tutto qhesto periodo unné facile. Sarvarsi ìccùlo rihiede un impegno gemelli: giorno creativo, ma niente voli di fantasia; prematuro ìssogno hancro: ì recente aspetto di Marte vi obbriga a cercare di sopravvivere alla leone: esplorahe tutte le hostre possibilitae, in quarsiasi momento potrebbe hergine: ì transito d'uranio mpoveriho vi rende ipersensibili, tanto he bilancia: ne' rapporti affettivi dovete far pace oggi stesso, perché di scarpione: da qhesta sera Marte e Venere un si possan vedere, ma nonostante ìffumo delle bombe son sempre lì a consigliavvi di stare attenti ai diti nì maneggiare ì calashnihof. sagittario: affetti, lahoro, affari sono andahi distrutti e da ì cielo puole haprihorno: oggi vi verranno a mente contrasti vecchi e novi, e gli acquario: vuddàte troppa mportanza alla forma esteriore, mentre oggi pé pesci: come da tradizione, v'arriva dimortha roba da ì cielo. Imparate a ranocchi: home per tutti gli artri segni... anche per oggi un vu contahe una giovedì, 27 marzo 2003
Stanotte, ora italiana, la m'ha chiamaho Busce. La situazione gli è seria,m'ha detto, qhi alla hasa bianca un si pole fare ammeno de tu frogghe knocche on de graund, ì morale degli aighhe officiers gli è basso, ì sòlger unn'è motivaho... e io zitto. Irremovibile nella mì decisione d'embargo totale verso di lui e tutto i sù popolo. Sai - mi fa - Ai was giast finchinghe di fartavé quarche commessa ancatté. Oh Giorgio, via un mi rompere e' hoglioni a quest'ora della notte hon questi giohi d'arta finanza, anche se unn'ho frequentaho arvarde lo hapisco che tu mi stai puntando un missile de tua dritto ad altezza mele. E lui hontinuaha, e hontinuaha... staho qhasi pé mandallo a cahare, quando alla fine mi hiede io a ì su posto icché avre' fatto. E allora io meglio d'un generale di horpodarmàta (l'accento vale pe distinguello dalla haricade101) gli ho snocciolaho la mì verri simpli strategi: io avrei mandaho du hiller a faffòri Saddamme ntempo di pace e avre' speso tutti qhei milioni di dollars per bombardare qhella parte dì mondo che uncià nulla da mangiare con de bei panini a ì presciutto... is no possibol - la mi dice lui - qhi pipol dontitte ì pork! Bat go a cahare - gli ho risposto io prima di riagganciagli ì cordles su ìmmuso: e te bombardali co ì tonno, no? mercoledì, 26 marzo 2003
Quando le giornahe inizian male! Iersera le previsioni dì tempo dicehano sole a tutto tondo, finavvenerdì! E nvece stamane eccoci nquesta foschia depressiva che unn'ha né babbo e né mamma. A colazione poi, hon la famiglia riunita e le cispe agli occhi ìssòno dun ssessemmé su ì telefonino la ci sveglia tutti da ì torpore di latte e biscotti in cui s'era immersi. Leggimelo te! Fo a ì mì figliolo meglio conosciuho home pollicevelox... lui lo legge, ridacchia e sta zitto. Maremmamaiala, he la smetti di fa gerriscotti e tummi dici icché la hogliano... e lui allora. Oh babbo dehano ahere sbagliaho... qui c'è scritto "ho voglia di tene, telefanami". Hanno sbagliaho una bella sega, si rihorta la mi moglie co una faccia alla cassiuscley...dammi qhi codestaffare. E preso in mano ì telefanino s'accinge a lègge ì frutto (sehondo lei) d'un reato che unnò mai hommesso... accidentammé e a quando m'è venuho ammente di dagli anche ì numero a qhellalà. La mi moglie gliè ncazzaha home unsisàicché e a ogni mì tentativo di falle capì che la pole dormire sonni tranquilli la un faceha altro che rispondimmi... ma vai a cahare... vai a cahare te e qhi ciondolo mmezzo alle gambine che la vi fa da cervello a voi homini! Fortuna he dopo la s'è accorta che dopo una fila nterminabile di puntini e c'era un numero di qhelli a pagamento! Allora giel'ho tirahi io du moccoli su ì viso e poi uscendo e sbattendo la porta gli ho detto... e stanotte, quando tu m'ha hiesto un'imbiancatina alla hucina e a ì tinello, home mai tu l'hai hiamato pennello nvece che ciondolo?
martedì, 25 marzo 2003
E s'era alle medie, la proessoressa la mi domandoe a sorpresa: ndohe finisce la nostra libertà? La me lo chiese con una faccina a stronza, certa che un lo sapessi. Nì mentre ci pensaho una secchioncella dimoltoracchia arzoe ì braccino e disse: ndohe inizia la libertae di qhegli artri! Allora la proessoressa, gli fece un cenno di sta' zitta e mi riformuloe la domanda... e la libertà dell'altro dove finisce? E io, orgogliosamente: dove troa qharcuno che lo manda a cahare!
