SiFossiFoco
paréa mota... unn'era   (anonimo toscano)
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venerdì, 30 gennaio 2004

ZooAlleate mi regala questa... bellina no?
sifossifoco l'ha detto alle 30/01/2004 18:40 e te icché tu ne pensi? commenti (11)
mercoledì, 28 gennaio 2004

Iermattina, co' un tempo da lupi, ho mboccato l'autostrada, regolato la radio su centotré e tre, e quand'ho sentito ì fischio di telepasse mi sono avventurato tra le nebbie destinazione Mantova. Saranno stati i repentini cambi crimatici... acqua-neve-nebbia e poi nebbia-neve-acqua e poi ancora neve-acqua-nebbia, oppure ì riscardamento dell'automobile regolato sui quarantasette gradi centigradi, che praticamente ti trasformano in torpore e occhiaperti a stento la brioscina ntegrale marmellata di more dì mattino, mi sono accorto, e gli era già buio pesto, d'essemmi spinto troppo a norde fino n'Transilvania.
Preso da una certa uggiolina di stomaco, ho percorso una sterrata parecchio tortuosa finché un sono arrivato a questo castello che un c'era nulla intorno. Facendo finta d'essermi sperso alla ricerca d'una trattoria, ho sonato un campanello stranissimo che rimbombava pe' tutte le campagne d'intorno, ed è venuto a aprimmi un signore piuttosto pallido: Ulisse Sifossifoco, gli ho detto in Ungherese (ì mì nome mi riesce di dillo e di scrivillo indifferentemente aìmmeno in centotrentacinque idiomi e in più di quattrocento dialetti) tendendogli genuinamente la mano destra. I' tizio m'ha fatto un sorrisone e ricambiando la stretta di mano m'ha detto co' un accento tarmente ungherese da commuovemmi: piacere Dracula!
Avendoci una grandissima voglia di salame ungherese gli ho chiesto allora se un c'aveva per caso un panino lì nì su' castello. Lui s'è fatto tarmente serio che pe' un attimo mi son sentito proprio un poero provincialotto... ma come - mi son detto - tu sei in Ungheria e tu chiedi ì salamino ungherese? Ma poi, capìto che un lo volevo prendere peiccùlo, m'ha detto sempre in transirvano stretto: no qui ci s'ha solo roventini e migliacci. Siccome, nì mentre che me lo diceva s'era messo a tremà tutto come uno che piglia parecchi psicofarmaci e sudava anco un po', m'è sembrato brutto digli che a me a ì sangue mi garba artro che la bistecca, e ho nventato delle scuse pe' andare via. Ed è stato lì che ho capito ì senso dell'ospitalità transirvana e di questo signor Dracula mparticolare. Un voleva più mandammi via: ma rimani aimmeno stanotte... un smetteva di dimmi. E io: nooo, troppo disturbo ma che scheeerza... e poi pe' fammi perdonare gli ho vorsuto regalare un vasettino d'aglio giovane scottato nell'aceto e poi messo sott'olio (una squisitissima ricetta della zia Edvigia). Un vi potete immaginare la contentezza di questo Dracula... la s'è messo a barbettare come un matto e sartava di gioia in qua e in là pe' tutta la stanza financo quando sono andato via. Ritornato in macchina, siccome s'era fatto tardi e di stare in Transirvania m'ero già rotto tutte e due le palline, ho deciso di tornare direttamente in verso casa e preparammi du spaghetti come si deve, senza cercare tante sofisticazioni etniche.

sifossifoco l'ha detto alle 28/01/2004 00:57 e te icché tu ne pensi? commenti (22)
venerdì, 23 gennaio 2004
Gli è proprio vero. L'amore gli è poetico. All'inizio fa rima con ardore, rossore, turgidore, trombadore, batticore, amadore, umidore, tiepidore, splendore, lindore, fragore, vigore, algore, sudore, dolciore, migliore, superiore, ulteriore, anteriore, esteriore, interiore, desiore, multicolore, clamore, tremore, buonumore, sissignore, sapore, stupore, furore, evasore, turbopropulsore, incursore, trasgressore, possessore, promissore, discussore, turbatore, ubriacatore, braccatore, toccatore, accecatore, versificatore, stuzzicatore, imboscatore... e persino inondatore.
