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paréa mota... unn'era   (anonimo toscano)
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venerdì, 29 settembre 2006
tsunami in centro firenzeÈ andata così. Uscivo con du’ borse della spesa da ì piccolo supermercato dietro casa. Una delle borse urta contro la ròta d’una bicicletta parcheggiata a reggipedàle su’ ì marciapiede, e la bicicletta casca. Ma un casca in terra, bensì su una donnina talmente traballante che rovina (lei sì) subito in terra invadendo la carreggiata. Sopravveniva una motorétta che, nello scansare la vecchietta (che intanto tra un ohiohi e una madonninasànta la s’era tirata su) graffia quelle sette o otto macchine parcheggiate prima d’andassi a schiantare in pieno nì cassonetto dì sudicio. Ì cassonetto dì sudicio, su quelle su’ ruotine, parte dritto verso l’incrocio (indove ci sarebbe lo stop) ma prima di raggiungerlo s’intraversa per la via colpendo dritto nella zona lombare un signore distinto che portava a spasso il cane. Vedendo il padrone lamentarsi tanto forte a terra, ì cane (un pastore maremmano) s’è spaventato un monte, ed è fuggito a razzo abbaiando come un pazzo. Sull’angolo, un sapendo un cane innervosito guardare di lì e di là prima dell’attraversaggio, gli è finito sotto le ruote dell’ape di un imbianchino che procedeva, come normale, su tre ruote, s’è pericolosamente inclinata su due prima di rovesciassi definitivamente su ì marciapiede (pe’ puro caso deserto) urtando contro ì palo, piuttosto deboluccio, che règge ì segnale dì divieto d’accesso. Ì palo s’è piegato subitaneamente, ostruendo la corsìa talmente all’improvviso che ha disarcionato un centauro motociclista privandolo d’una Guzzi che sarebbe anche stata notevole se unn’avesse continuato a procedere, lanciatissima e senza alcuna guida, in verso l’uscita dì santissimo rosario della chiesetta lì di presso, provocando un fuggifuggi generale da slogarsi le caviglie. Infatti, una delle donnine pie, ha perso ì controllo d'un di que' carrellìni portaspesa, ì quale, ripieno d’una bottiglia d’olio di litri cinque infrànta nell’urto, ha unto una larga porzione dell’incrocio. Questo, regolato da un semaforo fortunatissimamente rosso in quel momento, ha regalato giusto qui pochino di respiro che ormai pareva finito tutto. Sennonché eccoti l’ambulanza a sirena d’urgènza che, fattasi qui pochino di largo, sgomma sulla chiazza d’extravergine e scùla in un testacoda storto e improvvisato procedendo a schizzo in direzione opposta. La malamanovra ha provocato l’apertura dì portellone dietro e la perdita dì barellìno, semiparalitico munito, e d’una bombola d’ossigeno che, esplodendo (non al primo, ma al terzo rimbalzo) immediatamente ha provocato la rottura d’un vetro di portafinestra, al primo piano. Non avendoci l’assicurazione privata pe’ danno civile, ho tirato un sospiro di sollievo vedendo sopraggiungere ì padrone della bicicletta dell’inizio e prontamente rialzàlla pe’ andarsene. La donna ormai ripresasi, ha incolpato lui di tutto icché era successo, spiegandone (ma si fa per dire) a du’ carabinieri di quartiere sopraggiunti in qui momento, fortunatamente a piedi. Oh, non ci crederai, ma la bicicletta era rubata!
sifossifoco l'ha detto alle 29/09/2006 13:16 e te icché tu ne pensi? commenti (21)
giovedì, 28 settembre 2006
serial killerAdesso ne sono certo. La mia vicina di casa è una serial killer. Un'assassina dell'ambiente. L'ho vista fare le pulizie, sono stato a casa sua e ho aperto l'armadietto dei detersivi. Tu non hai idea di cos'ha lì dentro. Un arsenale chimico non convenzionale. Per pulire un bruscolino sul fornello è capace di usare tre armi alla volta, dai nomi che ricordano le grandi battaglie della storia: da Pearl Harbour in avanti. Dietro ognuna di queste armi, naturalmente, ci sono scritte in piccolissimo istruzioni e avvertenze sulle quantità da usare, che sono infinitesimali anche se la confezione è formato reggimento: 36 litri al prezzo di due! Ma la mia vicina, quando si tratta di tenere gli ambienti di casa sua perfettamente puliti, non sa leggere. Una pasticca di ipercloruro monosodico sadico ogni mattina nel water, spray respingipolvere alle nanopolveri di uranio per mobili in plastica, cére autoflottanti a effetto antique per i legni masselli, atomi di iperidrato di manganese per maniglie e argenteria, perossido antibatterico a effetto ritardante per gli accessori in acciaio, pentole escluse. E ciò che avanza, giù negli scarichi, dove da un pezzo annega ogni civiltà, ogni buonsenso. Perché, del resto, quella contro lo sporco è una guerra vera. E quando si combatte non si sta certo a dosare il misurino ogni cinque litri d'acqua. Poi dovresti vedere che attenzione a mettere nel sacchetto giusto il riciclo della carta, quasi fosse una nuova saponetta per lavarsi la coscienza.