lunedì, 24 marzo 2003
Stamani, a ì rientro in ditta, la mì irreprensibile segretaria la m'ha fatto un urlaccio de sua: Oooohh... telefano! guardandosi bene da dimmi chi gliera. Arzo l'apparecchio e nì su ottimo italiano (nsomma,via, meno peggio di certi italiani che parlano alla tivvue) mi salutava SaddammeUssein npersona, pe ì su ordine fisso d'un milione di monoporzioni da sei hili de mi ormai famosi ranocchi battuhi nterra. Oh Saddamme, ma icché si dice dalle tu parti? m'azzardo a chiedigli io, giustamente preoccupaho. E gliè un lahoraccio te lo diho io, stamani c'ho da andare anche a fammi l'analisi dì sangue! Ma con tutt'ì traffiho he c'è, gli è doventaho problematiho spostassi quie in iracche. Poi la m'ha dato ì su nuovo numero di harta di hredito (lui preferisce ancora l'americane espresse dopotutto) e m'ha chiesto gentirmente di confermagli la honsegna con un essemmesse per farsi trohare a aspettalli. Con certi homini fare ' bisiness gli è davvero piacehole, home sanno bene certi homini dell'intelligence amerihana che ce li hanno fatti finora... Ah - la m'ha chiesto prima dirriattaccare - Unn'è che tu mi hompreresti un pohinino d'azioni telehomme stamani? Poi ti rendo i soldi! giovedì, 20 marzo 2003
Anche l'omo d'affari dehe avere un'etiha, a vorte anche mandando a cahare ì guadagno. Io stamani ho broccaho ì telesse e i fasse e ho nterrotto le esportazioni di ranocchi battuhi nterra verso gli uesee. Un sarà ì più grave embargo che abbiano subito finaoggi, ma credo che alla lunga ì mì gesto si farà sentire.
martedì, 18 marzo 2003
Stasera, nì cielo, du piccioni si dehono essere mandahi a cahare. Icché un smetto di chiedemmi è se un potehano almeno aspettare che attraversassi la strada. Maremma maiala!
ì cane di Busce m'ha lasciaho un messaggio in privaho. Dice che un capisco una sega di hani e ancora meno di politiha nternazionale... e che sarebbe meglio che andassi a cahare. E' evidente che ì cane di Busce gli è un'arma segreta della cia, che esercita un quarche controllo su splindere. E che sotto la pelliccia sintetiha all'uranio mpoveriho, ì cervello gli dehe fare un po' troppa pressione nella scatola craniha. Un gli ho nemmen risposto...
Lettera aperta a ì cane di Busce. Came here, piccolino... vien qui. Eh ragiono con te perché qhì pittbulle di tu padrone un capirebbe. E anche perché tra cani ci si hapisce meglio, un'annusaha di culo, ì più delle vorte, risorve ogni controversia. Invece ì tu padrone gli è diverso. Dopo avé schizzettaho pé mezzo mondo a marcare ì territorio, ora l'ha dato l'urtima abbaiaha definitiva a Saddamme. E con lui nì branco c'è anche qhi cocher di Blaire e ì cihuaua spagnolo. Ora te che a vedetti un tu sembri un pittbulle, tu potrai hapire la preoccupazione anche di noiartri poeri randagini di strada che un glienefreganiente a nessuno. In fondo noi un ci si va mai a pisciare negli affari internazionali, ci s'accontenta dì nostro alberuccio, anche d'un lampione, di qhi pohinino di horsa in un campo, di qharche carezza e una ciotola d'acqua fresca quando ci vien sete. Noi che un s'è mai hommerciato nì petrolio, né vissuho nei salotti boni e che la dogghe sitter un ci s'è mai avuta, ci s'avrebbe bisogno d'un favorino da te. Mordigli un gambina a ì tu padrone, via. Sveglialo un pohinino. Fagli capì che gli è fatto di ciccia anche lui e che delle sane trombate con quarche barboncina giohane gli farebbero meglio che partire dalla su bella cuccia bianca e profumaha pé andare a rincorrere e a mordere nì mondo. Fagli hapire la superiorità dì cane, ma non qhella della stazza, piuttosto qhella di sentire gli urtrasuoni. Qhelle vocine sottili he dihano: stavorta gli è maiala, se ci si mette a mordere la un si sa davvero ndoe la si puole andare a finire... home gli ha giustamente ululaho anche ì sanbernardo che ch'ha la cuccia nvatihano. Via facci qhesto favore, prestagli le tu sarsicce di gomma, un'osso di pelle di bue, e portalo fori a giohare, fallo horrere di molto e stancalo, maremma maiala, stancalo. E ora vai, hagnolino, vai a cahare anche te!
