SiFossiFoco
paréa mota... unn'era   (anonimo toscano)
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martedì, 31 gennaio 2006
C'è un Leonardo da Vinci dentro te?A chi m'ha chiesto, negli anni, un consiglio ho sempre detto: impara una delicatezza, cerca dentro di téne un pochino d'invenzione e regalane sempre un po' anche agli altri.
Gli è ì mio personale punto di vista, una sorta di piccola religione in cui la preghiera altro non è che un po' d'esercizio quotidiano dello gnégnero in qualcosa che sia del tutto inutile per la sopravvivenza o per la continuità della spècie. Un piccolo e umilissimo sistema  quotidiano pe' sopravvivere a un mondo di grossolanità quasi tutte già morte nel momento stesso di nascere.
Una religione, sì, e che non suscita meno odio delle altre, malgrado non nasconda nessun desiderio di egemonia, di controllo del pensiero altrui o, ancora peggio, qualche fondamentalismo.
Già, perché far funzionare lo gnégnero per il solo gusto di avéccelo e non per perseguire guadagni, ambizione e potere, è una cosa che fa incazzare dimolti... quasi tutti. Quelli a esempio che ti manderèbbero in miniera, quelli che vorrèbbero proprio vedere come faresti con cinquecento euro al mese, quelli che ce l'hanno con chiunque non sia della stessa tribù e non parli la loro stessa identica lingua, errori di grammatica compresi, che son contro il "meticciato" nella loro stessa orribile razzàccia. I quali, per difèndere a spada tratta ì loro status, non s'accorgono che s'ammazzan loro stessi dalla noia. Vagli a spiegare che, tornando a casa la sera, potrèbbero usare una semplice molletta da bucato come bottone e così salverèbbero la civiltà più che co' un esercito intero.
sifossifoco l'ha detto alle 31/01/2006 19:40 e te icché tu ne pensi? commenti (10)
lunedì, 30 gennaio 2006
piccione viaggiatore, ma anche piccione bombardiere di innocui passantiAltro che società dell'immagine... si vive piuttosto nella società dì guardare.
A cominciare da te.
Già prima di uscire ti guardi allo specchio. Tu esci di casa e ti guardano. Attravèrsi la strada e ti guardano. Cammini e quelli che ti passano a fianco ti guardano.
Guidi la macchina e ti guardano, pigli l'autobus e ti metti a sedere e ti guardano, rimani in piedi e ti guardano lo stesso. Pigli un taxi e ti guardano uguale. Pigli un caffè a ì bar e ti guardano.
Parli e ti guardano, stai zitto e ti guardano, lavori e ti guardano, non lavori e allora sì che ti guardano. Se poi cerchi di nasconderti ti guardano anche di più. Li guardi e ti guardano, non li guardi e ti guardano. Tu li guardi di più e ti guardano di più. Guardi una vetrina e da dentro la vetrina ti guardano.
Tocchi qualcosa di un altro e ti guardano, ti tocchi le cose tue e ti guardano anche pèggio.
E un son solo le persone, ramméntatene!
Incontri un cane e ti guarda. Incroci un gatto e pure questo ti guarda. Passa un piccione, lassù in alto, libero e veloce che piroétta nì vènto, e ti accorgi in un attimo che ha preso proprio la mira.
sifossifoco l'ha detto alle 30/01/2006 00:22 e te icché tu ne pensi? commenti (18)
venerdì, 27 gennaio 2006
la cucaracha ya non puede caminar, porque non tiene marijuana que fumarUn mi fraintèndere: delle canne e di chi se le fa un me ne frega assolutamente nulla. Però questa leggiùccia che fa un miscuglióne di tutte le droghe, la mi sembra fatta a arte per chi della droga ha fatto ì proprio business, vive e si arricchisce di quello.
Piglia la cosa da ì punto di vista dello spacciatore: se uno rischia uguale a smerciare cocaina o chiodi di garofano, perché guadagnare di meno vendendo questi ultimi? Così si assisterà, progressivamente, alla cocainizzazione delle masse di questi poéri drogatèlli. Operazione peraltro incominciata a suon di spot pubblicitari occulti: quanto è figa la Kate Moss, quanto è ganzo Lapo Elkan, che simpatico l'attore della tale soap opera, senza risparmiare nemméno ì parlamènto indove politici della vecchia guardia (ovvero almeno gènte cólta, rispètto alla cepuzzazione forzitalista e unionista d'oggidì).
Insomma, lo sballo farà guadagnare di più alle mafiétte (a parità di rischio) e conseguentemente costerà di più ai gentili consumatori.
E pensare che basterèbbe véndella in tabaccheria, qualche innocua cannuccia di marijuana, per ottenere gli effètti di tutte le azioni antimafia da ì dopoguèrra a oggi.
