SiFossiFoco
paréa mota... unn'era   (anonimo toscano)
Gente che gli è passata di qui:
*loading*


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami






Get Firefox!
giovedì, 28 dicembre 2006


Ogni volta che Beppe Grillo ne inventa una delle sue avverto un pericolo. La prima cosa che penso è: ma le inventa lui personalmente? O è piuttosto un laboratorio artigianale di collaboratori, magari malpagati?
La seconda è: cosa si nasconde dietro a questo suo "anomalo" modo di voler fare opinione?
Fino a un po' di tempo fa vedevo questo Grillo come quello che, in ogni paese, senza sapere quello che dice, finisce qualche volta col dire una possibile verità. Una specie di guitto rumoroso che a forza di prendersela con tutto raccoglie il plauso degli ignoranti, degli esclusi, di quelli che hanno poco tempo per capire, poco accesso alle informazioni, pochi mezzi per il libero pensiero e che hanno bisogno di risposte urlate a domande che nemmeno si fanno.
Del resto basta vederlo. Guarda uno dei suoi video su youtube e ti accorgi che se non fosse lui (l'ex personaggio televisivo di spettacolo leggero) ti sembrerebbe un pazzo che delira.
Ecco già per questo avverto un pericolo. Perché il furore di quella parte di popolo perennemente incazzata è già pericolosa quando fa la rivoluzione, figuriamoci quando non la fa. L'opinione, formata nelle coscienze individuali di chi è poco informato e di quel poco dimentica alla svelta, è già pericolosa quando c'è una certa coerenza: una posizione. Invece Beppe Grillo e i suoi seguaci una posizione non ce l'hanno: vivono d'ideali alla giornata, secondo la cronaca e la convenienza. Lo sfascio del Paese comincia da lì.
C'è stato un periodo in cui si accontentava di suggerire di far gasolio al supermercato con l'olio di colza. Qualche centinaio di macchine in officina a rifare il motore non sono state un gran danno, anzi, personalmente andavo a caccia di questi furbacchioni dell'olio di colza, e io che non possiedo automobili, ci ridevo su.
Ma oggi il Beppe nazionale ha tirato fuori, come ogni soubrettina dell'italietta coccodè, il calendario. Un calendario che intende celebrare gli eroi e i martiri d'Italia! Quasi ogni giorno ci sono i nomi e le qualifiche dei "caduti" del Novecento e del Ventunesimo secolo. La premessa al calendario è quasi la stessa de 'a livella di Totò, ma con meno ironia e ancora meno profondità: i morti (secondo lui) son tutti uguali.
Certo, chi può dargli torto? I morti hanno questa cosa in comune: non sono più vivi.
Quello che mi stupisce però è il sorvolare sul fatto che alcuni morti sono più vivi di altri. Un'ovvietà, se non vi fosse la precisione e la cecità d'un ragioniere (non credo che vi siano titoli di studio superiori nell'ambiente) nel metterli in fila uno per uno... esattamente come al cimitero, e con tombe tutte uguali.
Ma il privilegio dei morti ammazzati, caro Grillo e grilletti tutti, è proprio l'esser morti in onore di una differenza. Casualmente, magari ingiustamente, ma sempre in nome di una differenza. Una differenza che, quando ci capita di menzionarli (e soprattutto per scopi di popolo, o di audience), è un preciso dovere morale rispettare. Invece nel calendarietto non si fanno differenze: mafia, terrorismo, servizi segreti, massoneria, poteri occulti, politica. Una semplificazione che permette, ma faccio solo degli esempi, di commemorare l'anarchico Pinelli assieme al fascista romano, il giudice antimafia con il bambino che per strada si è beccato la pallottola vagante.
Ecco, in questo non c'è moralità, né intelligenza. Ma siccome non credo che Beppe il guitto sia così stupido come si sforza di sembrare, penso che sia fatto apposta (da lui o dai suoi lavoranti) in favore dell'appiattimento della coscienza civile (e della capacità di discernere in nome di una coerenza). Una sorta di censorio politically correct di noialtri, affinché  si rinunci alla personalità dei vivi come dei morti... come tutti sappiamo il primo passo verso una vera "libertà condivisa": l'altro modo per chiamare la schiavitù. Sì, certo, schiavitù.
Così, dal calendario, forse per difetto di spazio, non è menzionato ad esempio Carlo Giuliani il venti luglio, non Franco Serantini il sette maggio e chissà quanti altri non hanno trovato posto (per fortuna) in altri grigi giorni che il calendario in barba al nome stesso forse suggerisce di dimenticare. Un calendario in bianco e nero, ovviamente, e con vignette, per non stancarsi troppo.
Coi nomi di chi ha rinunciato alla vita per qualcosa,  si ottiene qualcosa senza dover rinunciare a nulla. Bravo Grillo, è così che fanno i rivoluzionari, i santi, gli eroi e i furbi. Tutti uguali no?
sifossifoco l'ha detto alle 28/12/2006 23:58 e te icché tu ne pensi? commenti (31)
mercoledì, 27 dicembre 2006
2007, anno dell'asino"Vive di poco posto et contentasi di ogni cosa, sopporta molto la carestia, la fame, la fatica, le busse, è patientissimo d'ogni persecutione, di semplicissimo, et poverissimo spirito, sì ch'egli non sa discernere tra le lattughe, et i cardi, di core innocente, et mondo, e senza colera, et ha pace con tutti gli animali; onde in merito di questa sua bontà non ha pidocchi, rare volte inferma, et più tardo che ogni altra bestia muore".
Tommaso Garzoni

