SiFossiFoco
paréa mota... unn'era   (anonimo toscano)
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giovedì, 30 settembre 2004
I’ cane gli è ì miglior amico dell’omo. Da quest’assùnto, dopo lungo sprèmissi di meninge, gli ho scoperto un nuovo genere letterario: ì racconto erotico per cani. Gli è notorio infatti che gli omini co ì cane ci parlano: fa’ la cuccia, vieni qì, zitto, dàmmi la zampina, attacca, ecc… co’ ì racconto erotico per cani, l’omo ha la possibilità di instaurare co ì cane un dialogo ad alta voce più ampio… di poco eh, senza esagerare né péll’omo e né pe’ ì cane.
Tra qualche giorno ì primo racconto erotico pe’ cani sarà in libreria per i tipi della Inaudi Ke Stile, gosterà ghieci euro e s’intitolerà: L’Iliade.
Iliade gli è ì racconto d’un cane che si chiama Alessandro, che un sapendo bene icché fare cercherà di trombàssi una canina che si chiama Enea.
I’ colpo di scena gli è quando Sandrino s’accorge che Enea gli è (secondo la voce narrante) una di quelle canine che quando fànno la pipì (e qui la citazione colta e la commistione con “la chiava” di Tinto Brasse) arza la zampa e schìzzan su ì muro. I’ libro gli è epico, e son convinto che, se lo comprerete, anche ì vostro cane l’apprezzerà moltissimo.
sifossifoco l'ha detto alle 30/09/2004 00:01 e te icché tu ne pensi? commenti (283)
mercoledì, 29 settembre 2004
Ahhhh… una mattina ti svegli e scopri che tutte le risposte che tanto hai cercato nella vita son tutte lì, sulla poltrona da lettura accanto a ì cuscino, tutte chiuse in un agile libretto: i fengsciùi e la scavarcata della santa madonnina all’àrno da’ ì cavallo dì coppìni.
Ghieci pagine in tutto, scritte piuttosto larghe, che ti spiegano che a ì mondo esiste l’energia vitale. Nessuno l’ha mai vista, ma tutti, parlandone pe’ sentito dire, son concordi nì dire che questa energia gli è capace di portarti dalle stelle alle stalle e viceversa meglio che d’una pasticca d’estasi andata a male.
L’energia vitale gli è un’energia sottile e potentissima. Un’energia che un solo governa te, che sarebbe cosa assai modesta, ma che governa anche ì mondo, con tutto icché c’è sopra, sotto e nì mezzo. Artro che cristianesimo, buddismo, positivismo e fancazzismo. Gli hanno perso tempo monaci, santi, filosofi e eremiti… c’era questa genialàta dì fengsciùi e nessuno ci aveva pensato, nessuno l’aveva mai vista, se non l’autrice dì libretto, che tanto modestamente insegna in poche pagine tutti i segreti dì mondo, attraverso l’uso sapienzale di questa benedetta energia vitale potentissima. Talmente potente che basta un po’ di casino in un cassetto pe’ trasformalla in una disarmonia, e una scorreggia e un rutto pe’ mandàlla via.
sifossifoco l'ha detto alle 29/09/2004 18:03 e te icché tu ne pensi? commenti (168)
lunedì, 27 settembre 2004
Siccome stamani gli è 'mprovvisamente ritornato d'attualità, ripropongo un poste dì lontano 2003:
Tra tutti i libri che ho letto unn’ho ancora trovato quello che mi sarebbe garbato leggere più di tutti: ì libro indove sta scritto, menuto per menuto, tutto icché ti deve succedere nella vita. Perché se è vero che il nostro destino gli è scritto, mpazzisco dalla curiosità di sapere come mai, quasi in fondo alla mi pagina di stamani, io dovevo per forza pestare una merda.
