giovedì, 30 novembre 2006
 Stamani, verso le nove, all'angolo della strada di casa mia, l'ho rivisto dopo un monte d'anni. All'epoca aveva solo qualche anno più di me, un ragazzo, uno che combatteva per la dittatura del proletariato. Il cespo di capelli neri s'è fatto più sale che pepe, la pancia prominente, la faccia (nonostante un po' di pappagorgia) sempre la stessa.
- Sarai contento - gli dico io - il sogno s'è avverato!
Ma lui non capisce.
- Sì - lo incalzo io - la dittatura del proletariato!
- Povero anarchico - risponde lui - non ti sei accorto che il mondo è cambiato? La nostra gente, no, non esiste più.
Lo guardo e mi fa quasi pena. L'immaginazione corre all'ultima manifestazione: 1977 o giù di lì... è ora, è ora, potere a chi lavora! Eravamo fianco a fianco. Io in quell'occasione coniai lo slogan "faremo più rosse le nostre frittate, con le uova stra-paz-za-te". Mi divertiva l'idea d'una rivoluzione, possibile, almeno nella gastronomia. Lui, non se ne ricordava più. Il fascio dei giornali sotto il braccio: l'unità, liberazione, il manifesto, repubblica. Io solo Vanity Fair. Lo guarda con una piega amara delle labbra: non ha capito che oggi la rivoluzione sta nell'elastomero flessibile, nel polipeptide di collagene. La sera, prima di addormentarsi, riflette su padoa schioppa, forse si eccita pensando alle cosce della melandri.
- Ma come, non sei contento? La dittatura del proletariato!
Non fosse diventato pacifista, politicamente corretto, opportunamente ricollocato, giuro che m'avrebbe steso con un cazzotto, m'avrebbe forse anche sparato.
Invece non c'è stato nessuno spargimento di sangue. Il proletariato oggi comanda davvero, detta i gusti, partecipa collettivamente all'economia miù-miù, fa già da molto tempo la tivù. Consuma champagne, mangia ostriche, è padrone di se stesso, esercita con diritto il proprio destino. Ha le chiavi di ogni stanza dove si esercita il potere. Con la cultura, l'informazione, lo spettacolo, è culo e camicia. Lascia perdere se la camicia non si nota, il proletariato oggi fa quel che vuole. Tutto ciò che (per forza) si vede e si rivede.
- Che pezzo di merda - mi sussurra lui - hai ragione tu!
- Son sempre stato il più furbo, tra noi due - gli ricordo io, non senza una punta d'orgoglio.
Poi, non so perché, ci siamo abbracciati e salutati. Non come si faceva un tempo, questo no, come si fa oggi. Il cotone degli eskimo e i denim, sostituiti dai tessuti tecnici e i velluti, come dittatura comanda. Nell'ultimo sguardo fugace avevamo gli occhi un po' umidi. Colpa del vento ghiaccio di stamani. Poi per fortuna è passata una in minigonna e stivaloni. L'A cerchiata sullo zaino. Le cuffiettine bianche dell'Ipod a nasconderle la linea delicata delle orecchie appena sottolineata da un tatuaggio gotico. Occhi spenti, persi nell'infinito singolare. Niente calotta cranica. In mano il sacchettino colorato del trentesimo anniversario d'Intimissimi. Una del popolo, insomma. Sculettava un po' a destra, ma questo è un particolare insignificante.
mercoledì, 29 novembre 2006
 Sta arrivando il Natale, accompagnato dal solito carosello di shopping, pranzi, luminarie e allegria. Spesso, anche da stress, tristezza, traffico e portafoglio che piange. Nell'uno e nell'altro caso il piatto forte delle feste diventa l'evasione, il viaggio. Un momento per ricaricarsi dall'anno trascorso e fare il pieno di energia per il prossimo.
Per chi è indeciso oppure ha margini e desiderio di farsi "corrompere" dalla destinazione scelta, ecco alcune idee e mete di viaggio stuzzicanti per tutti i palati. Gli amanti delle emozioni forti potranno ad esempio scegliere il Nepal, dove in questi giorni i caschi blu stanno cercando di mettere in riga i ribelli. Chi cerca anche occasioni di cultura e svago non potrà resistere al fascino delle epidemie dello Sri Lanka, dove le febbri virali hanno già fatto fuori cinquemila persone. I patiti dell'avventura troveranno pane per i loro denti in Afganistan, dov'è in corso la crisi dell'acqua, oppure Tonga, dove i tumulti stanno letteralmente devastando la capitale.
Anche chi desidera rilassarsi e coccolarsi verrà soddisfatto, con soggiorni goduriosi in Palestina, Libano o Iraq, zone ormai sottocontrollo dove tutto fila liscio. E i pantofolai a oltranza? Perché non starsene in panciolle sopra un caratteristico carretto di sfollati nel sud della Colombia, fino ad addormentarsi e risvegliarsi dopo un rilassante tragitto, magari tra i rifugiati talebani del Waziristan?