Lo sai chi è Mario Cicero? E' il sindaco di Castelbuono, un paese di diecimila abitanti, nelle Madonie. Il primo paese dove la raccolta dei rifiuti sarà effettuata con il ciuco.
Mi piacerebbe che tutti gli amministratori locali imparassero da lui. Vorrei che questo 2007 diventasse l'anno del ciuco e che chiunque abbia un po' di spazio impari ad allevarne uno, anche dentro sé. Vorrei in ogni città civile la possibilità, al pari del car sharing, di noleggiare un ciuco anche per andarci a spasso.
Da parte mia, intanto, prendo l'asinello del presepe e l'orsetto zozzolo e vado a farci un giro. Arrivederci a gennaio... e speriamo che splinder aggiusti i feed, che non funzionano da giorni.
sifossifoco l'ha detto alle 27/12/2006 16:16 e te icché tu ne pensi? commenti (7)
domenica, 17 dicembre 2006
strani regali di nataleUn regalo di stile? Trampoli! L'accessorio 2007 di cui non potremo fare a meno. Alzano il livello sociale, cambiano il punto di vista, permettono al cervello un maggior afflusso di ossigeno e sono, in ogni caso, una forma elegante di sport. Credimi, indossali una volta (in pubblico o in solitaria) e non potrai più farne a meno. Due spanne sopra la normalità l'aria è più fina, e se è vero che nel cielo si nasconde una qualche forma di divino, ecco, ci sei più vicino.
Staccarsi dalla terra non è poi così brutto: puoi parlare con la gente guardandola dall'alto in basso, ed essere ascoltato, per giunta. Gli uomini e le donne ai tuoi piedi. Ognuno vedrà in te, finalmente, quello che vuoi far vedere tu... non importa, poi, l'idea che se ne faranno quelli che pensano "solo" con la propria testa.
Diverrai popolare, nel tuo quartiere, e se solo si spargerà la voce, da tutte le parti accorreranno, solo per vederti. Non dirmi che non sai cosa significa.
Camminaci tutto un giorno, a partire dalla mattina presto, e vedrai: prima o poi arriveranno le telecamere, i giornalisti, curiosi e opinionisti. La gente ti scatterà le foto, persino con il cellulare, e se hai idee in testa, anche di protesta, queste diventeranno di colpo le più degne di fede. Dirai: Dio ti ringrazio, per le prolungatio! In un attimo puoi fare il giro del mondo anche da fermo. Benedici dal tuo alto un milione di persone e se una guarirà eccoti già in odor di miracolo.