domenica, 16 marzo 2003
Appartengo a qhella categoria d'omini che ì calcio un gli fa sfogo. Un ci posso fa nulla, a me vedé tutti qhe miliardari in mutandoni e maglietta che horran in su e in giù pe ì campo, la m'annoia terribilmente. Sarebbe home divertimmi a vedé Berlusconi e D'alema che fanno la horsa ne sacchi. Qhand'ero bambino ci ho giohaho una vorta sola, la mi misero in porta. E siccome i bambini son stronzi pe natura, mi tirahano della pallonahe affammàle che un mi ci prohaho neanche a paralle. Presi hon indifferenza aimmeno dieci pappine nì giro di cinque menuti e dopo qhella vorta nessuno mi ci voleha più nella squadra e io utilizzai qhì tempo che m'avanzava a giohare a ì dottore co una bambina che la mi garbava di molto. Stamani l'ho rivista qhella bambina, ma oggi la mi ci horrebbero aimmeno cinque mani anche solo pe agguantagli le mele e fagli una punturina. Un pensahe male, però, perché ammé la femmina abbondante la mi garba, la mi fa allegria e mi dà l'idea d'una donna evoluha, capace di mandare a cahare l'estetiha dominante della donna che vive laighte, pensa laighte, mangia laighte e tromba laighte. Nvece a me la poppona di burro, ì rotolino sulla pancia morbida e qhì filo di cellulite nell'esternochiappa mi imbarzottiscono parecchio. Ti rihordi di quando s'era bambini? La m'ha chiesto dopo un po', e io, pe tutta risposta, son dihentao rosso home un'adolescente. Siamo stahi a chiacchiera un bel po', poi la m'ha lasciaho ì numero dì cellulare e m'ha schioccaho uno di qhei baci umidi che (un sò come fanno) partano in arto dalla guancia ma finiscono sempre co ì toccare pe un sehondo un angolo dì labbro. Maremma maiala! Mentre la s'allontanaha ancheggiando le facce a culo de mi hompagni d'un tempo m'urlahano nì viso: ma vai a cahare pezzo di bischero, lo vedi che era goal?
sabato, 15 marzo 2003
Iersera entro ncasa e vedo che gli è arrivaho pé posta un libretto tutto holorato: la harta dei servizi dell'azienda dì sudicio. Ecco, fo tra meemmé, anche lo spazzino, dopo avé raggiunto l'ambito traguardo d'esse chiamaho operatore ehologiho e la paritae de sessi, adesso vole ì sù momento di gloria! I' libercolo, pieno di disegni home quelli che fanno i bimbi all'asilo, s'intendeva di rassihurare ì cittadino su come le son bravi qhesti che raccattano ì sudicio. S'iniziaha da ì loro presidente, co una letteruccia di qhelle che una vorta si mettehano sotto ì piatto a Natale prima d'iniziare a mangiare ì panettone. Co uno stile tipo cari cittadini qhest'anno sarò bono, istudierò di molto di piue e un farò girà i hoglioni a nessuno, ì presidente ( ma quanti cenè diho io di qhesti scardaportrone) s'abbandonaha a un'incompresibile liriha talmente piena di gnégné che un ci si capiha na sega nulla. Frasi sciorinahe come un novello Umberto Eho, su ì tipo de "i rifiuto solido urbano gli è la palingenetiha obliterazione della forma anonima dì gelso", evvia di qhesto passo fino all'inquietante notizia: ognuno di noi poheri bischeri paganti ntroduce nì cassonetto cinqhecentodieci hili di schifezze in un anno, icché mortiplicaho pe una famiglina di qhattro persone fa du tonellahe abbondanti. Maremma maiala! Indohe le si metteranno mai? Peicché mi riguarda io di monnezza in proprio ne produho assai poha. Icché butto via gli è tutta roba inutile prodotta dagli artri: pè mandatti tre grammi di bolletta la telehom ti manda tra depilantes vari e artra roba aimmeno un etto di roba da buttare, che sommahi agli estrattihonto della banca, a iggasse, all'enelle e all'acqua hominciano a esse numeri. Solo la hassetta della posta, con tutta qhella reclame che arriva, gli è di per sé un disastro ehologiho. Poi c'è ì supermarket, ogni etto di roba necessaria alla sopravvivenza dell'omohonsumiens, gli è ncartaho con tonnelahe d'ogni genere di materiali vari he vanno da i polistirolo a qhella pellihola trasparente gnorante e dura peggio dell'acciaio. Nsomma se un mi dessero afforza tutta qhesta roba, io butterei via (la popò unnè conteggiaha) meno di ducento hili all'anno, qhasi tutti utili a concimare e campi. Chiudendo ì lbretto allora mi son detto: ma perché a ì posto di scassammi le palle hon qheste frasi astruse, un ch'anno rispamiaho qhesti urteriori due etti di presepeicculo da buttare? Ma che andassero un pohinino a cahare!
venerdì, 14 marzo 2003
Chi gliera qhello he diceha "nulla di novo sotto ì sole"? Chiunque fosse, gli aveha ragione. Me ne sono accorto stamane sentendo che ì mi figliolo sotto la doccia hantava la sigla di dragonbolle: ti sei cahato addosso, dragonbol, tu puzzi home un ossesso, dragonbol... alla su stessa età nvece io hantavo qhella hanzone de ricchiepoheri: che confusione, sarà perché sei scemo.. stringilo forte e guarda icché mi sorte... eho cohaola non è.... tarandandanadandan. Braho figlio mio, tu ha proprio preso di to pae!
giovedì, 13 marzo 2003
He la maleduhazione impazzi oramai in ogni luogo gli è una triste reartà.
