mercoledì, 25 giugno 2003
ènno difficili a dissi certe hose... ma io piglio la mì canadese e vò a fare ì giro dì mondo. Spero di metticci meno d'ottanta giorni, però.
lunedì, 23 giugno 2003
approccio o non approccio?
la mi scrivan da di là dagli oceani, che con la mi moglie sbaglio l'approccio. Nemmen che fossi un fantoccio. Allora pe' togliemmi dall'impaccio, vorrei hiarire che la tratto home un boccio, mettendoci sempre tutto ìmmì ingegnaccio. Ogni vorta che entro ncasa, per esempio, io l'abbraccio. Ma con le mani vispe, non come un bamboccio. Ma lei subito mi dice: ovvìa un fare ì maschiaccio, e la riman fredda come un pezzo di ghiaccio. Quindi vorre' dire che unn'è che peffàllamore la minaccio, e che anzi gli è più spesso lei che la mi tiene meno nconsiderazione d'uno strofinaccio. D'artronde io le voglio bene, accidentaccio. Anco se lo so che c'ha un caratteraccio. Nsieme la s'è n'è viste tante, la s'è provaho ì cardo e l'addiaccio, e s'è superaho più d'un momentaccio. E quando gli è staha malata, la gli ho puliho financo ì moccio, e poi siamo uguali anco nei gusti, perché nessun dei due si mangia ì sanguinaccio. Ma si sa, ognuno c'ha da portare avanti ì su barroccio, quarsiasi sia l'approccio, ì rimproccio o ì contrapproccio. E anco se lei la mi chiama belloccio, la mi hammìna innamoraha tutt'attaccaha a ì braccio e la fa da cena ì meglio harpaccio, a vorte più che ìssù marito mi sento home fossi ìssù figlioccio. L'artra sera però la gli ho portaho in dono un coccio, s'è mangiaho a lume di handela della ciccia a ì cartoccio e poi insieme la s'è bevuho un goccio... e dopo ancora ci siamo aggrovigliahi sopra ì tavolaccio, e finarmente gli è successo ì fattaccio. Ma lo sapehe che dopo lo scarroccio, la m'ha detto dorce dorce che la gli garbo anco di più un po' grassoccio?
giovedì, 19 giugno 2003
Nì videogioho della vita di hoppia, mi son rotto ì gioisticche!
mel'ha confessaho un conciabrocche, che certe donne son tutte tocche, e che se un tu gli sarti addosso un ti farebbano fammài tricche e tracche. Ai voglia a spendere nì berlucche, la ti trattan proprio come un portacicche. Sia che le sian grasse, sia che le sian secche. Ti guardan di sottecche anche se su ì letto la ch'anno fatto ormai diverse tacche. Hosì nquesta serata scicche, meglio che stare alla televisione a guardà le trasmissioni sciocche, alla mì donna gli ho sciorto pian piano le ciocche, e tanto peffà du ciacche, sulle mele gnude di tànga gli ho tiraho anco du pacche... e lei un po' maliziosa m'ha detto: vergine santa tu ch'hai proprio ì ticche, o un tu lo vedi che ncucina mi si brucian le bistecche? Mi sarei mangiato le nocche. Sta zitta, gli ho detto, e a cavarcioni arrovesciati tappiamoci le bocche! E lei: noe va che poi ci vien le placche. Io ci vorrei giohare co ì gioisticche, ma non qui su ì divanoletto che si son rotte le stecche, e nemmanco ngiardino che ci pungan le zecche, e poi lavati armeno i denti che tu ha bevuho l'armagnacche, ma prima di lavatteli rihordati di piglià le tu pasticche, e un fa' troppo casino che tu lo sai che i vicini son checche, e sii più dorce che tu sembri un cinghiale che mangia le bacche, e un mi toccà la mano che a forza di fàffaccènde da ì dolore m'è toccaho anco a metticci ì paranocche... nsomma via la ch'aveha ragione immì amiho: anco quelle che tu ci faresti un patatracche, quando tummòri dalla voglia ti rispondan sempre picche, e anco se ti sembran senza pecche, una vorta sposahe ti rifilano artro che patacche! Accidenti a quando ho firmaho ì registro, con quella penna bicche!