Poi dopo un po' di tempo principia a fa rima con bruciore, grigiore, inferiore, caporalmaggiore, posteroanteriore, buiore, recenziore, malumore, nossignore, insapore, dissapore, torpore, errore, terrore, invasore, televisore, censore, difensore, dispersore, tergiversore, concessore, aggressore, compossessore, illusore, ammorbatore, imbracatore, insaccatore, truccatore, stuccatore, imprecatore, vinificatore, lubrificatore, quantificatore, rettificatore, affumicatore, dimenticatore, addomesticatore, gridatore... e persino inchiodatore.
E in verso la fine si adatta a fa rima con gonfiore, squallore, peggiore, deteriore, incolore, retrosapore, orrore, derisore, repulsore, vilipensore, depressore, fidejussore, collusore, bestemmiatore, mummificatore, saponificatore, acetificatore, mortificatore, sanguificatore, vomificatore, stroncatore... e persino minestronatore o lasagnatore, unn'ho capito bene.
sifossifoco l'ha detto alle 23/01/2004 23:46 e te icché tu ne pensi? commenti (30)
mercoledì, 21 gennaio 2004
Nonostante l'età io unn'ho mai raggiunto quì nirvana in cui un'omo un si stupisce più di nulla. Io diffido delle persone che un si stupiscono mai. Icché vogliano dimostrare a non stupirsi di nulla? A essere grandi? A essere maturi? A essere grandi navigatori delle umane faccende?
A ì contrario di loro io mi stupisco sempre. Rimango parecchio stupito quando arriva la bolletta della telecomme e devo mettimmi gli occhiali pe incazzammi. Rimango stupito quando vedo la televisione, che un c'ho fatto ancora l'abitudine. Rimango stupito di fronte a certe miserie in mezzo alle quali la gente mi pare come impermeabile.
Se dipendesse da mene lo stupore dovrebbe doventare obbrigatorio!
Fin da bambini nelle scuole ci dovrebbero essere insegnanti di stupore, e tutti i bambini in coro dovrebbero allenassi a dire: ohhh, ehhh... insomma la manifestazione dello stupore. E gli insegnanti di stupore dovrebbero essere bravissimi, perché lo stupore unn'è una di quelle cose che si puole fare senza che l'entusiasmo sia vero, sincero e genuino. Perché chi si stupisce sempre come mene lo riconosce subito se uno intona un ehhh o un ohhh, oppure dice: ah!
E io - non per vantammi - son così perché ho mparato da piccolo.
Già, perché ci sono delle cose che si possono imparare solo da bambini e poi ti rimangano dentro per sempre. Se da bambino tu hai imparato a sentitti sinceramente stupito, da grande c'è meno rischio che tu sia irrimediabilmente stupido!
La traccia mp3 di questo poste gli è su radio kartakina
sifossifoco l'ha detto alle 21/01/2004 00:15 e te icché tu ne pensi? commenti (17)
sabato, 17 gennaio 2004
Ragazzi, quando le cose gli ènno divertenti un c'è nulla da aggiungere... sicché l'appuntamento gli è per le prime prove di trasmissione in mp3 su radiokartakina!!!
[N.B.] siccome ì robotte di gugol appena sente dire mp3 si ringazzullisce tutto, sulla radio un si trasmettano i pink floyd e nemmeno Adriano Pappalardo, e neppure Madonna e Britney Spears, non i Dire Straits, non Claudio Baglioni e neppure Gianni Morandi... che avete inteso?