Oggi m'è arrivaho in azienda un rappresentante. Uno di qhesti ramphanti che
solo a sentilli nominare m'attaccano a girà i hoglioni. Il rappresentante
precedente a lui gli era tutto ì contrario: gentile, ben eduhato, fatto
d'una simpatia vera. Gl'aveho detto più vorte che vendere un faceha per
lui... infatti. Infatti m'hanno mandaho qhesto giovanotto novo. Avrà una
trentina d'anni tra ì sì e innò, e gira pelle strade con una gorfe urtimo
modello, un'automobile che, soprattuto se acquistaha in lisinge o peggio a
rate, gli è lo status symbol della testa di cazzo.
Si presenta da me co uno di qhe sorrisi capaci ormai d'ingannare solo le
qhindicenni. Gli è agghindaho come un palo della huccagna, con l'auricolare
a penzoloni su una camiciaccia rosa a quadrettoni, senza gravatta, e gli
sparisce sotto una giubba da ufficiale de' nordisti. Si siede dinnanzi a ì
sottoscritto, senza nimmeno aspettare che gli diha ì consueto lasaccomodi.
Ma icché gli è peggio l'è che mi dà un'occhiaha di hommiserazione a ì mì
maglioncino e che tira subito fori ì cellulare urtimo modello memmessé e me
lo piazza sulla scrihania... un hosa he mi fa andà su tutte le furie.
Un'aveha fatto ntempo a fa' la sehonda hosa che mi fa salire ì sangue agli
occhi, che quì mostro di cellulare homincia a suonagli la holonna sonore dei
simsonne a un volume esageraho. I' giohanotto, senza nemmeno chiedemmi scusa
( eddiché? ormai gli era lui padrone a casa mia no?) la s'è messo a
ragionare di milioni come se ahesse appena compraho horso della hittoria su
ì monopoli. E io zitto, eh? Badate bene, zitto he pareho un chierichetto!
Finiha la telefonaha, mi sono arzaho e nìmmentre lui mi guardaha con
l'occhino ebete, gli ho aperto la porta e facendogli un cenno ineqhivohabile
con la mano, gli ho fatto: bonasera! E lui: ho telefonaho, la poteva dimmelo
che unn'ahea bisogno di nulla. Sie gli ho detto, mentre usciha, ahrei
bisogno di vedé gente più eduhata. E lui senza scompossi: ma vai a cahare!
Ora mi sorge ì dubbio, un sarà mia staho lui a cercammi su google ieri sera?
mercoledì, 12 marzo 2003
Oh ragazzi, ma queste son soddisfazioni davvero... da oggi su ì massimo motore di ricerca dì mondo (che sarebbe google) sono i primo della pagina nella hiave di ricerca vai a cahare. Primo nì mondo!
Sarà staha qhell'arietta primaverile, qhi solicino scrio scrio di qhest'idi
di marzo, sarà che ì mi ragazzo gli ha riportaho a casa uno di qhegli otto a
latino he mi sare' messo a ballare pé la hontentezza. Insomma un lo so icché
sarà, ma sazio e soddisfatto tra un par di rutti e una di qhelle curregge a
puntate che tu po' permettiti diffare artro che all'aria aperta, mi
son'appisolaho sulla gislonga n giardino... e m'è apparso Bushe. Gli ero lì
che arrancavo in quì limbo dì sonno pe' risvegliammi subito, tremendamente
preoccupato da ì fatto che armeno ne' sogni un dovrebbero avere ì permesso
d'entrare qheste favacce, qhando lui m'ha fatto uno di qhe sorrisoni finti
da manuale delle giohani marmotte delle pabliccherelescion.
«Che cazzo ridi, bruttomo?» Gli ho chiesto mmediatamente io
«Eh rido perché ci ho la bombona» mi risponde lui in perfetto amerihano, la
cui perfezione gli è data dalle stesse parole he pronuncerebbe uno spiher
della britishelaibrari mentre si sforza divvomitare.
«Tenefainasega della bombona» gl'incarzo io «se tu voi sarvare ì petrolio ti
ci horrebbero più le forbicine he le bombone»
«ma che t'ha visto che schianto?» mi fa lui, home se un gli avessi detto
nulla
«ti si schiantasse la vesciha» gli fo io coì terzo rutto posteprandiale
«la ti stiantasse a te e a tutti i tu amici pacifisti e terroristi»
«stammassentì avanzo di sugo, perché un ti lehi da treppassi da' hoglioni»
A quìppunto lui si riscarda e, arzandosi sulle punte di piedi perché gli è
basso come la cahata d'un cane, m'ammolla uno di qhe ceffoni da
rihordarsene.