Mi dirài te: ma lo Stato un puòle mica vendere delle cose che t'imbriacano, o che ti fànno la bua!
Infatti si vive in un paesìno indove alcolici, colesteroli aggiunti, grani all'ocratossina, carne di maiale e porcherie di ogni altro genere sono particolarmente scoraggiate dalla légge. E nelle farmacie, così come in questa nuova moda dì negozio d'alimentazione pe' palestrati, si vendono senza ricètta medica solo cose che fanno benissimo a ì fisico e a ì moràle.
Ma via, ragazzi, se iddìo ha creato tante erbe perché continuare a lasciarne una sotto il controllo di qualche delinquènte?
sifossifoco l'ha detto alle 27/01/2006 19:54 e te icché tu ne pensi? commenti (17)
giovedì, 26 gennaio 2006
Monica Bellucci: sexy nun or desperate housewife?Scàndalo, scàndalo, scàndalo. Dopo gli scherzi da prete e le barzellette da prete, eccoci scodellàto: ì sesso al telefono da prete!
- Sei con o senza ì gigiamino?
- Diavoletto!
- Te lo faccio il solleticùccio?
- Mi sono arrovesciata la cioccolata addòsso
- Aspetta che piglio una spugnétta (e un si pensi male con l'assonànza)
- Mmmmmm, mi fai morire...
Di noia. Ecco dicché uno si sentirèbbe morire. Ma icché ci hanno presi pe' bambini dell'asilo? Dice anche che questo prete fosse amico d'una pornostar. Lei si confessava, ma secondo me un gli raccontava mica tutto tutto eh?
Ma via... anco lo spam che ci arriva di continuo gli è più piccantino. Io nì paio di telefonate erotiche di tutta una vita ho ripercorso tre rimari, un paio di sinonimi e contrari, un sapientino e  le tremila e passa pagine dì Devoto Oli!
Vocabolario, oh monellàcci, vocabolario! Vabbe' che l'infèrno sta in basso, ma alziamo un po' ì livèllo no?
sifossifoco l'ha detto alle 26/01/2006 15:48 e te icché tu ne pensi? commenti (20)
mercoledì, 25 gennaio 2006
vocali, vocalizzi, voci e voldemortCi hii mii pinsiti? In mindi divi l'inici vicili ì li i. Chi cisini, in ci s'intindiribbi pripri niinti!
Ci pinsi spissi, ii, i cimi (i vilti) ci siini nilli viti dilli cisi irrininciibili: li vicili sini ini di qiisti.
Hii vigli i diri, ti, bisigni simplifichiri: scriviri i pirliri piì chiiri!
Mi scippi di ridiri: cimi piii vidiri, spissi simplificindi si piggiiri piricchii!
I nilli viti si divi simpri circiri di migliriri, mii di piggiiriri.
sifossifoco l'ha detto alle 25/01/2006 17:02 e te icché tu ne pensi? commenti (11)
martedì, 24 gennaio 2006
legge da far west? Farsi giustizia da soli? E il poliziotto di quartiere?Eh sì: poco a poco (ma inesorabilmente) sta nascendo una nuova Itaglia! Più moderna, più competitiva e - come no? - anche più giusta!
Mi riferisco a una legge che serviva davvero e che da sola giustifica ì prolungamento delle camere di un pugno di giorni. Da oggi se tu c'hai la quarantaquattro magnum solo pe' guardàlla ti dànno ì permésso anche d'usàlla, addosso alle persone, obviously. Cèrto non su tutte le persone come ti aspettavi (per quello ti toccherà aspettare la prossima legislatura, magari, o ì nuovo contràtto nazionale per i gringos) ma addòsso a ì ladro e per legittima difesa, questo sì.
Poni ì caso che tu sei a casa tua: puoi far finta di dormire con la rivoltèlla a cane alzato sotto ì cuscino e lasciare la porta socchiusa. La vecchietta dì pianerottolo s'introduce (si sa le vecchiette son curiose per natura) pe' vedere se tutto va bene e te: bum bum bum bum bum... la sfracèlli a pallettoni. Dirài poi, mentre riscòti dall'assicurazione le spese d'imbiancatura, tra veglia e sonno pensavo fosse Eva Kant che voleva rubàmmi la borsa dell'acqua calda.
Poni pòi che sei fermo al semaforo, a finestrino aperto, e che ì lavavétri marocchino la sia un po' troppo arrogante: una coltellata alla gola e via nella fossa comune. Tu dirài all'inquirènte: mi son spaventato troppo, temevo pe' ì Rolex e ì TelefaninoTré appena acquistato e con tutti i numeri vips in rubrica! Ed ecco che un tu sei più punibile... ì giorno dopo avé fatto fòri questi cattivoni che rubano (invece che darsi alla politica) tu poi andàre a prendere ì caffè a ì bàrre e mettici anco tre o quattro cucchiaini di zucchero.