martedì, 17 giugno 2003
o un m'ha corpito un furmine! O che diamine, stasera gli ero seduho su un vimine, a godemmi un po' di solitudine, studiandomi la rilassatezza dell'addomine e solleticandomi un po' l'inguine hon fantasie da sciupafemmine... qhando ha cominciaho a cascàggiù una grandine e m'ha corpiho un furmine! E son caduto esamine, ncapace di discrimine home se avessi hommesso chissà quale hrimine, sentendomi una certa putredine proprio ndohe m'inizia l'acredine... ma unn'era una libidine, gli assomigliava piuttosto a una pinguedine... ì contrordine d'una nquietitudine... quasi un'ebetudine, più che un'abitudine. Arreggendomi a un bè cardine, home consuetudine, con sollecitudine, ho tentaho di riportammi alla mi primaria artitudine. Ma icchè vu volehe fare oh mortidudine? Così va la vicissitudine: anco nella disgrazia ci vole una certa gratidudine! E un dite che a voi un vi tocca, perché ì mondo più che per rettitudine, tira innanzi per similitudine. Hosì, pe un falla troppo longitudine, con amaritudine, nella mì desuetudine, gli effetti dì torpedine son stahi peggio che se avessi preso direttamente nì capo, una pesante incudine.
giovedì, 12 giugno 2003
ì mondo da oggi gli ha una cippìù in meno... sarà mia stata la serpe?
maremma maiala, rifretto su ì fatto che una serpe (soprattutto se vi si presenta home la vostra hoscienza) unn'è mai da sottovalutare. Da quando l'ho trovaha su immì cammino la m'è successo di tutto. La mi moglie sfavaha che gli è due o tre giorni che un mi parla (e quindi fihuratevi semmeladà), ì cardo bestia di qhesti giorni che un mi dà respiro e... durcis in fundo (o si diceha in findus?) la mi s'è seccata la cippìù dì computer di hasa. Quando si secca una cippiù l'effetto gli è disastroso: ì computer attacca a prenditti peìccùlo pe' un bel po' prima di moritti agonizzante tra le mani. E te home tutte le persone normali tu moccoli tanto e poi tanto che ti sembra davvero d'andà a finì all'inferno solo per quello. In reartà, preso da ìmmì novo aspetto spirituale, ho evitato di bestemmiare troppo... ho sempricemente arzaho gli occhi verso ì cielo e gli ho detto: scendi giù! ... scendi giù! ... pe' affrontallo con le mani più che con le parole, ma naturarmente unn'è sceso nessuno.
La qhestione che mi pongo gli è: se Dio esiste, perché gli è andaho a rifassela proprio con la mì cippìù? Nquesto mondo pieno di guerre, malattie, teste di cazzo, politici (chissà perché mi vengano sempre insieme qheste du parole)... che cazzo c'entrava una modestissima cippìù. Lei gliera bona, silenziosa, lavoratrice instancabile, sempre pronta a ì minimo homando a scattare e eseguire... e ora un c'è più. O meglio c'è, ma gli è come se un ci fosse... un respira più, unn'è più nemmeno carda... gli ha smesso di soffrire. Se invece Dio unn'esiste, allora deve avé fatto tutto la serpe... lo sapete gli è tarmente stronza che sarebbe capace di seccammi la cippìù solo pe' fammi uno spregio. Ma anco in questo sono affritto dai dubbi: perchémmài incosciamente potrei avere ucciso io stesso qhella poeretta che un faceha male a nessuno? Boh? Homunque mi honsolo... la mi cippìù gli era tanto bona e utile alla società e a ì sottoscritto che dev'essere andaha pe' forza mparadiso. Icché gli è come se ci fossi anch'io nquesto momento mparadiso hon lei... già me la vedo ragionà con quell'arte su amihe morte (già sai che casino falle regionare le cippìù morte)... nsomma me la immagino... pohero SiFossiFoco, quante se n'è viste e fatte nsieme, e ora l'ho abbandonaho troppo presto. Già troppo presto... ma mai presto home fanno effetto qheste pasticche nove pe' ì colesterolo arto a effetto collaterale animali parlanti e hoscienze probrematihe su ì brogghe! Alla prossima cippìù ragazzi, nfondo anche pe' quelle, morta una, ce n'è sempre uno a Singapore che pe' guadagnassi ìssù piatto di riso e rizzati (riso senza alcun condimento ndr), ne sta già facendo un'artra!