Un c'ho visto piue!
«Oh monoporzione - gli ho detto - ora co una pisciaha t'affogo!»
E nìmmentre che tiraho giù la lampo, he ne' sogni un tulla trohi mai, ho
pensaho che la tentazione dell'incazzassi gli è propria dell'omo. Allora m'è
venuha in mente una di qhelle banalità dell'omo di strada. E se si
risorvessero tutte le hontroversie nternazionali a cazzotti?
Io potrei dihiarare guerra a bushe ( mapprima fare' du passi fino a arcore)
e sonallo come una hampana e sarvare ì mondo dalla guerra imminente. Potrei
ahere i mì momento di gloria mondiale, con tutti i giornalisti dì pianeta a
chiedemmi nelle varie lingue... oh come tu ha fatto, o come?
E io: o dicché vu vi meravigliahe? L'america gli è un paese dove co un
pompino ti casca un presidente e io un gli posso tira du ciaffahe prima che
faccia dì danno serio?
Poi pe un montammi troppo ì capo, tra la veglia e ì sonno, arriherebbe un
energumeno di dumetrieqharcosa e co le su manacce gnoranti sahrificammi e
lasciammi sanguinulento su ì ciglio di strada.
Quando mi son svegliaho c'aveho ìccapo tutto ntorpidiho. In quarsiasi modo,
he sia a cazzotti, a sputi o abbombe, gli è proprio la guerra he ci dovrebbe
fa schifo a tutti. E quest'homini che la horrebbero fare, se proprio unn'è
possibile mandarli a lahorare ndoe si lahora davvero fino a sentissi stanchi
di tutto, si potrebbero mandare aimmeno a cahare!
martedì, 11 marzo 2003
Ritrohandomi a leggere i blogghe di Missefrittella, che comemmé odia le tavolette arzahe dì gabinetto, la m'è torhato a mente un giorno che briaho home unn'ero mai staho, mi ritrovai a fare un discorso scientifiho sui diversi modi di cahare. L'argomento unnè di qhelli da prima di cena, e quindi riporterò sintetihamente: ci son tre modi di cahare, o più precisamente, ci son tre tipi di merda: ì rocchio, la sfangaha e ì termitaio. Il rocchio gli è quì particolare tipo di merda che si è soliti fare dopo due o tre giorni passahi in albergo o durante una vahanza. Una hosa liberatoria pe ìccorpo (anche se c'è da sentissi male a fallo) e maledettamente mbarazzante pé ì gabinetto, perché di solito ci vogliano tre o anche quattro carihi di sciacquone pè mandallo giue. In questi frangenti gli è poho consigliabile anche l'uso dello spazzolone, pè via di que' brutti frammenti che potrebbero rimanervicisi attaccahi. La sfangaha nvece, appartiene a quella tipologia dì cahaggio propria de tipi troppo nervosi e emotivamente nstabili. Si presenta home uno spray, unn'è per niente liberatoria e in piue se nì gabinetto c'è le gabbiette detergenti dì vuccinette, dopo vanno buttahe via. Il modo migliore di cahare, nvece, gli è di falla a termitaio. La merda si presenta abbandantissima, co una consistenza leggera e ben areata, soffice e delihata nì passaggio tra ì dentro e ì fori. Falla a termitaio gli è indice di persone equilibrahe ne' pensieri, giuste nell'azioni e sane nì corpo.
Nelle autostrade telematihe, ì mì brogghe ha ncotraho degli artri brogger he m'hanno fatto l'onore di mettemmi tra la roba che va vista. In attesa d'imparare anch'io home schiaffacceli dentro ringrazio da ì profondo diccuore e dell'anima ì bucchehorsaro e ì su zio Gino e la bradipa, he hontrariamente a ì nicche gli è staha veloce home una scheggia!
E c'è della gente he dovrebbe sta ne' circhi, artro che sulle strade. Stamattina mentre veniho in qua, c'era uno in una mercedesse che c'havea ì giornale su ì volante, e co una mano telefonaha, co una fumava e con quell'artre guidaha!