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ULTIM'ORA

Britney Spears divorzia, e anche Carmelina Melliflua. Entrambe le ventiquattrenni avevano sposato l’uomo sbagliato. Il marito di Britney, Kevin Federline, un giorno che Britney era andata a trovare la famiglia a Kentwood, in Lousiana, ha conosciuto la pornostar Kendra Jade e ci ha passato la notte insieme. Il marito di Carmelina, invece, Giuliano Perpsicace, un giorno che la moglie andava all’ospedale a abortire, ha conosciuto Samanta Lazoccola e ci ha passato qualche ora in macchina, in una strada appena fuori il paese. In America tutta Hollywood si chiede: ora che Kevin è tornato single, farà coppia fissa con Kendra? In Lombardia mezza Abbiategrasso si chiede: ora che quella disgraziata di Samanta è rimasta incinta, abortirà pure lei?
martedì, 28 novembre 2006
 Preparati perché a febbraio, al supermercato, ci sarà la coda. Tutti vorranno "essensis" il primo yogurt di bellezza. Derivato dalla vacca, ma dopo due anni d'attenta ricerca su quel fenomeno ancora mezzo inesplorato che sono i fermenti lattici, il nuovo yogurt è il primo ad essere paragonabile a un cosmetico. Al posto di spalmartelo sul viso, puoi anche mangiarlo: t'idrata la pelle, rafforza l'autostima e forse ti spiana pure qualche ruga.
Io m'immagino milioni di vacche più contente di poter finalmente produrre fermenti lattici meno banali rispetto ai soliti regolatori di cacca. E poi immagino milioni di consumatori e milioni di cucchiaini roteanti nelle allegre ciotoline di plastica. Da questo desumo che ho un'immaginazione Danone.
lunedì, 27 novembre 2006
 Il mestiere più invisibile che c'è (e anche il più sporco) è il netturbino del tempo. Uh, sapessi quanti ce ne sono!
Ti svegli al mattino e ti hanno già spazzato via l'ieri; passa la giornata e ti accorgi che si son portati in discarica anche il domani. Unica concessione è il presente, a condizione che ti sbrighi, se no finisce che ti ritrovi nella spazzatura pure te.
Piglia per esempio l'informazione, i giornalisti: ne conosci uno che sappia scrivere un rigo sul domani? Prendi i dottori, gli uomini di chiesa, i filosofi: credi che scommetterebbero qualcosa a loro caro sugli avvenimenti del prossimo anno? Infine prendi gli storici, gli archeologi, i politici: credi che conservino qualcosa del passato se non il poco (e ben deterso) che serve al momento?
Dei tre tempi che formano l'umano ce ne rimane solo uno: il presente. Un tempo difficile, certo, e ingannevole senza gli altri due: memoria e utopia. E tanto rapido che spesso non ci puoi far niente.
Così sei come uccello quando è stagione di caccia: ti va già bene se riesci a volare... e i più ganzi, com'è ovvio, volando, riescono persino a cacare.
venerdì, 24 novembre 2006
 Come dire che non è diverso? Anoressiche moribonde occidentali e denutriti moribondi oltre le colonne d'ercole del supermercato all'angolo. Come spiegare che ambedue sono il prodotto (defecatio) del nostro (s)porco mondo, in cui la gente è solo una statistica asservita all'innominabile qualcosa, che poi si sa tutti qual è... come in Harry Potter.
Le brutte scorie di una modalità di cultura che non ha umanità (non collettivamente) ecco cosa sono. Scorie. Come l'ipocrisia con cui se ne parla un po' dappertutto (ma solo delle prime, le mannequin) finché il trend dei pecoroni règge l'audience. Sul corsera, alla tv, sui rotocalchi: è colpa dell'immagine (dàgli al fotografo)... è colpa della moda!
Infatti: è proprio colpa della moda. Quella che va oltre il vestitino buono e che non si vergogna alle ginnastiche della lingua per i salotti di coiffeurs pour dames da cui non ci si sottrae più.
Le nostre belle bambine floride, sono a rischio... e i figli degli altri cazziloro, prendessero la pillola quelle mamme lì... che non sono quasi umane, oppure lo sono eccome, sorelle e fratelli in Manitù... augh!
Eppure ognuno ha le sue pillole: quanti antidepressivi proprio qui, in italì?
Tu dici che c'è differenza, eh?
Una differenza di governo, certo. Ora il nostro parlerà con gli stilisti e ci proteggerà... à,à,à. E domani tutto bene. Una giornata magra come tutte le altre. Solo un po' di occhiaie. Per ora.
giovedì, 23 novembre 2006
Grazie al Principe Carlo Diary per il link, credo mi abbia notato Camilla su Grazia...
 Fratelli a Scampìa
Camorra s'è desta,
Del furto con scippo
S'è cinta la testa.
Dov'è Mergellina?
Le porga la droga,
Ché schiava di Naples
Iddio la creò.
Spariamoci a moorte
armiamo le scorte
Camorra chiamò.
Noi siamo da secoli
latitanti ed evasi,
Perché camorristi,
Perché ricercati.
Raccolgaci un'unica
cosca, una speme:
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò.
Spariamoci a moorte
armiamo le scorte
Camorra chiamò.
Spariamoci, odiamoci,
i soldi, e il potere
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far monnezza
violenza e schifezza:
collusi al senato
Chi vincer ci può?