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sifossifoco l'ha detto alle 28/09/2006 00:08 e te icché tu ne pensi? commenti (8)
giovedì, 21 settembre 2006
affreschi imbrattano firenzeSì, lo confesso: rispetto all'arte sono ignorante. Mi piacerebbe, ad esempio, poter dire che il nuovo affresco alla stazione di Santa Maria Novella è bello, anzi bellissimo. Invece non riesco. Non mi riesce nemmeno ricordare il cognome dell'artista (uno dei migliori, credo: acclamato a Empoli come a Lamezia Terme) né di quel critico sempre un po' iracondo che una volta faceva audience in televisione e che dirà – immagino – che l'affresco è un capolavoro e l'artista un genio. Rammaricandosi, perché no, di non averne mai inserito il nome nei diversi libri di storia dell'arte che formano la cultura di quelli come me. Mi ricordo, piuttosto, che la stazione è di Michelucci, e che è stata concepita talmente all'avanguardia da potere, dopo tanti anni, ospitare agevolmente anche altre arti, oltre alla sua. Con tutta probabilità la gente come me capirà questo affresco solo tra qualche anno, se eventualmente le cronache ne riparleranno. Del resto l'arte contemporanea ha questa contraddizione: l'esser capita solo a posteriori, dal popolo ciuco. Intanto, come capita con molte cose che si vedono in città, registrerò l'opera solo con la rètina, rallegrandomi della consolazione dei semplici: poteva andare peggio. In fondo è meglio un genio incompreso che un tizio comprensibilissimo, così com'è meglio che Comune e Grandi Stazioni diventino mecenati in casa propria per settanta metri quadri d'arte contemporanea, piuttosto che batter cassa per altrettanti metri di vecchia pubblicità ... su il firenze
sifossifoco l'ha detto alle 21/09/2006 10:02 e te icché tu ne pensi? commenti (33)
giovedì, 14 settembre 2006
giornali di quartiereQuando si parla di soldi pubblici, trovo che i meglio spesi siano quelli per i giornali di quartiere. Come potrebbero, un quartiere e i suoi abitanti, riuscire a vivere senza certe importantissime notizie? La città intera si trasformerebbe in una giungla d’ignoranza. Il giornale di quartiere lo si nota subito, nella cassetta della posta, assieme alle bollette da pagare e alle offerte dei supermercati, dunque è sempre una gradita sorpresa. Sopra ci sono fotografie di gente che non hai mai visto, né sai chi siano, con didascalie minutissime che ti informano della loro importanza, quasi sempre cruciale, nello scenario appena leggermente al disotto delle tensioni in Medio Oriente. Leggendolo, ti allarmi anche un po’. Hai creduto fino ad oggi che certe cose andassero male per colpa del governo, invece devi ricrederti. Nell’impatto con il linguaggio da politburo, ti accorgi di non aver mai considerato il governo locale, il sottogoverno locale, la commissione delocalizzata, e poi persino quel servizio di stasatura canali in terza pagina. Come la migliore letteratura, il giornale di quartiere può cambiare per sempre la tua visione della vita. La prossima volta che piove, ad esempio, puoi lasciare in pace il governo. Se si allaga la strada e il marciapiede è sempre sporco di m… all’assessore competente fischieranno meno le orecchie. Il giornale di quartiere è il sinonimi e contrari della democrazia partecipata. Cambierei solo la carta: troppo liscia per pulire bene i vetri.
