domenica, 31 agosto 2003
Le parole un contan più nulla, e sbaglia chie a ì giorno d'oggi le honsidera ancora mportanti. Fahe una prova come ho fatto io. Stamani son usciho di hasa e sono andaho nì barre ndoe fò colazione di solito. Sono entraho e ho detto ad arta voce:
- l'amor che move 'l sole e l'artre stelle
ì barista s'è precipitato alla macchina dì caffè, la m'ha fatto ì caffè (un po' lungo home lo piglio sempre) la m'ha messo su ì piattino una sfoglia alla hrema e m'ha serviho poi un grande bicchiere d'acqua fresca.
Sono usciho daì barre e sono andaho all'edihola
- l'amor che move 'l sole e l'artre stelle
L'ediholante m'ha guardaho strano, ma m'ha uguarmente dato ì corriere della sera e ì manifesto
sono andaho da ì tabaccaio
- l'amor che move 'l sole e l'artre stelle
quattro pacchetti dèmmeèsse dure sono state ì risurtato
- ghieci euro
- l'amor che move 'l sole e l'artre stelle
-un c'è di ché
incontro gente che conosco, che ci sono in intimità
- l'amor che move 'l sole e l'artre stelle
- Oh che piacere vederti (e artre banalità) home sta la tu mamma?
- l'amor che move 'l sole e l'artre stelle
- Allora via un ci lamentiamo... e ì tu figliolo?
- l'amor che move 'l sole e l'artre stelle
- Ovvia, hai visto... che bravo ragazzo!
[...]
Una bella ragazza ncrocia immì sguardo per la strada
- l'amor che move 'l sole e l'artre stelle
sorride, ma tira via di lungo.
C'è una donna un pohino più anziana poho più in là
- l'amor che move 'l sole e l'artre stelle
- No grazie unn'ho bisogno di nulla
Passa un signore parecchio elegante
- l'amor che move 'l sole e l'artre stelle
- Mi dispiace unn'ho spiccioli (o per chi m'ha preso?)
Squilla il telefonino
- l'amor che move 'l sole e l'artre stelle
- icchétuffài, cegliài ghieci minuti?
- l'amor che move 'l sole e l'artre stelle
- Allora t'aspetto a casa mia, a che ora tuvvièni?
- l'amor che move 'l sole e l'artre stelle
- Massì vieni qhando la ti pare tanto tummitrovi a lahorare
- l'amor che move 'l sole e l'artre stelle
- a dopo vai... ciao - l'amor che move 'l sole e l'artre stelle, maremma maiala!
sabato, 30 agosto 2003
In un commento dimorto lungo di ieri, Astrud scrive trallàrtro:
La sofferenza non è sempre una spinta così negativa. Certo a volte ci fa sentire "soli nel cuore del mondo", ma altre volte è proprio in quel punto che si sviluppa in intuizione e volontà, voglia di superamento, ricerca di relazione, creatività. [...] Dimmi tu, ma di che razza è una sofferenza così produttiva? A parte tutto ìbbène che mi sento di volere ad Astrud (senzartrofine ndr) la qhestione che pone gli è affascinante. Icché gliè che manda avanti ì mondo: la sofferenza a spinta positiva o la passione? E la passione gliè anco qhesta una forma di sofferenza? Ora io credo che nella vita la si possa soffrire anco parecchio, ma se tussèi un omo (o anche un'Astrud) la passione sarà sempre abbastanza forte da riportatti nella posizione eretta. Anco se tussèi morto, la passione puole riportatti alla vita, anco se qhella passione unn'è nemmeno più la tua.
Qhindi sehondo mene a essere produttiva gli è la passione, non la sofferenza. L'uniha eccezione che posso fare gliè pé qhi tipo di sofferenza intima di cui di solito un s'accorge nessuno. Ma questo io lo hiamo malèssere e ìmmì poste di ieri gli era dedihato a tutt'artro tipo di hose e di persone. Rimane la qhestione se la passione gli è anco lei una forma di sofferenza. Un lo so! Icché so della passione son pohe hose: che la ti nasce da dentro, che la ti scuote peggio d'un orgasmo da adolescente, che pe quante mani di vernice holorata tu gli dài sopra riaffiora sempre... sì, che si vede sempre. Si vede se tu ce l'hai e si vede anco se un tu ce l'hai. E so anche che gliè un gran peccato che un ce l'abbiano tutti. Perché la passione gli è una forza bruta, animale, una furia degli elementi. Gli è quella hosa tanto tremenda che unn'ha piegaho la mente dei condannahi a morte, o dei torturahi, e allo stesso tempo gli è qhella hosa tanto dorce da tenere ancora accesi e luminosi i versi d'una poesia d'ottocento e passa anni fa, e allo stesso tempo ancora gli è qhella cosa che riesce anco nquesti tempi dìccàzzo a passare lieve lieve dentro le lucine dìmmònitor, dentro i fili dìmmòdem e che, anco nelle notti più scure, ci tiene tutti insieme in un posticino cardo che un si hapisce, che pé ipocrisia si fa finta di un vedere, e che pure c'accarezza co' una mano parecchio insistente. Una mano troppo grande per essere fatta di ciccia.
