giovedì, 29 giugno 2006
oggidì, su ì Firenze...
Quando un uomo è solo finisce che gli prende la voglia di farsi una lavatrice. Molti però non hanno idea di come si fa e, in assenza della necessaria manualistica, dirò qui io quanto è facile farsi una lavatrice. Una lavatrice comune, intendo, di quelle con lo sportellino davanti e lo scarico dietro. Quelle con la carica dall'alto non le prendiamo in considerazione, per ora. Per farsi una lavatrice con lo sportello davanti, come prima cosa, devi tirar fuori quello che vuoi metterci dentro. Sembra un controsenso, ma se non lo tiri fuori sarà impossibile metterlo dentro... basta seguire un po' l'istinto. Poi apri bene lo sportellino... quello davanti, perché si sa che nello scarico è rarissimo infilarci alcunché. Naturalmente ogni lavatrice ha un suo particolare modo di aprire lo sportello. Ci sono quelle che le guardi e ce l'hanno già aperto, e poi ci son quelle che ti fanno dannare. In questo caso, armati di pazienza: non succede mai che lo sportello rimanga chiuso per sempre. E' questo il tuo momento, ma se vuoi che l'esperienza si ripeta, cerca di farlo piacere anche alla lavatrice questo momento. A loro non piace affatto aprire lo sportello e poi te zipì-zipì ci infili dentro la roba alla rinfusa e scegli un programma veloce. Non si fa così. Hai visto la rotella della lavatrice? Sopra c'è scritto prelavaggio, lavaggio, centrifuga, delicati, robusti, a 90°, a 30 a 60, risciacquo. Alcune hanno persino il lavasciùga. La lavatrice le vuole fare tutte queste cose, mica una sola.
martedì, 27 giugno 2006
afa killer... torna d'attualità un vecchio post
Oh bravo Tarcisio! Siccome te l'ha detto ì telegiornale che ì càrdo ammazza gli anziani, e l'esperto di turno t'ha convinto a andare 'n farmacia e riempìtti di que' troiai che t'intasano ì fisico di magnesio e potassio e sali minerali, tu ti se' bell'e quasi tutta bruciata la tu pensioncina minima in prodotti da bànco. Convinto che l'acqua dì rubinetto un disséti abbastanza, e che frutta e verdura un ti siano più che sufficienti, tu pigli da mane a sera una bustina e una pasticca, un effervescente e una fiala. E pian pianino, con questi additivi, ì tu' corpo già stanco comincia a un capìcci più nulla: - Che me ne fo di tutto questo magnesio? - t'urla un rene (se solo tu lo sapessi ascortàre) mentre l'intestino cràsso ti s'attorciglia nell'overdose di potassio e nelle vene lo zinco già ti prepàra alla foderatura della bàra. - C'è ì cardo killer - dice la tolevisione - mòiano gli anziani! E intanto te un tu ti senti nemmén troppo bene. Anco se un barlùme nì tu' cervello, iperstimolato dalla triplice molecola: stronzio, alluminio e manganese, ti farèbbe notare che gli anziani mòiano copiosi anco in primavera autunn'invèrno, che piòva o tiri vènto, e con quarsiasi govèrno. Un tu vai regolare a ì gabinetto da quindici giorni, e l'atrofizzazione di bu'o dì cùlo ormai gli è in progress... in compenso ti s'è cristallizzata la pipì e, quando t'avvicini a ì pozzi-ginori, tu lo scartavétri pe' quarantacinque minuti ogni vòrta co' una granellìna mineràle fìna fìna. Sinché, caro Tarcisio, un tocca anco a te d'andare alla tolevisione (ma solo perché si è in estate e tutte l'artre notizie sono a ì mare): afa killer, morto anche Tarcisio. Una prèce!... diranno in languida commozione i serial killer dell'informazione.
