lunedì, 28 febbraio 2005
[ACCIPRESS] Roma, 28.02.05. Saranno venduti all’asta i bigliettini del Papa Giovanni Paolo II scritti dopo il delicato intervento di tracheotomia al Policlinico Gemelli di Roma. Il ricavato sarà devoluto in beneficenza. Intanto è guerra tra i produttori di penne: dal giorno dell’operazione il Papa ha ricevuto in omaggio 9.846 penne a sfera, ben 3.425 penne stilografiche e un numero imprecisato di penne d’oca. Per i produttori di strumenti di scrittura, l’attuale stato del pontefice, potrebbe trasformarsi in un miracolo. Sono oltre cento milioni, infatti, i devoti che potrebbero orientare i propri acquisti secondo le preferenze del Capo della Chiesa. Le indiscrezioni dell’ultim’ora già parlano di una nuova stilografica, in oro e lapislazzulo, denominata totus tuus, in preparazione da una nota casa americana. Per evitare strumentalizzazioni a fini commerciali ha intanto preso posizione il cardinale Francis George, Arcivescovo di Chicago, che scalpita affinché si provveda già oggi a una rapida sostituzione del Pontefice con uno che scriva un po’ meno. Note: a quanti pensano che scherzare oggi sul Santo Padre sia di cattivo gusto, rimando a questa notizia. Spesso il cattivo gusto nelle nostre fantasie viene superato dal cattivo gusto della realtà.
domenica, 27 febbraio 2005
La notte gli era senza luna, ma calda, ed io, dopo lungo camminare nì bosco fattosi troppo scuro, m'ero seduto ai piedi d'un castagno cavo, ad aspettare ì giorno. La natura attorno a mene la ribolliva tutta, e io un po' preoccupato pe' i tanti rumorini strani attorno, quasi m'aspettavo (e ì cuore pareva mancammi quarche colpo) che dall'incavo di tronco uscissero quelle tre o quattro streghe che mi danzassero l'urtimo sabba. Invece ciò non fu. Nì tremore d'una solitudine che mai avevo provato prima, pensai alla morte, ma essendo io vivissimo, finii co' ì pensare ai mi' morti... Quanti ce ne avevo? Solo tra i morti troppo giovani ce n'erano una schiera: ì bambino troppo gracilino che si faceva l'elementari assieme, ì ragazzo sollevatore di pesi che si faceva insieme le medie, quello dell'oratorio che una sera di nebbia una macchina si portò via mentre tornava a casa in bicicletta, quello che morì d'una revolverata che a lui non era nemmeno dedicata, e quella ragazzina (di cui lo ammetto ero tanto innamorato) che se la portò via una siringa da insulina con dentro della roba calda. Poi pensavo ai morti di mezz'età, e anco di quelli c'era un bell'elenco: incidenti, malattie, chissà cos'altro. E poi, infine, i morti vecchi e vecchissimi: quelli che forse della vita s'eran di già belle e stancati... forse... chissà. Pensavo insomma a tutti questi morticini, giovani e vecchi e mezzani, e mi sentivo una cosa dentro che mai troverò parola per esprimere. Perché la cosa gli era solida forse, e le parole le ho sempre sentite come liquide e d'una sostanza diversa. Fu allora che vidi la vecchia dì bosco. S'avanzava co ì lungo bastone, nella larga gonnèlla, come se la cercasse funghi: ma funghi, di quella stagione, un ce n'era. La vecchia, arquanto scocciata, mi sgridò: basta - mi disse - un lo sai che a pensar troppo ai morti un gli si dà pace?