venerdì, 29 agosto 2003
Le persone credano che ì mondo la sia hattivo e soffrano. E più che le soffrano, più le doventano aggressive. E più che doventano aggressive, più perdano la capacità di stare serene in mezzo agli artri. E più che perdano questa capacità e più si isolano in se stesse. E più questo succede, più soffrano. Le persone produhano da sole la loro nfelicità. Gliè come se uno tutte le mattine si guardasse allo specchio e si dicesse: ma vai a cahare viso di bischero. Le persone aggressive-vaiacahare-chesòffrano hanno sempre paura di essere sfruttahe. Quarsiasi sia la loro posizione sociale: dalla donna che ti stira le hamicie a quello che ti parcheggia la jaguare ndoppiafila davanti a casa. Spesso la loro sofferenza si alimenta della honvinzione che la gente ogni mattina la si svegli proprio pé buttaglielo trallemele. Da ì tanto soffrire si honvincano che ognuno su ì pianeta terra la si svegli ogni mattina pensando a come buttaglielo trallemele. Le persone che soffrano hamminano a mele strinte tutto ì giorno e un perdano mai l'occasione di fà valere i propri diritti. Sono honvinti che l'aggressività sia un sistema pé ottenere icché gli serve e se ne vantano riempiendosi la bocca e l'orecchie di sciocchezze. Le persone chesòffrano-aggressive-vaiacahare sono honvinte divvìvere esattamente a ì centro dì sistema universo. Alla fine si spersonalizzano: unn'hanno più curtura, unn'hanno più radici, unn'hanno più ntelligenza né simpatia. Soffrano e basta in qhì punto abbastanza esatto ndohe credano d'essere e che nvece unn'hanno mai nemmen visto.
giovedì, 28 agosto 2003
Gli ero a frescheggiare nterrazza co' una bicchieraha di wodkatoniha, quando quarcosa di piumoso quasi mi infila ì becco in un occhio. Un uccellaccio scuro e brutto.
- Ma che uccello sei: un tu sarai mia uno di qhelli di legno duro che volano all'artezza dìccùlo dei clienti Unieuro?
- ma icché, un tu lo vedi sono un gagliazzo viaggiatore?
- un gagliazzo? O che nome dìcc...
- un cominciamo a offende, gnorante, e un rompere ìccàzzo che pe portarti un messaggio mi son fatto un bel mazzo
- o unn'era ì piccione a portare i messaggi?
- ì piccione? O ndoe tuvvivi... ì gagliazzo sta a ì piccione home la posta celere a una hartolina illustraha senza francobollo
- va bene, un t'arrabbiare. Che lo gradisci un bicchiere d'Uliveto?
- No, che mi fa sciogliere ìccòrpo, nìmmentre tu leggi dò una sorsaha alla tu wodkatoniha
E mi mette mmano un bibliettino, tutto sporco di merda. - Gli è la partiholarità dì Gagliazzo - mi dice - posta pneumatiha!
mercoledì, 27 agosto 2003
Sessantamila anni fae, s'era nì paleolitiho medio, un omo di nendertal, s'affaccioe dalla haverna e vide nì cielo una stella rosso brillante. Gli era marte. ì primitivo rimase parecchio ncantaho da qhella visione e chiamò subito la su moglie:
- sahd odido i h k jhkjhk (palla di pelo, vieni a vedere un po' qhiffòri)
- oiuoiu hjhkjksd ytututeh d (noe. ho mal di testa)
gli rispose lei mentre passaha lo strofinaccio sulla lastra di pietra grezza che gli faceha da giaciglio.
- klkòlò lkòlkòl kòlòkiyuyi (maremma maiala, vieni qhi, ti fo vedé marte)
L'omo di nendertal si dilungoe parecchio a spiegalle che di lì a quarche millennio l'omo avrebbe potuto vedere Marte co ì cannocchiale
- hghghgh gfhgfh d hohoho? (co ì tuo?) gli chiese lei
- jhk khjhk jhkjh kj hkh kh kh kjh kjh tytytyty (ma vai a cahare!) disse sfavaho l'omo di nendertal.