Sorvolerai ogni intelligenza, ti assicuro, e ognuno apprezzerà, a modo suo. Diranno alcuni: però che fantasia! Altri invece ti accuseranno di coglioneria, ma non perché non apprezzano - un fenomeno è pur sempre un fenomeno - per abitudine piuttosto, a quella forma di volgarità che ci vorrebbe tutti sempre con i piedi per terra. C'è chi rimarrà sorpreso, chi aspetterà l'inciampo, chi l'aveva sempre saputo, chi non l'avrebbe immaginato mai. Poi ci son quelli che non diranno niente pur avendo tantissimo da dire, e quelli che non avendo niente da dire non lo diranno, facendoti anche una sorpresa.
sifossifoco l'ha detto alle 17/12/2006 12:06 e te icché tu ne pensi? commenti (24)
venerdì, 15 dicembre 2006
sifossifoco l'ha detto alle 15/12/2006 10:07 e te icché tu ne pensi? commenti (5)
giovedì, 14 dicembre 2006
sifossifoco l'ha detto alle 14/12/2006 12:56 e te icché tu ne pensi? commenti (5)
mercoledì, 13 dicembre 2006
il flauto magi di Baricco e altre impostureIn questa settimana di fretta ho notato alcune cose. Che quando la gente ti fischia, e urla e sbraita incazzata che un ti vòle, gli è sempre al soldo di qualcuno. Gli ha cominciato Mahmoud Ahmadinejad, ì presidente dell'Iran. Ha fatto una comparsata al Motorshow e l'hanno fischiato di brutto, poi è andato a dare un bacino sulla guancia a Red Ronnie e l'hanno fischiato pure lì. Lui un s'è scomposto, ha detto che la contestazione arrivava da quaranta imbecilli al soldo della Shoah e ha fatto ì superiore. Poi c'è stato Romano Prodi: invitato all'università di Teheran pe' parlare dell'Olocausto alimentare, ha ricevuto un sacco di fischiacci brutti.... studenti che bruciavano le solite bandiere e gli urlavano "torna a casa tua", come se ne avesse una sola. Lui un s'è scomposto, ha detto che la contestazione arrivava da quaranta imbecilli al soldo di Schifani lo sciita e ha fatto ì superiore. Poi c'è stato Baricco a Torino: ha riscritto ì flauto magico di Mozart e l'hanno portato in una scena scema a teatro... e giù fischi. Lui un s'è scomposto, ha detto che la contestazione arrivava da quaranta imbecilli al soldo di Johann Sebastian Bach e ha fatto ì superiore. Infine c'è stato quello che parcheggia sotto casa mia e gli sòna sempre l'allarme della twingo in piena notte. Stamani l'abbiamo accolto co' una sequèla di moccoli e minacce di strappagli ì permesso péll'invalidità di capo. Lui un s'è scomposto, ha detto che eravamo quaranta imbecilli al soldo de' fascisti e ha fatto ì superiore. Bella la democrazia, eh?
sifossifoco l'ha detto alle 13/12/2006 10:56 e te icché tu ne pensi? commenti (8)
lunedì, 11 dicembre 2006