venerdì, 25 febbraio 2005
Ci hanno sigle stranissime: docup, leader, debol-uomén e chissà che diavolo d'artro. Sono gli euro, milioni di euro, che ogni anno cascano a pioggia pe' aiutare chi ha idee e tessere di partito nella tasca e ce le ha in kit: idea + tessera coordinata. Sono i cosiddetti finanziamenti a fondo perduto ai quali anche te tu puoi accedere... lo sapevi? Hai un'idea e una tessera di partito? Sei un soggetto debole? Ovvero sei donna con idea e tessera di partito, disoccupato con idea e tessera di partito, associazione non a fini di lucro con idee e tessere di partito? Ecco sei a un passo da prendere parecchi soldi pe' potella finarmente realizzare quella tu' idea un po' matta, rientrando finarmente nì piano d'ammortamento sugli investimenti pe' la tessera dì partito. E la tu' idea? Che si fa, la si racconta? Hai chiesto (e t'hanno dato) 450.000 euro pe' fare la noleggiatrice di cammelli a Firenze. Gli è l'idea dì secolo, con tutti i turisti che ci sono, ti ci vorranno almeno una trentina di cammelli, tanto che i giapponesi potranno muoversi in carovana, tra Prada e Ferragamo, sulla via de' Tornabuoni. Artro che visitare le dune nello squallore de' deserti! La commissione europea t'ha dato parere favorevole perché ì cammello aiuta l'integrazione tràlle curture. La regione ha messo ì timbro perché ì cammello puole essere strategico pe' un turismo più arternativo. Provincia e comune plaudono all'ideona, se non artro perché gli è ecologica: ì gas che esce da ì cammello gli è particolare e non particolato. Perinsino la Fallaci, fiorentina di niùiòrche, esprime l'intima soddisfazione di poter scrivere un artro capriccio sulla vergogna di questi scandalosi cammelli che insozzeranno le strade indove passeggiònno (ma non a braccetto) Lorenzo de' Medici e Argònne Sifossifoco. E ì mondo intero, questo porco mondo tutt'intero, si riempirà di foto e cartoline indove, tra le gobbe dì cammello in primo piano, svetterànno sullo sfondo di Giotto ì campanile e dì Brunellesco la còppola.
giovedì, 24 febbraio 2005
All'inizio c'erano i pianoforti a coda, poi vennero i tempi dì caviale beluga e gli orologi raketa, infine furono i tebolbùk e ì cashmir tuplài. Ora la vera differenza la si fa sulla tavola, con la scurtura da tavola! Sulla tavola, di norma, ci si puole appoggiare di tutto: dalla posta appena arrivata alle amate natiche della vostra metà (quest'urtime possibilmente senza usare le mani). Ma ci si puole anco appoggiare la tovaglia, i piatti, i bicchieri, e la scurtura da tavola. I' tutto, democraticamente, secondo ì vostro ràngo. Niente rango, vòr dire niente scurtura; parecchio ràngo vorrà dire parecchia e complessa scurtura. L'opera naturarmente un va mangiata, ma solo ammirata o meditata. I' su pregio gli è fatto pe' durare una vòrta sola, quindi fa relativamente poca differenza che la sia brutta o bella, l'importante gli è che la sia appunto una scurtùra: un momento materializzato di tensione emotiva, un atto poetico che si fa materiale, l'attimo fuggente rimasto pietrificato nella mente e nella mano dell'artista. Alle urtime tre cene indove sono stato invitato ho ammirato scurture da tavola fatte di cera d'api con striature di péce, di cartapesta e foglia d'oro, e perinsino di sale grosso integrale co' un che d'anilìna e còlla epossidica. E per tre vorte son rimasto meravigliato enormemente, riflettendo su quanto siano scicchissime e di ràngo le scurture da tavola. Eppure io, che nella mi' vita, come ebbe a dirmi una vòrta tal Brunello alle Caldìne, gli ho mangiato anche ì fòco, rimuginavo su indove io avessi già veduta la scicchissima usanza della scurtura da tavola, senza sapémmi raccapezzàre in dentro la memoria. Poi ecco che s'affaccia ì barlume: quella scurtura anni Settanta, alla festa dì matrimonio d'Antonio e Rosaria... una scurtura che gli era in reartà un trittico e che fu scoperta con grande e sonoro plauso de' convitati, e fàtta d'un treciòlo bello grosso e du' pomodori insalatari appaiati.
