SiFossiFoco
paréa mota... unn'era   (anonimo toscano)
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giovedì, 22 aprile 2004
Io vo' 'nvacanza... ciao!
sifossifoco l'ha detto alle 22/04/2004 17:03 e te icché tu ne pensi? commenti (35)
un c'è conoscenzia senza esperienzia diceva Leonardo da Vinci... gli è per questo che, si sa, alle camicie gli garba la pasta a ì sugo
sifossifoco l'ha detto alle 22/04/2004 16:59 e te icché tu ne pensi? commenti (3)
Ho appena ricevuto un'eméille indove mi si volevano regalare 6,5 millionovdollars, l'ho letta tutta e poi l'ho cancellata! Da quarche parte nella bibbia c'è scritto che l'omo che domina se stesso val più di chi conquista una città... Gli è bello sentissi ricchi e biblici e furbi di una furbizia da eméille nì medesimo istante!
sifossifoco l'ha detto alle 22/04/2004 14:50 e te icché tu ne pensi? commenti (3)


sifossifoco l'ha detto alle 22/04/2004 09:48 e te icché tu ne pensi? commenti (1)
mercoledì, 21 aprile 2004
Mai discutere co' un grullo! T'abbassa ì livello dialettico e poi ti vince coll'esperienza
sifossifoco l'ha detto alle 21/04/2004 12:44 e te icché tu ne pensi? commenti (3)
martedì, 20 aprile 2004


sifossifoco l'ha detto alle 20/04/2004 00:35 e te icché tu ne pensi? commenti (6)
sabato, 17 aprile 2004
Anco quest'anno come tutti gli anni precedenti, m'hanno chiamato all'estero a partecipare alla fiera dì libro pe' ragazzi di Bologna. Mi sembra giusto fànne un riportaggio ì più fedele possibile. In quì posto, come in tutte le fiere c'ènno degli aspiratori giganteschi peiffùmo e i soffitti arti 12 metri proprio come mi garberebbe avere a casa mia... sicché ci vò volentieri. Volentieri come un volontario che si trova a fare volontariato peffàre arrivare a questi bambini ìmmì messaggio di filastrocchesco battitore di ranocchi in terra. In reartà la fiera più che una fiera (anzi di fiero gli ha dimolto poco) gli è un grande mercato indove si vendano libri e si dànno e si pigliano idee in continuazione (indove un lo dirò mai). Della chermesse i lati più divertenti sono l'incontrassi con le persone sempatiche come Braue, Zoppe e Frammento (con i quali mi sono ntrattenuto piacevormente in una traballante seduta spiritica delle idee a uno de' tavolini sbilenchi dì serviziobàrre) e la fila ai bagni, indove le femmine, in barba alla parità de' sessi, vincevano a ì punto che una me la sono ritrovata che mi guardava allibita alla terza sgrullata di pisello nell'orinatoio verticale (icché dimostra che io un mi sbaglio mai e che le donne, anco se sono capaci di arreggilla a giornate intiere, sono delle gran piscione). Un artro aspetto di stupore per mene, gli è stato quando abbracciando un'enorme pelusce-vorpe, ì parmo della mano la m'ha trasmesso un doppio impurso a ì cervello (eh sì io di fronte alle cose morbide ce n'ho due di cervelli) che sotto l'acrilico vello artezza omo si nascondeva una quinta di reggiseno coppa c che unn'aveva dell'umano.
Finaqquì ì lato piacevole, poi ì lato dispiacevole. Gli editori pe' ragazzi son certi vecchi rimborsiti che fanno onco solo a guardalli e che assomigliano un pochino ai pinocchieschi gatti e vorpi che di notte disotterrano da sotto l'arbero della cuccagna gli euro[pei] che i bambini hanno piantato. Gli operatori librai, bibliotecari e personale docente (ma un ce n'è uno decente) della scuola gli è una razza che fa parecchio abuso di se stessa. Gente piena di ticche e nevrosi, co' ì viso smunto, l'occhiaia plissettata, lo sguardo perso come quando tu guardi in un binocolo alla rovescio, e nell'armonia della psiche e dì corpo lo stesso charme d'una crosta di formaggio secco in fondo a ì frigorifero. Ergo, anco se in mezzo aicché restava di quei poveri arberi trasformati in libro c'era pure quarche tartufino profumato e bello, m'è venuto ì timore che le tendenze letterarie pélla primavera-estate dumilaquattro richiedano bimbi e bimbe parecchio lobotomizzati. Da qui ì be' pensiero filosofico di Braue, che osserva giustamente come lo sfruttamento dei minori un sia solo fagli cucire le scarpe da ginnastica nì terzo mondo o i fochi d'artificio in Cina ma anco propinagli quella letteratura lì. Icché mi fa venire anco ì sospetto che que' bambini, crescendo e diventando grandi, devano fare uno sforzo parecchio autodidatta pe' un correre ì rischio di trasfommassi negli adurti (nessuno escruso) che oggi li prendano péiccùlo facendo dì loro peggio pe' costruigli ì futuro.
sifossifoco l'ha detto alle 17/04/2004 22:27 e te icché tu ne pensi? commenti (13)
giovedì, 15 aprile 2004
D'artronde quando uno gli è una brogghestarre unn'affoga di certo nella classe anche se la fosse acqua: Sifossifoco ì firme... ì lungometraggio de' lungometraggi, pélla regia di Mello Ghitarra Gibson (quella con lo ua-ua) e già destinato a sbancare tutti i botteghini e financo i bagarini. In veritae unn'è la prima esperienza cinematografica dì sottoscritto, che aveva di già bell'e scritto la sceneggiatura compreta di Fate le ignoranti! Iccùi titolo gli era stato cambiato all'urtimo minuto perché ì regista un sapeva parlare punto ì toscano.
Sifossifoco ì firme, gli è una pellicola parecchio cruda (si temano di già le polemiche per arcune scene giudicate troppo cruente dai responsabili mondiali dell'abusdeffe... ì movimento pacifista che si pone l'obiettivo di togliere la parola effe dagli organi genitali maschino e femminino. ndr). In particolare ad essere messa sotto accusa gli è la scena di quando ì protagonista (e anco antagonista e costumista pévvìa della su curtura vastissima) batte un ranocchio in terra mentre ascorta con una singolare smorfia nì viso lo Stabat Mater di Pergolesi, compiacendosi dei numerosi schizzi di cervello che si spargano ovunque (in reartà ì ranocchio in questione gli è un avanzo d'un esperimento domenicale di Rambardi giunto appositamente da Ollivudde co' ì modellino ancora umido di coccoina, su ì quale gli è stato posto un cervello aimmeno tre vorte la stazza di quello d'un ranocchio vero e di arcuni broggher dall'anacronistico nicche).
Notevole anco la parte filosofica e parlata dì fìrme, con l'emozionante inizio che vede Sifossifoco attorniato da nugoli di ragazze tutte piuttosto stanche e elevandosi a ì disopra di esse (senza fare uso dì cricche dell'automobile) tenta di fare ì labiale a una voce foricàmpo che dice: la ci cala un ci cresce... quella specie di Mandala dalla doppia lettura suffissicosifossifocofilosofica ci cala/cicala.
L'appuntamento pell'anteprima mondiale gli è a Vidiciatico nell'appenino emiliano, esattamente tra cinquanttogiorni! Un mancate!