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sifossifoco l'ha detto alle 14/09/2006 09:16 e te icché tu ne pensi? commenti (11)
mercoledì, 13 settembre 2006
fashion budgetDall'altra parte dell'oceano, si sa, son sempre tre passi avanti a noi, e ì successo dì prossimo inverno gli è ì budget fashionista! L'ha scritto Katryn Finney per Random House, e gli è un libro che davvero è destinato a cambiare la vita di chi lo leggerà. How to be a budget fashionista è uno di quei tomi che andrebbero scritti anche qui da noi. Non tradotti, ma scritti: centellinati parola per parola. Perché essere splendide spendendo niente è il sogno di tutte. La controtendenza rivoluzionaria a queste rivistacce che già nelle prime tre pagine ti ci schiaffano sette o ottomila euro di inguardabili guardaroba confusi in una deriva mentale allarmante. La mia impressione gli è, però, che nell’esercito di giornaliste, blogger, stenografe sotto dettatura e wannabe votate all’irragionevole obbedienza all’opportunità, un ce ne sia nessuna in grado di scrivere un librettino così. O no?
sifossifoco l'ha detto alle 13/09/2006 12:04 e te icché tu ne pensi? commenti (14)
lunedì, 11 settembre 2006
ground zeroOggi, pélla tre o quattromillionèsima volta, son cascate le torri gemelle. A dir la verità gli è già qualche giorno che cascano e che annunciano che ricascano. Io credo che queste torri gemelle debbano cascare definitivamente. A forza di rimetterle in piedi e ributtarle giù si stanno facendo troppi morti!
Così si rischia di morire anche noi, se non di noia (che alla fine unn’è educata) d’ansia. Mi sembra che, dopo cinqu’anni, queste torri gemelle siano state spremute fino all’osso, moltiplicate all’infinito, in un gioco di specchi tutti sudici. In America c’è già una nuova generazione in crescita tutta di vigili dì fòco e quelli più grandicèlli son già tutti marines. I giornalisti poi l’hanno ‘mparata a memoria la sequenza: primo aereo, secondo aereo, ì crollo, la polvere… ci stanno sfracellando i coglioni. Pensa te c’è una bambina che ancora scrive a ì babbo morto: papà, oggi son stata brava a scuola. Ma che bella bambina americana! Parrèbbe quasi che – in tutto ì mondo – di bambina ci sia altro che lei e di babbi ne sia morto solo uno, quello del buon senso.
Sono scandalizzato da questo ground zero delle chiacchiere che dimentica di dire la cosa più importante: che le tante bombe tirate (a chi, poi? Ai cattivi di sicuro!) son tutte gravide, e che ciò che sta crescendo, anche con il nostro permesso, non saranno né pompieri, né giornalisti, né marines. Un po’ come alla nostra generazione ì tedesco, non credi?
sifossifoco l'ha detto alle 11/09/2006 14:28 e te icché tu ne pensi? commenti (13)
giovedì, 07 settembre 2006
acquafunSono per la libera concorrenza dell'acqua. A mio avviso, il cittadino dovrebbe avere il diritto di scegliere quale acqua acquistare dal rubinetto, visto che si paga. Non sarebbe carino, ad esempio, prendere dei bagni estivi con l'acqua di mare? Un idromassaggio con acqua frizzante e povera di sodio? Naturalmente ci vorrebbe un tariffario ben congegnato, un po' come accade nella telefonia. Se vuoi fare un bidet d'acqua termale pagherai di più di chi si accontenta dell'acqua piovana, e il sabato gargarismi per tutti a metà prezzo. In un prossimo futuro tutta l'acqua uscirà dal rubinetto, a scalare d'importo, ricarica online. Le bottiglie di plastica saranno finalmente proibite (l'acqua di casa è buona, assaggiala) occorreranno concessioni speciali per le grondaie e sarà posta una limitazione per i giardini privati che non abbiano posto teli speciali impermeabili per respingere la pioggia, che essendo cosa pubblica costerà, ma meno della rugiada e della condensa. Si pagherà un biglietto per guardare l'Arno e forse pochi potranno permettersi una vacanza al lago, per non parlare del mare. Una semplice boccata d'aria costerà più o meno, a seconda dell'afa, e ci sarà una commissione apposita, tecnico-politica, per il controllo del ciclo dell'acqua, onde evitare lo sfruttamento selvaggio delle nuvole, divise in bianche, grigie e nere. Per il 77% d'acqua che portiamo nel corpo, non c'è problema: pagheremo una tantum, secondo il peso, ed esporremo il tagliando.