mercoledì, 23 febbraio 2005
[ANZA] ASCOLI PICENO. Andrà in onda dal prossimo 10 aprile, ogni giorno alle 14.45 su radiotres, un nuovo format dedicato alla promozione delle case editrici. Il progetto, dall'ambizioso nome di "voodo lettrario", è stato presentato questa mattina a Civitanova Marche al termine della SIGLA, settimana internazionale giochi di lingua ambiziosi durante il convegno "dal sapore al sapere", organizzato dall'apt e dalla provincia sotto l'alto patrocinio della residenza del consiglio. Condurrà in studio il mago Do Nascimiento, affiancato da ospiti d'eccezione. Si tratta, ha dichiarato il direttore di produzione del format, di una significativa evoluzione rispetto ai cluster culturali mono e multitarget. Il voodo letterario trasforma radicalmente ogni anacronistico concetto di letteratura grazie a un must di divulgazione mirato ad eliminare definitivamente il libro come l'ultimo ostacolo a un dialogo sempre più diretto tra lettori e case editrici cosponsor. Durante la trasmissione, inoltre, un famoso personaggio del mondo dello sport e dello spettacolo si trasformerà a sorpresa in paziente per sottoporsi ad una esclusiva seduta di agopuntura letterario. Non mancheranno infine sorprese semantiche, quali i PeeJay, i nuovi guru dell'urinoterapia in ambito letterario.
martedì, 22 febbraio 2005
Mentre compone ì numero, la ragazza mastica la ciringomma ... ciomp... ciomp... ciomp... Pronto Soccorso Ingratitudineee, dice la voce ... ciomp... ciomp... Posso esserle utileee? ... ciomp... ciomp... è uno stronzo, un bastardo... ciomp... ciomp.... lei è tra i nostri abbonatiiii? ... ciomp... ciomp... non si doveva permettere, io che ho fatto tutto per lui... ciomp... ciomp click! La ragazza masticante ricompone ì numero. Pronto Soccorso Ingratidutineee, dice la voce ... ciomp... ciomp... in fondo cosa chiedevo?... ciomp... ciomp... ... ciomp... ciomp... mastica la ragazza dall'altro capo del filo dopo aver consultato il manuale delle procedure. ... ciomp... ciomp... ... ciomp... ciomp... ,prosegue l'esperta l'operatrice.
lunedì, 21 febbraio 2005
Firenze. Piazza San Marco. Pomeriggio. La giovane zingara chiede l'elemosina agitando una ciotola di plastica rossa. «Per favore signore… per favore» «Per favore signora… per favore» «No» «Un c'ho nulla» «Va' via! Va' a lavorare» Le risposte, più o meno sgarbate, le son tutte negative. La giovane zingara avrà forse tredici anni. Ci ha di già i seni, e folti peli su ì pezzo di gamba che dall'orlo dei carzini di lana si tuffa sotto una gonna plissettata unta e larga, color ocra. Però si vede che l'è ancora una bambina, anche se l' è insistente e arrogante. All'ennesimo rifiuto la bambina sputa addosso a ì tizio che le aveva risposto brusco. Si vede chiaramente la traiettoria della saliva che dalla bocca della ragazzina si dirige precisissimamente, rimanendovici colànte, sulla giacca a vento dello sgarbato signore, che unn'ha ì tempo d'una quarsiasi reazione. Tutti gli hanno visto la scena. Nessuno dice nulla. La zingarina, intanto, gli è già oltre. «Per favore signora… per favore» «Per favore signore… per favore» E ì suono delle monetine nella ciotola si diffonde per tutto il marciapiede, spezzato appena da un po' di vento.