sifossifoco l'ha detto alle 15/04/2004 23:25 e te icché tu ne pensi? commenti (18)
martedì, 13 aprile 2004
E capita a vorte d'ascortare una musica, e prima che tu faccia in tempo a spengella o ignoralla ti succede che quella musica t'acchiappi pe' ì bavero e la ti riporti indietro nì tempo a quei sette o otto momenti della poco più di mezza vita che ho vissuto io, che un sarebbero nulla di che se come sottofondo un c'avessero avuto quella musica lì. Capita che tu ti ritrovi sedicenne a nascondere quella grande voglia di trombare dietro a ì dito dì romanticismo, senza ovviamente riescirci. Capita quarche anno più avanti di trovatti in bocca un ricciolo de' capelli d'una bella ragazza, ma no perché tu l'ha mangiata, ma perché la ti s'è avvicinata così tanto che nonostante ì profumo tu senti quarcosa di servatico, un misto di saporodore di pesciolini appena pescati che la ti sembra d'impazzire. Capita quarche anno ancora più tardi di percorrere un'autostrada deserta, in verso la primavera, in verso ì crepuscolo, e che tu butti giù ì piede a tavoletta fino a centottanta e poi a dugento, come se la morte e ì pericolo unn'esistessero più che per gli artri e mai per tene. Capita ancora d'ascoltalla una mattina d'una domenica uggiosa di pioggia, mentre tu sei commosso da ì bel sogno fatto in un letto finarmente vòto. Capita ancora una vorta, mentre tu ti perdi tra' colori d'un arcobaleno che sembra essere spuntato lì nella schiarita d'un bosco parecchio servaggio apposta per tene. Capita poi di ripensacci a tutte queste cose, nì loro scorrere impetuoso nella vita dì sottoscritto e in tutte quell'artre vite interessate: villettine a schiera, custodie di macchina da scrivere, bottiglie piene e vuote, risate e lacrime, moccoli e barzellette e sentissi scemi e sentissi ganzissimi, strombazzare d'auto ai matrimoni e sirene d'ambulanza... Potenza e responsabilità di quella certa musica, e più in generale di tutta la musica, che entrandoti nell'orecchio scava e scuote e move financo ì destino. Gli è per questo, maremma maiala, proprio quando tucc'hai conficcata nì cranio la tu musica, che andrebbe proibito ai vicini di casa l'ascorto di gigi d'alessio anco quando, civirmente, la si tiene ì volume riproduttivo più basso che alto!
sifossifoco l'ha detto alle 13/04/2004 18:02 e te icché tu ne pensi? commenti (56)
domenica, 11 aprile 2004
Ecco, qui c'era un firme in quicchetaim dello scoppio dì carro fiorentino, che quest'anno gli è scoppiato parecchio bene!
sifossifoco l'ha detto alle 11/04/2004 20:11 e te icché tu ne pensi? commenti (10)