domenica, 25 giugno 2006
Bisogna che te lo confessi. L'altra sera a ì raduno de' blog amici della viscontessa e dì sottoscritto, ci avevo una gran paura dì pericolo holigan. Temevo che la piazza Brunelleschi un ce la facesse a contenerci tutti e che le povere cameriere dì bar cadessero a terra esauste pe' ì troppo andirivieni. Invece no, per fortuna. Eravamo solo in quattromila (cinque secondo la questura). E' bastato ì semplice miracolo della moltiplicazione dì pollo e dì curry pe' sfamare le bocche, e - quello sì un vero piccolo incanto - accendere i cuori. S'è parlato di tutto, finché gli è stato possibile farlo; perché a un certo punto un rave universitario ha deciso di unirsi a noi ad aspettare ì fenomeno della prima alba dì solstizio. Ora te non ci crederai, ma a un certo punto ci si è avuto persino delle danze dì ventre e altre con fuoco, in un sottofondo di bongos impazziti. E poi, sì, in verso le tre dì mattino ci siamo esercitati nì tiro della canna, ma nessuno gli è riuscito a andar più lontano della propria bocca... si vede proprio quando manca l'esercizio. Ampie documentazioni fotografiche sono perfettamente rinchiuse dentro ì telefono d'unavolpe, la digital camera di postnormaltimes e, naturalmente, nì nostro disco rigido. update, ì post della viss
giovedì, 22 giugno 2006
allora si dice che domani sera, a partire dalle 21, ci si ritrova tutti in piazza brunelleschi a ì bar che c'è davanti alla facoltà di lettere. Chi ci ha da mangiare potrà farlo con i primi e i piattini gustosi preparati da ì bar stesso, che un mi ricordo come si chiama... chi ci ha sete e basta va bene uguale chi arriva più tardi idem chi unn'arriva pe' nulla ci ha altro da fare chi vòle google maps ecchilochi vòle bloggare in diretta, ì bar ci ha ì wi-fi gratisse 'nsomma, fai un po' te
mercoledì, 21 giugno 2006
Camminavo per i fatti miei, dopo una dura giornata di lavoro, quando un buttafuori – 180-60-90 le misure – mi si para davanti: “Di qui un si passa, c'è la sfilata di Cavalli!” Ho scoperto dunque che lo stilista calabrese s'è comprato il Ponte Vecchio, e mi chiedo con sorpresa chi gliel'ha venduto e se i fiorentini tutti non avessero avuto il diritto di prelazione. Assieme ai buttafuori — dei veri muli, anche se sul badge avevano scritto cavalli — c'erano anche dei carabinieri in atteggiamento evidentissimo di servizio al cittadino. Così ho fatto la proposta: “O mi fate attraversare il ponte e andare a casa, o mi metto a urlare come un pazzo e vi canto un rap di moccoli a colonna sonora della vostra sfilata di brubbrù". (cafoni vestìti a festa, ndr)M'hanno fatto passare. Anzi, m'hanno accompagnato. Un carabiniere di qua e uno di là. Molto gentili, peraltro, anche se regrediti da custodi della legge a stallieri. Gli ho spiegato, tra una scenografia di botti da vino (barrique francesi, peraltro, che a Firenze ci son dall'altro ieri) di come in città, già nel '400 c'era gente più raffinata d'un sartino del superègo, e di come seicento anni orsono si facessero i primi calcoli astronomici invece che occuparsi di commerci di mutande e mussoline. E, infine, di come un vero principe si sia fatto costruire il corridoio vasariano apposta per non incontrare i cafoncèlli. Lì sul Ponte Vecchio appena messo in saldo da una città che, non avendo testa, memoria e personalità le tiene strette in tasca. Update del giovedì: oggi un post anche su Il Firenze, pag. 6
Oggi ci ho l'afflàto poetico... e canto, canto, canto che son pazzo pazza è la mi' mamma che m'ha fatto pazza la mi' nonna e la mi' zia pazza è tutta quanta la mia gente pazzo è chi mi ascolta e chi mi sente
lunedì, 19 giugno 2006
venerdì 23 corrente mese, in concomitanza co' ì pitti pride (altro che torino!) la viscontessa vuol fare una rimpatriata di blogger pe' un aperitivo o una pizza. Io ho naturalmente aderito, in attesa di sapere luogo e ora precisa. Siccome a un appuntamento così ci vorranno venire proprio tutti, eccovi due dritte: in treno da milano eurostar delle 17 in punto in treno da potenza centrale rapido più eurostar delle 10.03 in treno da lugano (svizzera) eurocity + eurostar delle 15.48 in aereo da parigi (francia) con air france delle 16.30 in aereo da bruxelles con alitalia meglio partire alle 14 in punto in aereo da monaco con lufthansa alle 14,15 in aereo da barcellona con meridiana alle 15.40 in aereo da madrid con meridiana alle 16.10 in aereo da amsterdam via pisa con transavia alle 14 in punto in aereo da helsinki via pisa con finnair alle 10 in punto in aereo da tirana via pisa con albatros airways alle 16.30 da pisa aeroporto a firenze in treno alle 17.53 in aereo da toronto via roma con air canada alle 11.10 in aereo da tripoli via roma con libyan arab airlines alle 11.15 in aereo da new york via roma con delta airlines alle 8.15 Sì lo so che per molti nostri affezionati lettori un sarà semplice, ma si spera di vedervi tutti, come l'anno scorso...