A carnevale, pòi, tutti quelli in maschera potrebbero farti tanta di quella paura che sarèbbe giustificata perinsìno la mitragliétta.
Resta da capire se poi qualcuno, imbracciando un be' fucile a canne mozze, ammazza quarcuno di que' tanti che hanno rubato davvero i miliardini: finanzierini, parmalattini, banchierini, assicuratorini, televenditorini, maghettini, amministratorini repubblichini e chi più ne ha più ne métta, se sarà ammesso l'omicidio anche plurimo pe' legittima difesa d'una vita di risparmi e privazioni, chissà, forse su questo ancora si legifererà. Nì frattèmpo, io, che son troppo allergico alla polvere da sparo, mi son comprato una fionda. Magari, se mi metto gli occhiali, qualche ladruncolo mi rièsce di riempìllo di lividi anco a me. Django e Sartana, santi subito!
sifossifoco l'ha detto alle 24/01/2006 18:18 e te icché tu ne pensi? commenti (20)
lunedì, 23 gennaio 2006
Ah, il tempo! Pensa che strana invenzione della nostra vita. Tutti gli esseri senziènti dì pianeta ci hanno ì loro tempo pe'  fare le cose che fanno... un tempo senza ticchete e tacchete di sottofondo. Noi no. Noi ci si ha l'orologio! Gli è lì che ti guarda e ti controlla come ì peggiore de' mostri: con quelle lancettine a presa peìccùlo, una corta e una lunga e una filiforme che un la smette un attimo di girare come una stupida e che mostruosamente ti ricorda... sbrigati! E te lo ricorda in un milione di modi, tutti antipatici: ti fanno driin, bipbìp, cucù, dindondàn... come se tu fossi un imbecille.
Tra tutte le cose che l'òmo poteva inventàssi pe' perdere tempo, l'orologio gli è di gran lunga la pèggio. L'orologio mi sta troppo sui coglioni a me. Anzitutto gli è simpatico come uno svizzero, bèllo (tanto pe' rimanere nella geografia) come i grigioni quando c'è la nebbia, utile altro a que' pochi fortunati rimasti che timbrano ì cartellino e, dopo che son stati un bel po'  a stressàssi con la schiavitù a ore, ci hanno anco voglia di tornare a casa in tèmpo.
Te tu mi dirai (te lo suggerisco io perché so che un ci hai pensato): ma l'orologio calcola ì tempo cosmico, ì movimento degli astri e lo traduce in linguaggio quotidiano!
Fandònie, fròttole per gli istùpidi. L'orologio un calcola una bèlla sega. Le star se ne fottono di lui. Gli ingranaggi che ci ha dentro e i rubìni servano solo alla cosa più stronza dì mondo: controllare le azioni umane e far sì che accadano quando tutti se l'aspettano... oppure, nì migliore dei casi, serve alla cosa più inutile della vita: far passare ì tempo. Mentre il tempo è solo illusione, idiozia: si nasce, si mòre e nì mezzo c'è tanto di quel casino che spesso un c'è nemmeno ì tempo - diocrìsto - di guardar l'orologio!
sifossifoco l'ha detto alle 23/01/2006 19:07 e te icché tu ne pensi? commenti (9)
giovedì, 19 gennaio 2006
Mozart, che gran genio!Eh eh eh, il buon Mozart! Pensa te che aveva escogitato un sistema pe' un fàssi rubare le idee. Quando scriveva una partitura lasciava in bianco la voce del pianoforte. Un sistema infallibile ancora oggi, a distanza di dugento e passa anni.
Anch'io lo fo. Quando propongo a ì cliente uno scenario gli scrivo tutto per benino trànne che quelle due o tre cosine che tengo a mente solo io. Come ai tempi di Mozart, ì furto delle idee gli è pràssi comune anche oggi, e come ai tempi di Mozart ci è una strana soddisfazione a vedere quelli che te le rubano con ì risultato che un si sènte ì pianoforte o con un pianoforte che va talmente per conto suo da un miscelàssi per niente a ì resto della musica. Son soddisfazioni magre, lo so, però t'assicuro che a volte vale la pena di farsi rubare un'idea proprio per vederla poi realizzata talmente male da diventare controproducènte, addirittura dannosa.
Saper suonare e avere delle idee, peraltro, non è difficile. Gli è piuttosto una questione d'allenamento, una capacità di visione che ti deriva dall'esperiènzia, mica da altro. Non c'è nulla di diverso da ì sollevamento pesi: un atleta alza il bilanciere, un forzutone qualsiasi se lo tira sui piedi. Esilarànte è poi quando il forzutone fa finta di un sentire nemmen troppo male.