Qualcuno di voi potrà pensare: oh Sifossifoco, vien via, falla così lunga pella merda d’un cane! Bene, l’avrei pensato anch’io se un fosse che quella merda gli era la merda più abbondante che la sia mai sortita da ì culo d’un animale, che la puzzasse in un modo ndescrivibile (forse rafforzata, ma non disciolta da ì temporale insistente) e che io proprio stamani avessi deciso di rinnovare delle scarpe parecchio a punta. Già perché su qui cazzo di libro un c’era mica scritto che la dovessi pestare con la suola o con ì tacco… con la punta, c’era scritto, con la punta delle scarpe a punta. Così quell’enorme merda di cane l’ho divisa esattamente nì centro, formando du’ bei riccioli marrone chiaro quasi giallo ocra, che si sono subito sovrapposti in uno schifoso abbraccio a ì nero elegantissimo della scarpa.
Normalmente quando tu pesti una merda tu cammini strusciando su ì marciapiede e, aimmeno ì grosso, tu lo levi facendo finta di fare un pochino di ginnastica presciistica lungo ì marciapiede. Nvece io, per quanto mi contorcessi che parevo una ballerina di lepdens, rimanevo sempre con questo ettino di merda su ì sopra della scarpa. Inutile dirlo, m’è toccato a intervenire con le mani, mentre l’odoraccio marcio già mi prendeva alla gola. Sì perché se su ì mì libro c’era scritto che oggi la pestavo, ì libro di cane aveva consigliato un menù a base di pipistrelli morti di vaiolo pell’intera settimana.
sifossifoco l'ha detto alle 27/09/2004 20:02 e te icché tu ne pensi? commenti (63)
domenica, 26 settembre 2004
c'è chi lo chiama fiammata e chi flame! In ogni caso stasera la s'è passata così, con le castagne sul fuoco e un vinellino buono, è stato divertente. Tra i link ce n'è uno in più.
sifossifoco l'ha detto alle 26/09/2004 18:45 e te icché tu ne pensi? commenti (137)
venerdì, 24 settembre 2004
bisogna che smetta d'andare a letto ì pomeriggio. Ortre a arzammi com le maccarène nì cervello, succede che sogno. Oggi ho sognato che l'Italia, la nostra amata Patria, di colpo s'era arrovesciata. I' sud a nord, e viceversa. Nì triangolo industriale dì nordest, siciliani, pugliesi e calabresi un facevano artro che lavorare e fare un monte di quattrini... la Fiat l'èra doventata Fabbrica Italiana Automobili Taormina. E delle risaie in Calabria e dì fico d'india valdostano, che se ne vuol parlare?
Intanto a ì sud, gli abitanti delle città di Milano, Torino e financo Brescia, s'arrangiavan come potevano a sbarcare ì lunario. Credo che sia una questione di sole, di insolazione persino. Ma gli è certo che ricinticielle vuie cantata da ì sindaco Albertini gli è uno spasso meglio che sentire intonare o mia bela madunina dalla Iervolino. Un'Italia che rasentava l'incubo, vi dico, con tutte quelle alpi, giù in Trentino e in Lombardia, che tocca a salire a dumila metri per vedere un po' di mare. Mi sveglio tutto 'nzuppato di sudore e pe' acquietammi m'affaccio alla finestra. Sotto ci dovrebbe essere Firenze,che stando nì mezzo tanto arrovesciata la un puole essere mai, ma quarcosa dì sogno sembra ancora permanere: nell'ordine passano un senegalese, du giapponesi, un gruppo di spagnoli, sei filippini e poi du' poliziotti in borghese che accompagnano Lamberto Dini.
sifossifoco l'ha detto alle 24/09/2004 17:01 e te icché tu ne pensi? commenti (193)
giovedì, 23 settembre 2004

Mi è impossibile rispondere personalmente a tutti subito, ma ho trovato nella mia casella e-mail più messaggi che commenti in questa pagina, e ne sono commosso. Per eccesso di sfogo vi ho anche chiamato ciurma. Perdonatemi, chi è in intimità con me sa che non lo penso, sa piuttosto il contrario... che ogni volta che scrivo un post è come se vi abbracciassi idealmente tutti. Perché se è vero come dite che qui vi divertite, non immaginate nemmeno quanto mi diverto io ad avervi come lettori, come curiosi, come critici e sempre più spesso anche come amici.