... ì giorno che a' ì Gori, tessutaio in Prato, gli scappò roba dalle balle della materia prima, e tirava vento!
sifossifoco l'ha detto alle 11/12/2006 17:51 e te icché tu ne pensi? commenti (8)
giovedì, 07 dicembre 2006
Ogni tanto su web si incontra qualche perla rara: intelligenza e capacità di narrare. Da un paio di settimane sto seguendo fikasicula, è bravissima!!!
Oggi scrive di donne del nord e donne del sud...

... A me interessa stabilire una diversità nella maniera di sperimentare e vivere le relazioni. Prendo in considerazione le donne. Non è vero che tutte si amano. No. Spesso ci odiamo. Siamo perfide, cattive, invidiose, nefaste, competitive. I nostri livelli di aggressività e rabbia posso raggiungere livelli esagerati.Io trovo che una delle ragioni degli eccessivi livelli di esasperazione sia la frustrazione, il contenimento forzato delle emozioni, il conformismo indotto da un certo schema guida su come bisogna essere femmine e su quanta aggressività è giusto tirare fuori se si appartiene a quel genere. Ci hanno insegnato ad essere compiacenti, ad allisciare, a fare pompini per ogni cosa che vogliamo ottenere...

... ma il blog è da aggiungere a feed e preferiti.
sifossifoco l'ha detto alle 07/12/2006 10:32 e te icché tu ne pensi? commenti (7)
martedì, 05 dicembre 2006
lingue metamorficheUno scenziato inglese ha lanciato l'allarme: Elisabetta d'Inghilterra ha cominciato a parlare meno aristocratico. Il ricercatore si è ascoltato tutti i discorsi pubblici della regina, dal 1952 a oggi, e ne ha fatta l'analisi filologica probatoria. Avesse analizzato i discorsi privati, secondo me, ci sarebbe arrivato parecchio prima.
D'altronde, quando la gente parla con gli estranei, si sforza sempre un po'. La regina si sforza di parlare come il popolo, e il popolo crede, in capo a sé, di riuscire a imitare perfettamente ogni regina, in ogni settore si possa esser regine oggigiorno in società.
Ricordo una vicina di casa un po' matta, nel lontano sessantanove, che parlava uguale a GrandHotel. Era figliola d'una doppiatrice cinematografica bolognese, una di quelle che davano la voce a Ginger Rogers in quella lingua finta da telefoni bianchi. Ascoltarla era uno spasso. Perché, a differenza del ricercatore inglese, io questa regina del pianerottolo condominiale, potevo sentirla anche in privato. Un banale raffreddore era "un po' di muco" al di qua della porta, ma al di là eccotelo che diventava "un moccicaio da fa' schifo".
A sua volta, questa vicina, aveva attaccato (per asse ereditario, forse) a una figlia piuttosto belloccia gli stessi meccanismi linguistici. Una sera io e la madamina s'uscì insieme per un desinare modesto. La portai da i' lordo, che tolta la o, mi sembrava un posto adatto. Io, rimanga tra noi, aspiravo a toglierle qualcosa di più della o... ebbene lei non me lo permise. Dapprima mi disse: oh no, Ulissino, unn'ì sta bene. Poi visto che insistevo, non trovando altre parole, allargò ben benino le gambe e indicandosi con le mani il mutandiero rigonfio sbottò: oh un lo vedi che ci ho i' mar... i' De Sade!
Noblesse oblige, eh?
sifossifoco l'ha detto alle 05/12/2006 14:32 e te icché tu ne pensi? commenti (3)
lunedì, 04 dicembre 2006
italia radioattiva dopo la teledipendenzaAcciderpolina, questi comunisti. Hai visto cos'hanno fatto? Hanno dato il Polonio a tutti. Mica il babbo d'Ofelia nell'Amleto però, il polonio vero, quello radioattivo.
Prima lo hanno dato solo a Bossi, un po' troppo. Poi hanno affinato le dosi e hanno contaminato l'acque di Montecatini... ma l'isotopo è risultato un po' troppo leggero e hanno corso il rischio d'un santo in più in un paese (Montecatini) dove i poeti si son tutti estinti col Giusti e di navigatori rimangono solo i tomtom... e dove è risaputo che c'è pieno di russe.
La contaminazione, comunque, ha prodotto effetti incontrollabili: due milioni di persone già contagiate, contro le cinquemila dell'influenza ordinaria. E contro il Polonio non c'è vaccino. Bisogna pensarci prima e seguire il vecchio consiglio di non accettare la scaramella dagli sconosciuti.
Anche le forze di governo, però, hanno le loro colpe. Prima di tutto, sabato sera, hanno fatto evacuare Roma. Ora tutta l'Italia è a rischio. Ognuno è ritornato a casa con la sua bella infezione di Polonio in corpo e chissà se casa sua, ora, si potrà chiamare ancora casa delle libertà.
Hanno fatto bene quelli del gruppetto isolato a bruciare le sagome di cartone e le bandiere... altro che stigmatizzare... erano comunisti che sapevano tutto. Agenti segreti. Come in molti sospettano, a cominciare dal milite ignoto, il loro capo.
Ora si attendono sviluppi. L'ex premier intanto ha chiuso un occhio. I fotografi li fanno spesso certi Casini col flash. Mi informano però che a Palermo hanno assaggiato tutti il sushi. Fioroni il baccalà.
sifossifoco l'ha detto alle 04/12/2006 12:52 e te icché tu ne pensi? commenti (8)