martedì, 10 giugno 2003
ì discorso della serpe
Dopo essemmi liberaho dalla terribile maledizione della zànza napolitana e d'una certa quantità d'aria ingurgitata pevvia d'avé fatto colazione con una cohahola, sono andaho home di honsueto a immì fosso a lahorare. Ma ecco che lungo ì viottolo t'incontro una serpe che unn'aveho mai visto. La serpe stava proprio nì mezzo e un ne voleha sapé di spostassi. Stavo di già per metter mano a ì bastone che mi fa:
- Sifossi te tu mi vedi home una serpe, ma io son la tu hoscienza.
- O ti pareha che unn'avessi la hoscienza fatta a serpe... io pensaho a un gatto persiano
- sì sì... sfotti sfotti... se son fatta a serpe ci sarà un motivo no?
- naturalmente serpaccia mia... ma uno ci prova sempre a immaginassi un'artra cosa no?
- mah... io un la capisco questa tendenza umana a immaginassi meglio di home siamo
- sarà pevvia delle pubbricità dell'acqua minerale... ì 90% dì corpo umano gli è fatto d'acqua...
- sie... e l'artro dieci per cento gli è fatto di cacca
- allora te per quale dieci per cento tu parli, brutta serpaccia!
- Sifossi gli è l'ora di doventare un pohinino più seri
- Io son serissimo.. e anche ì mì bastone
- ì bastone ti si spezzerebbe, sono una serpe dura io, te l'ho già detto no che son la tu hoscienza
- o allora icché tu intendi?
- intendo dì che ì tu brogghe dovrebbe avé uno scopo più spirituale
- un mi rivorgo mia a degli arcolisti io, e poi di spirito mi sembra di metticene abbastanza
- non quello spirito pezzo di grullo.. gli è l'ora di hominciare a predihare... la zanzara che t'ho mandaho gli era un segno
- allora icché dovrei fare
- dovresti fare in modo che quando tu scrivi la gente capisca quarcosa di più di se stessa
- o serpe, e un posso mia diventà berlusconi tutto nsieme, sai?
- macché berlusconi, sono una serpe io, miha una biscia
- allora?
- allora gli è arrivaho ì momento che tu apra la tu hoscienz... ehm... la mente
- sì la mente, eppòi?
- eppoi ì resto verrà da sé
- ma perderò un monte di lettori, la gente ormai inizia a conoscimmi
- qhelli che ti seguano rimarranno e artri ne verranno, amiho mio, dammi retta
- ci penserò...
- vai sifossi, da oggi tu t'accorgerai che anco i ranocchi t'apriranno ì loro cuore
- vorràddì che li batterò nterra a cuore aperto
Ma tutto a un tratto la brutta serpe mi è doventaha un angelo di foho che saliva verso ì cielo. Tanto che mi son chiesto se le pasticche di stamattina son davvero pé ì colesterolo!
domenica, 08 giugno 2003
Zanzare napulitane Ieri sera, me ne stavo ncoppa u lietto, quanno na zanzara m'ha muzzecato. Aggiu sintuto nu dolore terribbile e aggio cuminciato a scrivere e a parlare napulitano. Roppo no quarto d'ora aggio chiamato u mierico, che m'ha detto che pe quarantottore m'aggia tené stu napoletano addosso. Sta zanzara napulitana è pieggio e qhella tigre... è oviramente na cosa esaggerata... o pungiglione è gruosso quanto a quello dell'associazione donatori e' sanghe. O fatto è ca nisciuno mi capisce chiù, stammatina so ghiuto a sbattere a terra nu poco e ranuocchie e chille volevano fa persino sciopero: no, no, a te nun ti vulimmo... nui vulimmo essere sbattute nterra ra no tuscano. M'aggia accussì arrabbiato... me ce voleva nu cafè co nu bombolone, e nvece trasuto into o barre aggiù chiesto n'anice e nu babbà... insomma è 'no ca cazzo e vuaio sentite ammé. Muglierema s'è mittuta a rirere, e pure figliemo... io non mi facevo capace, volevo restare solo. E invece loro dai parla... parla. Adesso m'aggio accattato nu friggitore e zanzare, sapete quello con la luce bluette che quando a zanzara trase face nu cazzo e friggimiento. Accussì posso stare tranquillo, ca rimani torno quello di una volta. Ma voi stateve accuorte, pecché a zanzara napulitana è nu fatto serio veramènte.