Spariamoci a moorte
armiamo le scorte
Camorra chiamò.
Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Gragnano,
e ogni maschiaccio
Ha pistole alla mano,
I bimbi rubizzi
Si chiaman scugnizzi,
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Spariamoci a moorte
armiamo le scorte
Camorra chiamò.
Ammanchi che piagano
Le strade svendute:
Già l'pollo italiano
Le penne ha perdute.
monnezza d'Italia,
Il sangue romano,
Bevé, col campano,
Ma il cor le bruciò.
Spariamoci a moorte
armiamo le scorte
Camorra chiamò.
mercoledì, 22 novembre 2006
 Io non so se ci hai fatto caso. Ma appena andato via Napolitano là dal Vaticano, subito hanno sentito l'esigenza di accogliere anche il signor Dossier.
Il signor Dossier è una figura retorica, come l'uomo qualunque o la signora Maria. Ce ne sono a ogni angolo, in abbondanza. Occorre dunque fare dei distinguo, tra quei signori Dossier che possono essere ricevuti in Vaticano e gli altri signori Dossier che non possono essere ricevuti da nessuna parte. Il signor Dossier si presenterà appena un gradino sotto il soglio di Pietro, tutto vestito di nero, ad esempio... e il nero non a tutti i signori Dossier sta benissimo. Poi c'è la chincaglieria: corone, bracciali, spillette, collane, fasce... non so mica se è il caso con questo signor Dossier qui.
Infine c'è la questione del protocollo: il dossier si inginocchia e bacia l'anello? Oppure rimane ritto in piedi e non bacia alcunché? Si prostra? Non si prostra?
Insomma, al solito, tanto casino per niente... era meglio se il signor Dossier rimaneva segreto, secondo me.
martedì, 21 novembre 2006
 Oggi è la festa dell'albero 2006. Una festa in cui - ti stupirà - gli alberi sono solo un pretesto e non se ne accorgeranno nemmeno. Perché ciò che si festeggia davvero è l'intelligenza, l'intelligenza degli ambientalisti. Dunque è l'ennesima festa dell'intelligenza, che qui in italy si festeggia tutti i giorni, e più volte al giorno. Gli ambientalisti naturalmente sono i più intelligenti di tutti, anche se a me hanno sempre dato l'idea di essersi ambientati poco, comunque. L'organizzazione scenica, però, è prodigiosa... figurati che c'è pure un pdf stampabile per permettere ai ragazzini delle scuole (i futuri intelligenti come loro) e ai maestri (intelligenti, perché lo dice la parola stessa) di attaccare etichette di dedica su tutti gli alberi a disposizione. Naturalmente il pdf non si stampa sulla carta normale, ma su quella ecologica, fatta con gli avanzi dell'intelligenza di questi ambientalisti. Così come l'idea stessa di utilizzare la stampante è qualcosa di ambientalisticamente avveniristico. Poi c'è di più: pianteranno gli alberi. Alberi di alloro, quindi siepi. E tutti quelli che pianteranno arriveranno dalla provincia di Ascoli Piceno (gemellata quest'anno per intelligenza). Si pianteranno a Trento e Bolzano, sul Piave e fors'anche a Pantelleria. Tanti begli alberi di alloro per festeggiare l'idea stessa di albero, che se lo immagini, lo vedi proprio d'alloro. Dice che ne vogliono piantare un miliardo di questi alberi intelligenti, finanche nel Borneo. Io invece agirei per sottrazione. Non romperei i coglioni agli alberi, e ci pianterei direttamente gli ambientalisti lì nell'amazzonia. E procederei oltre, nell'unico vero ambientalismo: eliminare il superfluo, l'inutile!
lunedì, 20 novembre 2006
 Dopo Giorgio martire di Lydda, Giorgio di Antiochia, Giorgio di Suelli e Giorgio il Chozibita, finalmente il vero miracolo della trasformazione: da San Giorgio a Cremano a Giorgio Napolitano in Vaticano. Oddìo, più che di trasformazione parrèbbe una nuova resurrezione. Chi voleva un papa nero se l'è ritrovato rosso e chi pensava a un Presidente della Repubblica finalmente rosso s'è dovuto accontentare del nero di sèmpre.
la battuta migliore del colloquio è stata quando il Santo Papà ha detto:
- Ciòrgio, il komunismo è morto, e anke il vostro Mario Mèrola!
- Papà - ha risposto in napoletano l'inquilino in quirinale - era accussì giovane ancòra... un vero padre della sceneggiata napoletana. Avete visto quanta fòlla al funerale?
(foto corsera, marsina presidenziale MiuMiu con inserti Vismara, Bijoux Pianegonda, abito talare I Santi, Spilla portacipria modello Quirinale prodotta da Avon in serie limitata e numerata)

ancora con queste ragazze fino a mercoldì...
giovedì, 16 novembre 2006
Ok, qui!
mercoledì, 15 novembre 2006
Amo la patata, e allora?
lunedì, 06 novembre 2006
dal 15 al 22 novembre, ci s'incontra su grazia... vieni a farmi compagnia?
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