venerdì, 18 febbraio 2005
[adnskronos] VERBANIA 18 FEB '05 17:23:36 Drogati dai blog? Vi è impossibile controllare l'impulso a cliccare sempre su commenti, shinystat e aggiornamenti? Vi farà piacere sapere che non è a causa della vostra debolezza, ma dei messaggi subliminali che si nascondono nei template di quasi tutti i blog, o diari online che stanno invadendo la rete. Lo hanno scoperto questa mattina gli esperti del nucleo antisubliminale della GdF di Verbania. Immediatamente scattate centinaia di denunce che coinvolgono le più importanti piattaforme web e alcuni tra i blogger più gettonati della rete. I messaggi subliminali sfruttano una falla dei server che interagisce con la retina dell'utente Internet attraverso il lampeggiare dei monitor e che sarebbe in grado di creare disturbi della personalità alterando i comportamenti. A differenza di quanto accade nel cinema o in TV, l'esposizione ai messaggi subliminali via blog è paragonabile per potenza all'ipnosi. "E' sufficiente scattare rapide foto digitali in sequenza al monitor mentre navigate sui vostri blog preferiti - annuncia il Tenente Colonnello Francesco Amadori, dirigente del nucleo investigativo antisubliminali - per distinguere nettamente e ad occhio nudo i messaggi subliminali". Tra questi vi sono chiari inviti all'acquisto di libri altrimenti invendibili, e messaggi volti a boicottare il posto di lavoro e di automortificazione della propria vita reale. Attraverso i blog, ormai unica fonte d'informazione per almeno dodici milioni di italiani, è in atto un tentativo di controllo anche di matrice culturale, che rischia di ribaltare il concetto di buonsenso, di vergogna e di percezione del reale, a favore di non meglio identificati destabilizzatori di chiara matrice ideologica. Contemporaneamente alla formalizzazione dei primi avvisi di garanzia, si stanno già preparando le prime interrogazioni parlamentari.
 Ricevo e volentieri concedo questo modesto spazio alla trascrizione originale (fonèmi e fenòmeni) dell'intervento di apertura di Helio Zipèppo (il più grande critico letterario vivente) al Villa Covoni Smilea Literary Forum, in corso in questi giorni, dal titolo: La letteratura popolare nelle collezioni primavera estate 05... Signori e signore crazie assaie télla vostr attenziona. Siame cuì numerosamènte riunite òcci pe' tiscutere ti un finomene che sta traversanto come una miteora il panorama della lettratura montiàle. Queste finòmene si chiame lettratura popolare. Parecch mi chietono: cos'è occi com'è occi la lettratura popolare? Cuàli sono le sue orìccini lettrarie nel tempe antiche? Io riscpond senza incertezz che téfinire occi ì confino tra lettratura popolare e monnezza (ta sempro ì confine è molto labbilo) si teve fare un passe intiètro fino al tempe del paiper. Il mitiche localo romane chi è sctato trampoline di lanc di crantissimi interprete tel fòlko in tutte ì termine e l'acceziona possibboli. Si teve fareh una scorripanda culturalo tra l'escpressiona artistica di personacci del calipro di Lant Puzzanca, Mite Metici (nella foto tue esempi, tatàti 1973), Patty Brava e artre eminènti personalità artistico, vere e propria mattoni miliare della nuova fase culturala di cui noi, occi, siamo figli o anch solo parenti alla strétta. Ci sono arcomènti che occi ritornano prepotendemènte alla discursione superiora e non è o facilo tistinguere tra procressisme culturalo vèro e mercificazio' télla parola istéssa. Che cosa vuole tire: lettratura? Che cosa vuole significaro occi che tutto il mont, tall'appennine alle ant, si esprime sembre tippiù, con la form tella paròla scritt? Ecc l'interrocativo. Un interrocativo che ne apre nu cuofano ti altri: la lettratura può essere musica? La lettratura può essere visiva? La lettratura può essere tove non è? E tove è precisamènto la lettratura? Per rispontere a quest tomànt, care signore e signoro, percorreremo inzieme tutta la càbbala metiatica, tal parassitarie al paraculisme à la marchètt, télla tefinizione istessa popolare e lettraria. Insistènto, per farvele trasìre proprie entro il cervèllo, sulla pibbliocrafìa essenziala, allo stùtio o anch solo all'ascolte. Ne parleranni, assièmo a noi, eminènt personalità del ciornalismo, tella politiche in àmpite localo e tell'etitorìa motèrna, con scorripand sul uèb, site interessant e plòg.