Iersera per la prima volta in vita mia ho visto il mondo come devono vederlo quelli che fanno le guerre. Un mondo che improvvisamente sfugge di mano, troppo, e fa vittime dove non dovrebbe farne e poi non sa più come rimediare. Il mio mondo è invece diverso, tanto più ingenuo se volete, è un mondo dove il conto di quello che faccio piace pagarlo a me.
Bene, bando ai buonismi che suonano sempre un po' stonati, il blog riprenderà. Fate conto che questo povero giocoliere sia scivolato su una bella càcca fumante perdendoci l'equilibrio... ma poi riprenderà. E se, riprendendo, dovesse arrivarvi tra i commenti un sorrisino non arrabbiatevi. Il giocoliere di strada non vi chiama forse a raccolta a gran voce? Non cerca forse di coinvolgervi, inseguendovi persino e tirandovi per un braccio, in qualche prestidigitazione? Non fa parte, questo richiamo, dello spettacolino che in così tanti avete dimostrato d'apprezzare?
Un abbraccio a tutti e... grazie. Grazie di cuore!
sifossifoco l'ha detto alle 23/09/2004 22:53 e te icché tu ne pensi? commenti (46)
mercoledì, 22 settembre 2004
perché non satisface a' miei disii?
già non attendere' io tua dimanda,
s'io m'intuassi, come tu t'inmii

Paradiso, IX


Ecco, volevo scrivere una cosa divertente, e invece una povera testa di cazzo si mette a fare il troll con la più cara delle persone, non comprendendo, l'imbecille, nemmeno chi vive, chi lavora nella fragilità e nella maestà delle parole il peso che può dargli... anche quando scappan fuori dalla bocca come scorreggia dal culo. Ma così va la vita, così va il mondo e non vedo perché non dovrebbe andare così in questo teatrino fatto di byte... ed io non so, adesso, non stasera, se togliere il disturbo... tanto a che vale essere l'albatro con cui si diverte la ciurma?
sifossifoco l'ha detto alle 22/09/2004 22:43 e te icché tu ne pensi? commenti (60)
martedì, 21 settembre 2004

Uì ève è drim!
come potete osservare facirmente, in me convivono due ulìssi: ì genio (quello più in piccolo) e l'inventore (quello più in grande). Entrambi uì ève è drim (ci s'ha un sogno, noi)... ì blog autoscrivente e autorelazionante. In pratica ì blogghe perfetto, accessoproducente, ma che un ruba ore preziose a ì lavoro, agli affètti e a ì relax, e che nello stesso tempo c'abbia quarcosa da dire. A tale scopo, gènio e inventore si sono messi d'accordo e hanno deciso di realizzare un sof[t]uere che già a partire da ì 2005 sarà rilasciato opensùrse.
I' programmino gli è scritto in piàccapì e assorve a due principali funzioni: scrivere ì post, rispondere ai commenti e alla posta elettronica, mantenere relazioni ì più delle vorte cordiali con artri bròggher. Naturarmente ì tutto gli è ancora in una versione bèta: un sempre scrive de' post meritevoli d'apprauso, un sempre lascia aggìro commenti intelligenti (ma spesso le due 'ntelligenze ahimé s'incontrano) e inortre l'interazione uomo-macchina, che nì mì caso specifico significa sifossifoco-macchina gli è ancora artissima: lèggo ad esempio ogni blog tra quelli che commentano, in qualche caso lo linko, in quarche artro regalo gmail, in quarche artro ancora, seppur rarissimamente, ci s'avvicina moltissimo a ì rapporto umano. Tipo di rapporto peìqquàle mi sto urteriormente attrezzando co' un artro programma.