domenica, 18 giugno 2006
Dopo l'operazione sirene per il sire un si parla d'altro: ì principe, pur non riuscendo quasi a chiudere occhio, gli è cascato da ì letto. Bisogna prenderne atto, certi nobili (fortunatamente non tutti) ci hanno proprio una marcia in più. Tu lo vedi subito che sono originali... con tutta la gente che va a finire in carcere ogni giorno, un s'era mai sentito dire che uno cascasse da ì letto a castello. Ciò che certi profani di giornalisti unn'hanno capito (forse perché un frequentano gli ordini giusti, o si son dimenticati di dire) gli è che ì Savoiardo, un percepèndo la differenza tra ì letto a baldacchino e quello a castello, scambiando il secondo per lo primo, voleva fare atto di protesta e tentare il suicidio dal punto più alto della cella. Capirai che, in quest'ottica, non solo appare meno istupido il principe, ma financo l'òmo. La situazione è dunque grave, come puoi dedurre. Pe' ì rischio d'inquinamento delle indagini, fino a ì primo interrogatorio, che avverrà martedì, a ì principe un gli hanno fatto vedere nessuno di famiglia. Ma che cattivoni eh? In compenso però l'hanno fatto parlare con certi politicanti dai riflessi pronti (io però, fossi stato in lui, avrei accettato visite solo da ì cardinale in su... giusto per mantener la forma) che subito si sono scappellati chiamandolo Sua Altezza. Un ti pare logico che ì Savoia la sia montato su' ì punto più alto della cella? Da lì, se doveva dire qualcosina a qualcuno di famiglia, poteva farsi intendere meglio. Ma poi, rendendosi conto che que' politici non solo unn'intendevan nulla di monarchia, ma nemmeno di democrazia, e che quindi non servivano realmente a nulla, ha preferito buttàssi giù dalla branda più alta. Nella speranza, se non proprio di morire, di rintronàrsi almeno un po', essendo il vermouth praticamente sconosciuto lì a Potenza.
giovedì, 15 giugno 2006
C'è una sola cosa che m'interessa della politica. Quando tocca quì punto in cui smette d'esser politica pe' diventare qualcos'altro. Piglia a esempio la storia italiana degli anni Settanta. A un certo punto la politica ha deviato e gli è nato ì terrorismo... prima l'autonomia operaia e poi le brigate rosse. Insomma un casino. E oggi, secondo me ci risiamo. Piglia a esempio Bossi Umberto, il senatur. Gli è talmente tanto agitato sulla devolution che già annuncia: vie non democratiche per cambiare! Va a finire che sulla scia di questa devoluzione nasceranno le brigate rozze.
mercoledì, 14 giugno 2006
Nell'indimenticabile shakespeariano dialogo tra Amleto e Ofelia si legge pressappoco: <<Indove gli è il tu' babbo?>> <<A casa, oh mi' signore>> <<Bene, che ci stia, in modo che l'istùpido possa farlo solo a domicilio>>. Icché, introduce in qualche maniera la questione della stanza del buco proposta da ì ministro pélla solidarietà sociale Paolo Ferrero. Un so se te sei d'accordo, ma io, visto come va ì mondo attorno a noi, proverei a introdurre una stanza indove un far nulla di male sotto stretto controllo medico. Dappertutto tu poi fare ì pazzo, ì maleducato, l'incivile, ì cattivo, ì furbetto e puoi anche imbriacarti, drogarti, rubare, ecc. e poi, quando la tu' azione un porta nessun degrado civile, ti chiudi dentro la stanzina. Entri, e sotto controllo medico magari ti leggi un libro o ti fai un sonnellino... così se vai in overdose c'è chi ti salva.
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