sifossifoco l'ha detto alle 17/01/2004 19:56 e te icché tu ne pensi? commenti (16)
giovedì, 15 gennaio 2004
Ragazzi stasera pe' la prima vorta dopo tanti anni mi sento italiano. Una sensazione che ho voglia di condividere con la brogosfera intiera canticchiando l'inno nazionale dì Paese:
pappàrapà
pappàrapà
papparapa
papparapa
papparara
papparara
pappàrapà
pà pàhn







sifossifoco l'ha detto alle 15/01/2004 22:49 e te icché tu ne pensi? commenti (13)
lunedì, 12 gennaio 2004
Se anche voi vu credete come mene all'amore pratonico, voglio confessare d'essemmi appena innamorato d'una mucca. Una bella pezzata bianca e marroncina, che se ne sta tutto ì giorno attaccata per la collottola a una sbarra di ferro, tipo tubo innocenti, con lo sguardo verso le campagne della bassa mantovana. Non una mucca quarsiasi... un pezzo di mucca. Lo sguardo languido m'ha corpito a ì cuore, ma anco io devo avegli fatto un certo effetto, perché nell'incrocio birbonesco degli sguardi, ha smesso di biascicare pe un attimo un filo di fieno. Vi confesso che gli è la prima volta che mi succede un affare del genere, e mi trovo un po' spiazzato. Io e lei siamo troppo doversi per estrazione e livello di curtura... lei potrebbe vedemmi addirittura come un cannibale. Ma poi guardandola meglio, mi son detto: no, lei gli è una mucca da latte! Attaccata a ì palo e guardando la bassa mantovana, un paio di vorte a ì giorno produce latte, una quindicina di vorte a ì giorno produce artre cose. Ma non è per questo che mi sono innamorato di lei. Lei gli è una mucca gentile e snella, parecchio più snella di una normale mucca da latte. Da quel poco che ho capito gli è anche molto intelligente per la sua età. Anche se di una mucca della bassa mantovana un si puole certo affermare che promette bene. Almeno non nì senso che ci si aspetta semanticamente da una promessa. Lei gli è una bella femmina, questo gli è certo, e con lo sguardo ti fa capire subito che tene (in questo caso io) un tu sai nulla della comunicazione omo-mucca. Anco se gli è una femmina, un tu la poi certo conquistare facendo di solito tutti quei discorsi che ti viene di fare quando tu voi conquistare una femmina umana. Quarcuno di voi a questo punto potrebbe dammi ì consiglio di fare pochi discorsi e dagli una bella parpata ai garretti. Infatti, superando la mì proverbiale timidezza iniziale, gli è proprio quello che ho fatto. Lei si è girata verso di mene e guardandomi languida con la coda dell'occhio m'ha detto Muuuuuuhhhh! Un Muuuhhh che pareva una musica. Se un gli fosse garbato m'avrebbe detto Maoooohhhh! Aimmeno credo.
sifossifoco l'ha detto alle 12/01/2004 19:24 e te icché tu ne pensi? commenti (27)
[GB] Imperdibile Marta, e imperdibile Lord Of Infusion
sifossifoco l'ha detto alle 12/01/2004 19:24 e te icché tu ne pensi? commenti (1)
venerdì, 09 gennaio 2004
C'enno persone ì cui unico scopo nella vita gli è andare a rompere le palline a chi ha più di loro. Queste persone sono malate. Quarcosa nì loro cervello a un certo punto si è accorto che sono tarmente ignoranti e ignorate che possano avere un pochino d'attenzione solo rompendo le palline di chi, per capacità, censo o fortuna ha più di loro. Così ci son quelli che vanno in giro la notte a suonare i campanelli, quelli che fanno le telefonate anonime, quelli che per tutto ì giorno si sciupano quì be' miracolo che è l'esistere per sé e per gli altri, invidiando e disturbando le esistenze artrui. Queste persone, se già non sono in cura, dovrebbero farsi vedere da quarcuno parecchio bravo.
La filosofia che muove queste persone gli è a livello zolla: se uno ha più soldi è perché li ha rubati, se uno ha più potere è perché è raccomandato, se uno ha più donne è perché ha più sòrdi, se una ha più òmini è perché è più zoccola, se uno è più simpatico o intelligente è solo perché c'è in atto una brutta congiura contro di loro. Se questa congiura, che loro vedono ovunque, unn'esistesse sarebbero loro, ma proprio loro, ma proprio proprio loro, i più ricchi, i più bravi, i più potenti, i più simpatici. E ne sono convinti, anzi convintissimi elevati a ì brivido, come ì vigile urbano quando ti fa la murta!
Tra un tavor, uno xanaxe e un po' di valium (forse anco con quarche camparino di troppo) e quarche artro messo peggio di loro, che chissà come mai doventano amici subito, esse rompano le palline in modo sistematico per tutta la vita, passando da un obiettivo all'artro, senza mai smettere.
Quando ti capita una di queste persone tra le palline, ì primo istinto è di pensare che ce l'abbia con tene e che si stia comportando così per la prima vorta... niente di più sbagliato. Queste persone ce l'hanno co ì mondo e tene, siccome un mondo intero sarebbe troppo difficile, un tu sei artro che ì loro limitato obiettivo temporaneo. Esse prima di rompere le palline a tene, le rompevano a quarcun'artro e dopo di tene le romperanno a quarcun'artro ancora.