sifossifoco l'ha detto alle 21/09/2004 19:22 e te icché tu ne pensi? commenti (253)
venerdì, 17 settembre 2004

Una cosa che ho capito dì gèz è che nessuno ci capisce una sega. A vòrte c'ho l'impressione che un ci capiscano una sega nemmeno quelli che lo stanno suonando, neanche nìmméntre lo stanno suonando. Dice che ì gèz sia bello per questo. D'artronde dichiarare d'essere ascortatore di gèz fa sempre un che di sine nobilitate che un guasta mai pe' una persona (leggi vecchio marpione) parecchio attenta a ì sociale (leggi pàssera, solitaria o scopaiola che sia). L'unica cosa che supera in scìcche l'ascorto dì gèz, gli è suonallo! Io che sono un multistrumentista lo so bene, e ve lo posso dire per esperienza. Io nacqui proprio co ì gène dì gèz, una quarantina di settimane dopo che ìmmì babbo, si degnò di fare degli esempi alla mi' mamma sulle possibilità espressive dello xilòfono.
Ho cominciato a fare gèz co' ì pìffero, fino in verso ai quindici anni. Poi son passato alla chitarra (in sordina, anche se gli era acustica) e poi finalmente, crescendo, ho scoperto la tromba, e mi s'è aperto un mondo. E da quegli anni lì unn'ho più smesso di trombare.
sifossifoco l'ha detto alle 17/09/2004 17:16 e te icché tu ne pensi? commenti (308)
lunedì, 13 settembre 2004
tutti i gusti son gusti: farsi una lavatrice!
Sta scritto in tutti i manuali dì ben vivere, financo in tutti i libri di pìssicologia: quando una cosa garba la si deve fare. La si deve fare per noi. Parecchi squinternati, però, leggono questi manuali, ci hanno dei desideri, ma unn'avendoci esperienza di liberazione nè interiore e nè esteriore, un sanno da che parte rifarsi per mettere in pratica.
Un si disperino costoro: farsi una lavatrice gli è assai facile. Una lavatrice comune, intendo, di quelle che ci hanno lo sportello davanti e lo scarico dietro. Più difficile gli è farsi una lavatrice con la carica dall'alto... ma qui ì discorso si farebbe troppo lungo.
Farsi una lavatrice con lo sportello davanti gli è una cosa assai semplice. Anzitutto tirate fuori icché vu volete metterci dentro (sembra un controsenso, ma se un lo tirate fòri un ci sarà verso di mettello dentro... certe cose sembrano complicate all'inizio, ma poi si va parecchio d'istinto).
Poi apritele bene lo sportello... quello davanti, perché nello scarico, lo sappiamo tutti, gli è rarissimo infilarci alcunché.
Va detto anche che ogni lavatrice ci ha issù personale modo d'aprire lo sportello. Ci son quelle lavatrici che appena tu le guardi ce l'hanno belle e aperto, e poi ci son quelle che ti fanno dannare. In questo caso armatevi di pazienza, unn'è mai successo che una lavatrice la sia rimasta a lungo con lo sportello chiuso.
A questo punto metteteci dentro icché vu avevate tirato fuori. Gli è questo ì vostro momento, ma se volete che l'esperienza si ripeta, cercate di farlo garbare anche alla lavatrice quello stesso momento. Alle lavatrici un gli garba affatto aprire lo sportello e poi voi zipì-zipì ci infilate dentro alla rinfusa icché vu avete da infilacci e scegliete un programma veloce. Un si fa così. Che l'avete vista la rotella della lavatrice? Sopra c'è scritto prelavaggio, lavaggio, centrifuga, delicati, robusti, a 90°, a 30 a 60, risciacquo. Arcuni modelli ci hanno persino ì lavasciùga. La lavatrice le vuole fare tutte queste cose, mica una sola. Oggi poi che c'è le lavatrici sempre più sofisticate e esigenti, quelle che sentano da sole ì programma adatto a seconda dicché vu ci mettete dentro, gli è bene comportarsi parecchio benino, assecondarle senza per questo perdere la vostra abituale vivacità. Se ce l'avete.
Ora le sempre troppo attente lettrici obietteranno che loro queste cose le sanno già tutte. In effetti gli è vero, infatti per loro sarebbe bene introdursi ai mistèri dì vaporello!
sifossifoco l'ha detto alle 13/09/2004 23:26 e te icché tu ne pensi? commenti (202)