Dopo le innumereholi nsistenze della Suzanne, he ringrazio. Ho provaho a fare i mì esercizio di stile su Zoppe... ì gioho honsiste nì riscrivere icché ti dihan loro, in uno stile uniho e nconfodibile: ì tuo! Francamnete unnè che ch'abbia capiho granché, ma gli ho spediho ì frutto della mì creatività notturna. Lo posto anche qhi sotto, un si sa mai che a loro un gli garbi punto:
Oh Ado, sbrigati, maremma maiala, e tu fa' tardi pé gli esercizi di stile su ì blog. Io tra la veglia e ì sonno m'asciugo co ì dorso della mano ì filino di bava della pennica pomeridiana e mentre mi leho una cispa dagli occhi, dò ordine a ì modemme di collegassi alla sverta. A ì primo tentativo, da un lugo imprecisaho dì computer, una voce come d'oltretomba m'avverte co una voce sorda e antepathica: a causa dell'intenso traffiho... Accidentallehonnessionigratisse, funzionassero mai una vorta! A ì decimo tentativo, sento ì modemme he smania come un reparto di terapia ntensiva: prrrrr deng hoihoihoi tetenteten teten... che tradotto in linguaggio ospedaliero corrisponde più o meno a: la linea... la stiamo prendendo, la stiamo PRENDENDO! In men che non si diha, mi ritrovo nì traffico dì blogger aggregator. Sviholo di qhì, cricco di là, finché un m'imbatto in una roba azzurra che un ci si capiha una sega. Vergine dì cipresso, impreho, o bada qhesto che casino gli ha fatto. Dev'essere pé forza un ragazzo! Ma bada icché scrive... questo scambia le verghe di treno co ì bucato teso. O s'è fatto una hanna o gli è così proprio genetihamente. Cerco icché criccare pé ripigliammi da tutto qhi caos e ti ci troho un commento. Oh, mi diho, allora quarcuno gliel'ha detto che gli è una fava marzola (ndr: quì particolare tipo dì frutto della fava, un po' troppo prehoce e poho saporito perché nasce prematuro, di marzo), Invece qhesto poeromo un gli avea detto nulla, ma ì tizio (cioè la fava di marzo) s'era ncazzaho home se gli avessero detto "la tu mamma ha visto più schizzi lei che gli scogli di halafuria" e gni aveva sparaho tante di qhelle hattiverie che c'era da danne e da asserbanne... ì brog gli è mio e me lo gestisco io, concrudeha, se un ti garba un tu c'hai a tornacci, visinodihulo! Saran passahe qhelle du ore bone, mentre cercaho di fare un pirreTUpirre dì noto emmepittré "ì surrogatho dì cacatho" una fucion a metà tra ì blecchegezze e l'inno degli arpini, su ì sito d'uno di qhelli schiantathi convinti di sapé scrihere le hanzoni, t'incontro di novo la primizia di prima. Insomma unn'è che l'incontro fisihamente, perché sarebbe staho fantascientifiho, ma leggo la su e-mail scritta a ì webbemastere. Tutto gentile, qhi genio s'intendeha di insegnagli l'accatiemmeelle... qui le luci sono accese, ma ncasa un c'è nessuno, gli spiegaha, ti ci horrebbe un bottone in piue e io lo metterei qhi... e co un'enorme ghiffe animaha gli indihaha , a du pisselle di distanza dall'usciha, ì come, indove e, soprattutto ì perché.
lunedì, 10 marzo 2003
Oggi m'è venuha voglia di fà quella tremenda esperienza che gli è la ciatte. Mi son collegaho e a ì primo tentativo ho fatto una fatiha tremenda a nventammi un nicche. Maschio mediterraneo e Kazzone Santo gli erano già mpegnahi e allora sono entraho come CignaleToday, giusto pe' creare quì tocco d'inglesismo alla mia esistenza pelosa. Dopo dieci minuti un m'aveha ancora cahato nessuno, allora ho deciso di vestimmi da femmina. Anche lì un bel po' di problemi co ì nicche: C'erano sexy2001 e zoccolaxte che andahano alla grande, io mi son chiamaho passerina-attorcigliaha... oh quei visi di bischero m'hanno daho l'assalto. Tutte domande dì tipo: ma te la dai subito? Ma te spit o swallows? Io ti spit in facc, gli ho risposto nì mi tremendo inglese. E dopo visto che lui insisteha gli ho detto: ma che la smetti d'anticammi i coglioni! E lui di rimando: Icchè vor dire. Sicchè ci son staho mezz'ora a spiegargli come son fatti que' vasellami a fiori d'una volta, tutti pieni d'incrinazioni d'ogni tipo. Accidentaimmondo! Che brutta esperienza!