sifossifoco l'ha detto alle 09/01/2004 16:53 e te icché tu ne pensi? commenti (20)
martedì, 06 gennaio 2004
Un so come mai, ma stasera m'è venuto in mente di fare una seduta spiritica. Ho sentito dire che ì plenilunio gli è adatto peffare queste cose e allora mi son detto: perché no?
In una delle mi stanze ho apparecchiato un tavolinetto basso e ci ho messo le mani sopra. Con le dita che si toccavano, i pollici con i pollici e i mignoli con i mignoli, anche se a fa' toccare i mignoli un mi riesce tanto. Siccome volevo evocare lo spirito di trisnonno Valdemaro, fissavo lo sguardo severo di su' ritratto a olio lì attaccato a ì muro. Lo fisso pe' un po' con tutta la mì concentrazione e poi gli comincio a dire:
- parla, parla, se tu ci sei dammi un segno.
A quì punto gli è successo quarcosa da accapponare la pelle (financo quella delle palle, che gli è già accapponata di suo). I' ritratto ha ncominciato a ragionare... prima ha fatto una specie di rutto, poi di ringhio, e poi m'ha detto:
- To' che ci sei anco te?
- Nonno! Gli ho detto io (che lo chiamo così perché trisnonno mi ci vuole mezz'ora a dillo)
- Ma che nonno e nonno - fa lui - o che un mi riconosci?
- Io noe!
- Sono ì lupo, cretino, ì lupo di cappuccetto rosso
- Oh lupo, ora sì che mi ricordo.., un tu ha miha visto ì trisnonno Vardemaro?
- Noe, o chi gli è? Io ho visto una bambina nì bosco, poi la su nonna...
- E poi ì cacciatore?
- Bravo, proprio quella merda dì cacciatore, accident'a lui!
- A proposito, gli era tanto che te lo volevo chiedere, ma come te l'aprì la pancia, co' ì cortello o con l'ascia?
- So una sega io, gli ero bellemmòrto! E tutto pe' fagli un favore a quella lì!
- Eh a fare i favori si piglia spesso tra le mele, l'ho sentito dire un monte di vorte
- Quella cretina girava nì bosco tutta sola, e la s'era persino messa a cantare...
- E allora?
- E allora c'era l'Argisa, la cignala, che avea appena partorito... cantare gli era pericoloso, la stava pe' caricare
- E lei?
- Lei mi mandò a cahare... fu tarmente maleducata che andai dalla su nonna a lamentammi
- E tu prendesti una scorciatoia, scommetto.
- Più che una scorciatoia gli era una strada parecchio di merda, comunque arrivai lì, bussai e gliene dissi quattro...
- E poi?
- Lei cominciò a urlare come un'ossessa... io un ci vidi più, l'angoiai in un boccone... di lì a poho cominciai a sta' male... malissimo!
- Pefforza con tutta quella carnaccia vecchia
- Nfatti, ngollai un pohino di bicarbonato e poi mi posai su ì letto, mi sentivo un po' costipato e unn'avevo voglia di ragionare...
- E arrivò cappuccetto rosso...
- Maicché! Prima arrivonno du testimoni di Geova, poi arrivonno quelli dì materasso a molle e poi, pe un falla troppo lunga, anco quelli della mondiarcasa. Quando arrivò cappuccetto rosso gli ero bell'e sclerato... come se un bastasse cominciòe a rompere e' coglioni: tu c'hai l'orecchio grosso, tu c'hai gli occhi a palla... peffalla sta zitta mi toccò a ngoaire anco lei!
- Oh un tu c'avevi digià lo stomaco pieno?
- Gli è piccina - mi dissi - co' una cahata la rifarò... nvece...
- Nvece?
- Nvece gli arrivò quella merda dì cacciatore e pùm pùm pùmmorto!
- Io l'aveo sentita dire diversamente...
- Già, chissà quante te n'avranno raccontate: gatti con gli stivali, piante di fagiolo che arrivano a ì cielo, lampade che a sfregalle escano i genii... e te a bocca aperta come un pesce all'amo eh? Ah ah ah ah ah....
E nì mentre che cercavo di mandallo a cahare ì lupo e la su risata meschina la s'eran dileguati in lontananza. Lo sguardo dì trisnonno Vardemaro s'è di nuovo fatto arcigno, ma nella mezza luce, sotto ì grugno, la m'è parso di riconoscegli ì ghigno!


































sifossifoco l'ha detto alle 06/01/2004 22:58 e te icché tu ne pensi? commenti (16)