giovedì, 17 febbraio 2005
Nì nostro mondo mediatico, si sa, esiste in febbraio una nòva categoria: la trombàta di Sanremo. Un me ne vogliano quelli che c'hanno ì chiodo fisso, né gli etimologi militanti. Dicesi qui trombata nì senso di scartata, e non dalla carta… Regina e Cartier se ne facciano una ragione. Qui si tenterà di fare oggi dì vero giornalismo d'inchiesta. Tale Katya Ogliona, commessa "àlla e dàlla" esse lunga, un metro e quarantasèi d'artezza, quarta misura di poppe e seconda di slìppe, trentotto chili vestita (ma ì guardaroba un pesa più che tre etti, e siamo in inverno), gli è stata trombata alle selezioni péffàre la valletta a Sanremo. Ho creduto dunque di rivorgerle arcune domande, pé meglio chiarire (e forse digerire, o alla junghiana: elaborare) la delusione. Signorina K.Ogliona, come gli è sartàto alla mente che la potesse essere lei la nòva valletta a Sanremo dumilacinque? Io all'inizio non volevo krederci. Un giorno è venuto un grande manager dello spettacolo al supermerkato. Mentre battevo i cetriolini sott'aceto (e i cigliòni) alla cassa, è rimasto inkantato da me. M'ha detto ke somigliavo alla Nicole Kidman. La sera precendente, al pub, un operaio della Magneti Marelli mi trovava particolarmente somigliante a Luana Borgia.Sì, e allora, K. Ogliona? Ho riferito di questa koincidenza al manager. Io non ci avevo pensato mai, ma lui ha detto ke per le modelle è kosì. kambiano aspetto a sekonda del look: oggi la Kidman, domani la Borgia, e poidomani Kate Moss. Mi ha subito lusingata e abbiamo preso appuntamento quella sera stessa per provinare un kontratto alla televisione. Per Sanremo, ha detto, visto che lui e Bonolis sono stati allattati dalla stessa balia.Gli ha dovuto andare fino in Liguria quindi, K. Ogliona? No. Non avrei potuto. Stakkavo alle otto. Ci siamo visti alle otto e dieci al parkeggio. Ho dovuto fare il provino in makkina. Lui ha una BMW, ma quella sera l'aveva portata a fare il tagliando. L'officina gli ha dato un veikolo kommerciale Doblò sostitutivo.E come ll'è andato, K. Ogliona, il provino? Pensavo bene. Lui era molto soddisfatto. Mi ha insegnato alkuni dei segreti di base per passare il provino. Ero entusiasta, perké mi ha messo subito a mio agio. Molti test li avevo già fatti con Mirko, il mio raga, che è addetto ai vuoti.Ho avuto una certa diffikoltà con i provini per il secondo canale, ma sono stata superlativa nel primo e agli orali.E poi, K. Ogliona? Lui era molto stanko. Mi ha kiesto il numero di cellulare e mi ha detto di aspettare qualke giorno. Mi ha skattato tante foto con la digitale e ripreso kon la telekamera, ha detto che amici in alte sfere avrebbero apprezzato. Per lui era già kosa fatta. La mattina seguente mi sono licenziata. Lui stesso del resto ha detto ke la mia vita privata sarebbe stata inkonciliabile con il lavoro di valletta. Con un sms ho lasciato Mirko… del resto eravamo già in krisi da sabato skorso.Quando gli ha saputo, K. Ogliona, di essere stata trombata pe' Sanremo? Oggi, quando hanno annunciato di aver scelto una bionda. Io sono mora, tinta rossa… nuance vintage arancio-mogano, come mi dice sempre Saverio il mio hair stylist gay. Adesso sono disperata, mi aiuti.K. Ogliona, cercherò 'ntanto di pubbricare quest'intervista nì mondo dei brogghe. Io sono un omo serio, un me la sento d'illùdetti. Si farà due o tre altri provini e tenterò co' un'intervista alla radio. Poi dopo una decina di provini, si penserà a quarche televisione locale. N'somma, sai, pe' certe brillanti carriere, K. Ogliona, ci vòle parecchia gavetta.
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