domenica, 09 marzo 2003
Ovvia, ci siamo. Domani la si torna a lavorare. Pe’ tutt’iggiorno ho pensaho che sarebbe di morto bello scrivere. Sì fa’ lo scrittore di mestiere, a ì posto di che fo ora. Una vorta l’ho conosciuho uno scrittore vero, e gli ho chiesto qharche consiglio. Lui mi disse che avrei dovuto diventà tanto bravo da sapé mette le parole nrima e poi d’allenammi co’ dialoghi. Tornaho a casa mi misi a ì computer e buttai giù i mi piccolo esercizio. Eccolo qhi: «Madonnina dì sasso, guarda chi si vede, la sora Cafissi. O icché la ci fa a ì ponte all’asse?» «Credeho la lo sapesse, sono tornata qhi a i ventotto rosso» «Nooo, pensaho la stesse ancora in via de’ Fossi» «Sì ci stavo, prima che sgombrassi. E lei icchè la ci fa? » «Son venuha a trova’ la Palamidessi… tanto pe fa du passi» «Chi? La cognaha dì Forsassi? Quella che faceha la commessa da i Settepassi? » «Sì… come va signora Cafissi? » «O come voi che vada? Come una fessa… son tutta piena d’acciacchi, son proprio una carcassa» «Vergine dì cipresso, la un mi parli di mali perché c’ho ì diavolo addosso «La lo dice a me? O un lo vede che son tutta rinfagottata nì gesso? » «Eh lo vedo… o icché l’è successo? » «Sta zitta… pe un sorpasso» «Pe un sorpasso? O un credeho la guidasse» «Macché… sarà tre mesi che successe. Si stava andando a i’ piazzale con la Mini Morrisse della mi nipote, e quando s’arrivò alla curva degli assi, lì davanti a ì giglio rosso, la fece un sorpasso. Pé l’appunto in qhi momento gli arrivò l’autobusse, che veniha giù a tutto gasse… e ci venne addosso! » «Che sconquasso! » «Io feci un volo e andai a finire in collo a ì benzinaio de distributore dell’Esso, e la mi nipote la ritrovarono a buo ritto su ì greto dì fosso. «Vergine dì cipresso, la potea anche ammazzassi! » «Difatti dalla fifa che ebbi mi venne anche ì collasso e mi misi a gridare come un ossessa» «Uh, io mi sarei pisciaha addosso. La pò ringraziare ì crocifisso «Eh sì, a parte la frattura di qualche osso la m’è andaha bene… dopo poho m’hanno dimesso» «E la mini morrisse? » «Ah, la la vedesse, la sembraha passaha sotto lo schiacciasassi… e poi la fosse finiha lì. Ci scappò anche la rissa! » «Nooo, la rissa? » «Sihuro. Dopo tutto qhi fracasso, si fece subito la ressa, e un musino con l’aria da smargiasso s’introdusse e disse: io me la rifarei con chi gli dà ì permesso. Altro che Mini Morrisse, le donne stanno bene artro che su ì materasso» «Eh? Madonnina della tosse, o lei ì che la gli disse? » «Un ci vidi più, presi la trusse e gliela scaraventai addosso… lui un fece una mossa, e visto come la s’era messa e fece in un baleno a allontanassi» «L’aveha ragione va… come la voleva fare a unn’arrabbiassi. Progresso? L’era meglio quando si viaggiaha in calesse» «Davvero! Lo dicea anche ì mi poero Ulisse, prima che se n’andasse!» venerdì, 07 marzo 2003
Ovvia, anche un'artra settimana lavorativa se n'è andaha. Subentra qhi momento di tristezza di lascià tante hose a metà e riposassi un po' alla meglio nì fine settimana. Riposassi si fa pé dire, perché ì sabato gli è di solito una giornata nfenale, c'è la spesa, i pagamenti alla posta, quarche lavoretto attorno a casa, lo shoppinge co' la moglie. Domattina su ì presto vò a fà una bella girata nì bosco colla montambaiche pé rigenerammi tutto. E poi domani gli è anche la giornaha della donna, sicché e vò n'centro a scegliere un regalo pe la mi moglie. Ho visto un negozzino ndohe du ragazze giohani fanno dei bigiù co ì materiale di riciclo: collane, bracciali, orecchini di desaigne. L'ho visti anche addosso a delle signore scicchissime, e siccome almeno nemmi hore la mì moglie gli è la più scicche di tutte, l'ho da vedé bella. Bona seraha a tutti, eh?
Visto da ì posto di guida della tu autovettura ì mondo gli è diverso. A vorte ì pensiero ti si sofferma su questo strano essere che è ì pedone. C'è quello, sotto forma di signora anziana e dinoccolata, che, anche se tu sei a dieci metri da lui e tu sta andando a sessanta all'ora, alza ì braccio e si butta nì mezzo della strada, provohandoti uno sciocche nervoso e a lascià mezze gomme sull'asfarto. Poi c'è quello, sotto forma d'anziano signore, spesso elegante che attraversa sulle strisce piano piano, pacato, un passettino alla volta (tanto lui unn'ha miha fretta) e nì mentre che attraversa ti guarda con qhello sguardo birichino che parrebbe voler dire: honosco i mì diritti, son sulle strisce, se tu mi tocchi ti mangio la hasa! La terza categoria gli è lo studente, che si move quasi sempre in branco e si butta nì mezzo di strada senza nemmeno degnatti d'uno sguardo tutto mpegnaho a guardassi le Niche da gennastica sciorte e a vociare tra di loro. A un gruppo di hesti stamane gli ho daho un corpo di clacson che parea una sirena. L'unica a guardammi gli è staha una biondina di sì e no qhindichanni che m'ha arzaho ì dito medio pé dimmi: vai a cahare! M'è scappaho troppo da ridere, anche perché in macchina staho ascortando uno di qhesti professoroni che sentenziava su ì malessere giovanile. Gli prendesse una diarrea anchallui!