venerdì, 06 giugno 2003
ì TROMB (treining rescional oniric madonna bona) una forma d'aerobiha antiha quanto l'homo e la donna Su richiesta di saponeàbbòlle un pohino di movimento antiho, ma parecchio sano pe' mantennessi sempre nforma rinforzandovi un casino l'autostìma. Prendehe ì vostro pattner, spogliahelo gnudo a baho e sistemahelo su una superfice piana. Spogliahevi gnude a baho anco voi e cominciahe a stuzzicallo usando icché vu avehe di più naturale addosso. Cercahe di unn'essere troppo serie nello stuzziccamento perché sennò vuffate un'antra hosa... un bel respirone... evvìa! Quando ì pattner gli è pronto (un mi chiedehe da icché ci sen'accorge, peffavore) montahegli sopra e cercahe di fà combaciare le parti. Non appena le parti combaciano (unn'importa quali esattamente... sehondo la vostra creativitae) iniziahe un movimentolo semprice... insùe e ingiùe, ingiùe e insùe... unoeddùe... unoeddùe... zìpì... zìpì... facendo attenzione a unn'ipnotizzavvi e a rimanere parecchio honcentrahi nell'esercizio. Un vi preoccupahe dì sudore che v'èsce da ì fisiho... magari!... perché fàbbene parecchio anco quello. Insomma qhesto gliè l'esercizio (che sembra facile quando si è in uno, ma che può rasentare ì difficile e financo l'impossibile quando si dehe fare in due o in più di due); uniho honsiglio: cercahe di favvelo durare parecchio... ì più possibile nsomma. L'ideale sarebbero tre serie di dieci aìggiòrno, ma all'inizio potrete abbondantemente accontentavvi di parecchio meno.
martedì, 03 giugno 2003
Provahe anco voi ì massaggio cerebrale: stimola ìssènso d'intelligenza, sconfigge la carvizie! Qhesta stagione ancora degli amori pèpparecchi ranocchi, gliè l'ideale pe' sconfiggere la carvizie e combattere effihacemente l'atrofizzazione delle menti. Tutto grazie a un espediente geniale e poho hostoso: ìmmassàggio cerebrale a doppio ranocchio vivo. Ecco homeffàre: prohuratevi un retino acchiappafarfalle, inseriheci dentro un ranocchio maschio e una ranocchia femmina e ponetevelo sùiccàpo. Entrambi i ranocchi, ntrappolahi nella rete, hominceranno a sartare (e anche affà quarcosartro) procurandovi un piacevole e utilissimo massaggio naturale e ecohompatibile che vi farà rifiorire ìccrànio. Mi raccomando però, un staheci tuttìggiòrno in codesta maniera, perché ì troppo stroppia e vu correreste ìrrischio di diventare cerebrolesi... pe avenne ì massimo beneficio basta una mezz'oretta, subito dopo i pasti.
lunedì, 02 giugno 2003
Hare va i a cà Nquesti giorni sono stato un pohinino a ìmmare. La mattina mi svegliaho presto e con la mì cannina dappésca andaho sullo scoglio a ricreammi lo spirito. A un certo punto mi s'avvicina un signore parecchio attempaho, e mi fa: SiFossiFoco, ho letto ì tu poste sulla spiritualitae! Io zitto, lo guardaho come se fosse un marziano... se tùvvòi, invece che pescare le triglie, ti posso fàddòventare pescatore di anime!!! Io allora, pé dimostragli che so icchè vor dire la spiritualitae, mi son messo a pregare home un buddista. Mi sono spogliaho tutto gnudo e ho assunto una posizione honsapevole tra me e lo scoglio... a gambe ncrociahe ho iniziato la mì speciale preghiera allontanacitrùlli: hare va i a cà, hare va i a cà... che, ripetuha ncessantemente e velocemente, avvicina parecchio alla solitudine primordiale e antropopaica dì creato armoniho!
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