Ieri sera, s'era nì basso berlusconesimo, l'omo sifossifoho, s'affaccioe dalla finestra e vide nì cielo una stella rosso brillante. Gli era Marte. Sifossifoho rimase parecchio ncantaho da qhella visione e chiamo subito la su moglie:
- donna pelosa, vieni a vedé un po' qhiffòri
- noe, c'ho male a ìccàpo
- maremma maiala, vieni qhi, ti fo vedé marte
Sifossifoho si dilungoe parecchio a spiegalle di home si sarebbe visto meglio co ì cannocchiale
- prova co ì tuo! gli sogghignò lei
- ma vai a cahare! disse sfavaho sifossifoho Da sessantamila anni le donne un capiscano na sega d'astronomia. Da sessantamila anni all'omo gli tocca a reggessi ì cannocchiale da solo.
lunedì, 25 agosto 2003
Si racconta che all'unieuro c'era un tizio che dava da mangiare agli uccelli di legno. Ci credeva così tanto che un giorno gli uccelli cominciarono a volare davvero. Era ì giorno d'apertura della haccia.
giovedì, 21 agosto 2003
Aiuto!!! pe un malauguraho caso dì destino, mi sono addormentaho co' ì tesmed acceso. Ncasa un c'era nessuno, e io m'ero attaccaho gli elettrodi pe scorpire gli addominali (dopo ave passaho più di mezz'ora a cercalli). Nsomma, devo essimmi agitaho nì sonno e un paio d'elettrodi mi son finihi appiccihati nelle parti intime. A vorte gli è proprio vero, come dihano alla tolevisione, che un apparecchio dì genere potrebbe hambiare la vostra vita... io ora c'ho un coglione che sembra una ciliegina sottospirito, e la fava più allenata che un attore d'ardecore. La mi voce unn'è più la stessa, svegliaho da ì telefono, ho risposto e mi son sentiho dire: sono xx, c'è il babbo? Cazzo, ì babbo sono io, accidenti a ì tesmed. Ho cercaho disperatamente una soluzione a ì probrema su ì libretto d'istruzioni dì malefiho apparecchio. Nulla da fare. Ci sono norme che riguardano tutto tranne che ì problema dell'essersi allenaho troppo le parti intime (eppure un credo d'essere ìssolo su ì pianeta). Decido allora dittelefanare a ì numeroverde. Dopo trentacinque minuti che tentavo di convincelli che ero maggiorenne e un mi chiamavo Signora, m'hanno passaho un responsabile che m'ha detto che l'uniha soluzione gli è ripetere l'allenamento alla rovescio, anche se la macchina unn'è dotaha di elettrodi a supposta. Se quarcuno ce l'ha urge una soluzione urgente a ì probrema! (a quello di home ritornare ì sifossifoho che ero, no a come ficcammi gli elettrodi nìddidietro).
mercoledì, 20 agosto 2003
tan tan ta ta ta ta tan tan
tan tan ta ra ta ta tan tan
ma icché tu stai facendo?
dai, vieni qhi
prrrr prrr
cavallo merdoso
tan tan ta ta ta ta tan tan tan tan ta ra ta ta tan tan
big shit
naturale come una cahata naturarmente merdosa
lunedì, 18 agosto 2003
Nell'abbrutimento umano, in verso gli urtimi stadi, c'è quello della visita a quarche mercatino dell'antihuariato! Ma no uno di qhelli delle grandi città, in cui la ti pole capitare artro che di homprare home originale una madia dì settecento e poi scoprire sotto ì coperchiolo finto nvecchiaho coll'impregnante la scritta "peras argentinas", piuttosto uno di qhelli de' paesini piccini, che sembrano più un rihongiugimento di sfollahi che un vero e proprio mercaho. Nquesti mercatini tuttrovi quanto di peggio si pole raccattare nelle soffitte delle peggio periferie delle peggio città: telefani rotti degli anni settanta, cartoline dìdduce, figurine che si trovahano nì dashe. Formidabile ì reparto curtura, coi gialli di Sanantonio e i libri pocket più osé: angelica e le cozze d'oriente, schiave dìppiacere e via di qhesto passo. In qhesti mercatini l'omo si sente a un passo da ì carpestassi ì cervello, ormai sceso a livello hoglioni, anche perché ti tocca a fare a gomitate pe' riuscire a distinguere in un mucchio di porvere quarche bottiglina mignonne di Biancosarti. In questi mercatini la gente un ci va pe' comprare nulla, ma sosta tra le bancarelle pe' vedere icché homprano gli artri. Una hoppia che mi sembraha d'intenditori, l'ho seguiha fino a casa, ascortando di nascosto i hommenti sull'essersi aggiudicahi, pe' la modica somma di tre euro, un libro di preghiere spagnolo, co una copertina rossa e l'immagine d'un santo di qhelli che qhi da noi un si bestemmiavan neanche quando si bestemmiava parecchio. Io leccaho immì gelato a ì limone e li seguivo sulla passeggiata. Loro a braccetto interloquivano eruditi: lo hoglio mettere suìmmobile barre, accanto all'angelo di gesso. Mannò, diceha la moglie, sehondo mene la starebbe meglio nella teca delle bomboniere di peltro, peffare pendante con la harta da parati dell'ingressino.
venerdì, 08 agosto 2003
La mi idea era di fammi cinque settimane mpallone, nvece mi sposto via mare per qualche giorno. Buone vacanze a tutti!
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