Pensando a certe hestioni economihe he mi son capitate, m'è ritornaho in mente icché mi diceha sempre ì mi nonno: i soldi son come le donne, se un te ne occupi continuamente vanno a finì nelle mani di quarcunartro!
Macché cipolle. Iersera la mi moglie la m'ha portaho fòri a cena. S'è passaha una seraha romantiha da morire. S'era in un posto scicche di quelli ndohe vanno di solito le hoppie di fresca nomina. Gli eran tutti più giovani di noialtri, ma stavano sempre zitti, come mbambolati a guardare ì soffitto dì lohale o i camerieri. Mangiavano che sembravano caprette a ì pascolo. Le donne tutte vestihe con gli stivaloni a punta, che pareha una svendita, e i ragazzi con quelle camicie a tovaglia da ì collo rigido peggio d'una ghigliottina. E un si dicehan nulla pe tutta la sera. Io e la mi moglie nvece la si parlaha fitto fitto e senza vergogna la ci si teneha per la mano. Volersi bene gli è bello, ma ancora più bello gli è anche disselo di tanto n tanto. In que ragazzi un c'era poesia di nulla, artro che telefonini urtimo modello e nterminabili e sconfinahi silenzi.
giovedì, 06 marzo 2003
Ovvia ora spengo le micce e vò a casa. Scommeto he la mi moglie, vista come la s'è messa stanotte, pe evità assarti imprevisti abbia fatto pe cena una bella padellata di cipolle in umido. La mi moglie gli è capace di tutto in cucina pe' tenemmi bono ì testosterone. Nsomma via, domani dopo una nottaha d'arkaserzer e vi racconto. Intanto stasera penserò un pohino a tutti helli che oggi m'hanno scritto e letto. Ne fumi dì digestivo antonetto penserò a tutti voi! A una domanda che m'hanno fatto peroe dò la risposta ora. Perché tu scrivi in dialetto? Allora amiha mia io un scrivo in dialetto, scrivo piuttosto in una lingua minoritaria. E sentendomi intellettuale fino a ì midollo dell'anima vi bacio tutti quanti vu siete
A un certo punto dì giorno, quando unn'è più pomeriggio, ma unn'è ancora sera, coi coglioni girati perché di tutto icché c'era da fare un tu ha fatto nemmen la metà, ecco che mi piglia voglia d'un caffè. Vo a i barre e sento uno che unn'aveo mai visto prima mettersi a spiegare che tutto sto tran tran contro la guerra ì vatihano lo fa pevvia dì terzo segreto di fatima. Ora ì terzo segreto di Fatima lo sa solo ì papa... e mentre beveho ì caffè m'è passaha davanti agli occhi l'immagine d'una guerra incontrollabile, roba tipo dedaiafter... maremma maiala, va bene che ì caffè mi garba amaro, ma amaro come oggi un l'aveho mai bevuho!
I ppapa ha detto che sarebbe bene fa un po' di digiuno per la guerra! Io ho pensato che i digiuno gli è abbastanza inutile e poi se mentre tu mangi tu guardi un poinino di telegiornale tra fede sposini busce e berlusconi la fame ti passa subito. Alloora ho pensato a un'interpretazione mia dì messaggio papale. Ho deciso di un bestemmiare finché mi riesce. I ttoscano gli è bestemmiatore di natura. I mmoccolo è proprio ni coredo genetio. Ma tent'è ho deciso di sforzammi. Ieri nemmeno una madonnina, oggi fino a mezzogiorno ì mi voabolario usuale gli era quello di uno di omunione e liberazione (gente che un mi garba eh, parliamoci hiaro). Poi a mezzogiorno in punto arriva la telefonata della banca. Un assegno che avevo versato non è andato a buon fine. Ho chiesto perbenino icché la mi volea dire. E lei nsensibile come un generale di corpo d'armata mi dice, nulla da fare ì conto gli è andato in rosso, bisogna che la provveda a ripienallo con un poinino di valuta fresca. Allora un ce l'ho fatta piue e ho tirato una sfilza di moccoli che hanno interessato tutt'ì cielo, dalla madonnina della tosse alla vergine dì cipresso, fino a ì crocifisso. Mi sentio anche un po' in colpa, ma poi ho riflettuto in fondo se ci sono le bombe ntelligenti, e po' trovare una giustifiazione anche ì moccolo strategio.
E sarà staa l'ansia dì blogger, oppure che son quindici giorni che la mi moglie la mi tiene a dieta, ma stanotte mi girao e rigirao nì letto. Dopo na mezzora la mi moglia mi fa: o icché tu c'hai tu mi sembri la mondaini. Icché c'ho - gli dico io - c'ho che ho voglia della tu bocca, ecco icché c'ho. E la mi moglie che di certe ose neanche a parlanne mi fa: o un ti garbava tanto d'annunzio? Icché c'entra d'annunzio? mi chiedeo. Ecco, lui se lo ciucciava da sé... o unn'era tanto un ganzo. Avete capito come gliè stupido i mondo? Un c'è mia giustizia, sai.
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