Pensare a questa cosa oggi mi fa bene. Gli è segno che certi valori son rimasti eguali a dugènt'anni fa e che certi forzutoni anche. Gli è un piacere sottile, soprattutto perché pone un confine del tutto invisibile se un ci fai proprio caso, restituèndoti ì senso del mondo in tutte le sue proporzioni di spazio, di tempo e di forze.
sifossifoco l'ha detto alle 19/01/2006 19:04 e te icché tu ne pensi? commenti (10)
mercoledì, 18 gennaio 2006
Stamani mi son svegliato parecchio presto, in verso le nove. Pensavo d'essere solo a casa e invece mi sbagliavo: dalle parti della cucina sentivo uno strano bisbiglìo. Quàtto quàtto m'avvicino e sento provenire dallo sportellino dì contatore dì gas un monte di discorsi... confrìtto d'interèssi, par condicio, dieci miglióni di ciabàtte ai bisognósi... e via di questo passo. La voce, un po' rimbombànte pevvìa della cassa armonica della nicchia nì muro, la mi sembrava d'averla già sentita e i discorsi anche, ma tant'è apro lo sportellino e chi ti vedo? Ì presidente dì consiglio, tutto rannicchiato nì doppiopètto bluètte, che stava intervenèndo in un confronto co'  i numerini rossi di metano accusandoli a gran voce di unn'arrivare a ì metro cubo...  e loro rispondevano: tanto te!
Ora una cosa c'è da dire, anzi due: la prima gli è che a quest'òmo a ì posto che de' procèssi gli dovrèbbero fare l'antidoping, perché secondo me da come sragiona e dalla velocità con cui si sposta da un video all'altro anco a centinaia di chilometri di distanza gli è segno che qualche sostànza la pìglia; la seconda gli è che quest'òmo, sempre lui, dev'èssere stato progettato in vettoriale, poiché entra tutto alla stessa risoluzione anche in schèrmi di dimensioni diverse, il che mi lascia basìto. Come puòle uno essere antipatico ugualissimo in formato sèipertré, su un 24 pollici, su ì plasma dell'homecinema e perinsìno ne' pochi centimetri dello schèrmo dì contatore dì metano? Ma soprattutto come si fa a sparàlle tanto gròsse in uno spazio tanto miserìno?
Rimarrà un mistèro anche per te, lo so, nì frattèmpo ho timore a guardare ì numerino della data nì quadrànte dell'orologio. Un vorrèi che da qui a aprile m'apparìsse anco lì... io fossi in te, cara amica, quì maglioncino con le paillettes lo regalerèi a' poveri.
sifossifoco l'ha detto alle 18/01/2006 22:18 e te icché tu ne pensi? commenti (8)
martedì, 17 gennaio 2006
Quando si dice la comunicazione non verbale: quanti dànni hanno fatto nì mondo le bambole?
Intendiamoci, cèrto le bambole unn'hanno fatto le guèrre, né le opa o le scalate finanziarie, men che meno la politica... però hanno influenzato la società nì profondo di più di quanto si créda.
Ci pènso a vedere Fulla, la nuova bambola Islamic correct top seller in Medio Oriente e che segue Razanne, una similbarbie che aveva a corrèdo persìno ì tappetino della preghièra. Fulla gli è l'immagine della donna che lavora (fa la dottoressa) ma che non rinuncia a ì velo e non mostra mai una caviglia o un braccio ignudo, nonostante che nì corredino ci abbia jeans, borsette colorate e un monte di scarpe.
Ecco, chissà, magari la speranza di cambiare ì mondo e di migliorare i rapporti tra Occidente e Mondo Arabo, gli è un òvo di colombo che trova la soluzione in bambole e bambolòtti.
A ì posto di fare le guerre, di bruciàssi miliardi e miliardi di dollari in fosforo bianco e uranio 'mpoverito, potrebbero lanciare da ì cièlo delle bambole che rappresentino modèlli femminili un po' più evoluti dallo stereotipo dell'allattafigliòli tutta velo e moschèa: pittrice, capitana d'azienda, giornalista, premio nobel, ricercatrice, studiosa, conferenziera...
Allo stesso modo autorizzerèi anche in Occidente, e soprattutto qui da noi, un bombardamento di Barbie che rappresentino modèlli femminili un po' più evoluti dallo stereotipo divétta di provincia tutta shopping e gossip: pittrice, capitana d'azienda, giornalista, premio nobel, ricercatrice, studiosa, conferenziera...
E così farèi con i bambolòtti da maschi, regalàndo da Oriente a Occidente dei similbigjim un po' più studiosi, gentiluomini, pensatori, onèsti, altruisti, rispettosi e pacifìsti...
sifossifoco l'ha detto alle 17/01/2006 19:49 e te icché tu ne pensi? commenti (10)