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sifossifoco l'ha detto alle 07/09/2006 11:25 e te icché tu ne pensi? commenti (11)
mercoledì, 06 settembre 2006
mistero buffoDopo i segreti di Fatima, il mistero buffo: il santo padre assomiglia a Dario Fo. Un c'è di che scandalizzàssi - ha affermato - entrambi si è vècchi attori, anco se a me dì Nobel un m'interessa nulla!
Interpellato su ì caso, Fo ha dichiarato: sì, bellino, ma io a differenza di lui preferisco i dialètti a Dio.
Scettico Anthony Hopkins: ì copricapo è uno di quelli scartati da Hannibal quando si nascondeva a Firenze.
Tremendo invece ì giudizio del mondo politico e dello spettacolo: l'ex premier ha ricordato come la mise papale sia un remake più raffinato (ma solo perché più ricco) della bandana a disegni cashmere. Quell'uomo ne sa una più del diavolo!
Nessuno, nella stravaganza, sembra aver afferrato il messaggio sublimato: si tratta della più straordinaria apertura della Santa Sede verso le coppie di fatto. Un primo passo, dunque, e doble.
sifossifoco l'ha detto alle 06/09/2006 15:09 e te icché tu ne pensi? commenti (12)
lunedì, 04 settembre 2006
c'è del marcio in pomodoroOra che la risoluzione ONU dì Libano gli è stata fatta ce n'è da fànne un'altra: una forza multinazionale pélla raccolta di' pomodoro, lì nella media Italia... Campania Saudita insìno alla parte Sunnita delle Puglie. Pe' combattere la piaga della schiavitù nei nostri campi di sterminio della ragionevolezza, Kofi Annan ha richiesto sette/ottomila uomini della cooperazione internazionale. Il Marocco, il Senegal e la Moldavia già pronti a inviare truppe a basso impatto, praticamente invisibili ai radar della politica dei salotti.
Il fenomeno non riguarda noi di Ceppaloni, ha dichiarato Mastella, da anni clemente del paese; mentre D'Alema si guarda bene, dopo le recenti foto su Chi (il quotidiano scandalistico nato da una costola del Che) di farsi fotografare abbracciato a un Iesciallà (iesciallòco, se vicino... il caporale camorrista, ndr).
Il ministro Bersani, della task force che non si occupa del fenomeno, è impegnato in un braccio di ferro per la liberalizzazione della raccolta del pomodoro san marzano e perino, mentre già si teme uno sciopero della camorra e che i dirigenti della Coop vadano direttamente nei campi, raccogliendo il prodotto al 35% in meno dei clandestini che da sempre monopolizzano il mercato. Rutelli, nel frattempo, si è espresso contro la raccolta estiva del pomodoro: puntiamo a un pomodoro delle grandi intese - ha detto - maturo in novembre e irrestringibile in lavatrice. Lotta invece Veltroni sul fronte editoriale, di prossima uscita per i tipi di Rizzoli: c'è del marcio in pomodoro, plaquette scespiriano-comico-cinematografica di un'infanzia al sugo, nel peccato capitale del siamo alla frutta che rutta.
sifossifoco l'ha detto alle 04/09/2006 15:00 e te icché tu ne pensi? commenti (7)
venerdì, 01 settembre 2006
padoana che schioppa!I’ tema centrale di questo ulteriore governo, nato coi saldi dell’estate, gli è lo sconto! Prima lo sconto di pena sui reati, ora lo sconto sulla finanziaria… gli è naturalmente scontato anco che la gente ci creda, come no?
Pe’ dire, cinque miliardi in meno, si sentan tutti eh? Icché mi chiedo io gli è su icché! Dice che i conti dello Stato, l’anno scorso e quelli prima, gli eran stati completamente disastrati: allora, a logica, ci volevan cinquanta miliardi in più, no? No, perché noi si è più bravi di quegli altri: ti si allarga il cuneo, poi si restringe la forbice e zac! Senti come la padoana schioppa? E noi, in coro: minchia, che sollievo!
Cinque miliardi in più per le tasche, oh… dimmi, chi te li aveva promessi mai dopo ì gatto e la volpe (scusa, eh?) d’Arcore e Collodi? E meno male che s’era sentito dire: niente sconti! Pagherete caro, pagherete tutto!
Io un son punto diméstico con l’economia, men che meno con la matematica: ma se tu sei a far debiti che un si pagano e un s’estinguon mai, che te ne frega di cinque miliardi che non hai? Che furbàstri: ecco perché prima lo sconto di pena!
sifossifoco l'ha detto alle 01/09/2006 09:41 e te icché tu ne pensi? commenti (17)