venerdì, 23 febbraio 2007
Da qui in avanti ci si ritrova qui. sarà un po' diverso, forse più interessante, forse no.grazie
sifossifoco l'ha detto alle 23/02/2007 18:41 e te icché tu ne pensi? commenti (45)
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SiFossiFoco
paréa mota... unn'era (anonimo toscano)
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venerdì, 23 febbraio 2007
Da qui in avanti ci si ritrova qui. sarà un po' diverso, forse più interessante, forse no.grazie
sifossifoco l'ha detto alle 23/02/2007 18:41 e te icché tu ne pensi? commenti (45)
lunedì, 12 febbraio 2007
Oggi ho conosciuto l’inventore dell’automobile autoalimentata a generazione eolica: la macchina del futuro. Funziona così: mentre la macchina viaggia, spinta da una batteria ricaricabile, la dinamo eolica posta sul tetto le fornisce tutta l’energia pulita di cui ha bisogno. Se si parte in discesa non c’è nemmeno bisogno di consumare l’energia minima per l’avviamento, e si toccano i 100/120 kmh. Il modello è molto carino: tutte le linee sono talmente tirate per produrre aerodinamicità, che è impossibile non innamorarsene. Il design è leggero come il vento che la sospinge… e modernissimo, ma con quel che di vintage che ricorda il disegno leonardesco. L’auto, oltre a non consumare combustibili, non produrre inquinamento, non far rumore e non consumarsi praticamente mai, ha un sacco d’altri vantaggi… ma prima di conoscerli mi sono svegliato.
sifossifoco l'ha detto alle 12/02/2007 23:36 e te icché tu ne pensi? commenti (28)
lunedì, 05 febbraio 2007
Era il 1982. L’Italia residente a Sanremo cantava con Albano e Romina Felicità, quella residente sui campi di calcio vinceva la coppa del mondo in Spagna e il mondo intero concordava un minuto di 61 secondi per riallineare i corpi celesti anche con le tute blu. Segnali così straordinari d’ordinaria quotidianità dovevano pur nascondere qualcosa di grosso: la ps2. Certo a quei tempi non si chiamava ancora così. La esse sarebbe stata aggiunta con gli anni a venire, ma il meccanismo di questa primordiale playstation è rimasto un consolidato. Il gioco, ancora non riproducibile in serie, costava tra i trenta e i quaranta miliardi di lire (venti milioni di euro di oggi) non un gran prezzo… quanto uno yacht di lusso (dell’epoca) più o meno. giocare consisteva nel comprare uomini e metterli nei posti chiave, ma questo era solo il livello uno. Dal secondo al quarto livello questi uomini dovevano raggiungere altri obiettivi: cambiare l’Italia secondo precise istruzioni e automantenersi e alimentarsi nel frattempo, magari anche arricchirsi. Realisticamente i personaggi sul video non potevano avere più di una vita, ma il regolamento non prevedeva alcun limite all’inserimento dei personaggi. Per cui se uno moriva in carcere con una tazzina di caffè avvelenato o finiva impiccato sotto un ponte di Londra, o un altro ancora si beccava un fermo di tre o quattro giri in cui poteva scrivere solo poesie perché scoperto a fare qualcosa di losco, non era un problema. Lo si sostituiva e via, senza nemmeno fermare il divertimento. Le possibilità di errore, nei vari livelli, non erano ancora state perfezionate: poteva quindi succedere che scoppiasse un treno, cadesse un aereo, mettessero una bomba in un luogo affollato… ma tutto questo non influiva con i personaggi chiave. Morivano solo comparse, magari, ma si sa che la mamma delle comparse è sempre incinta. I livelli di gioco erano solo quattro, senza limiti di tempo. Già dal secondo si trattava di eliminare il sistema dei partiti dalla politica e creare due schieramenti contrapposti: un di qui e un di là, secondo un’illusione di democrazia. Qualcuno ci ha messo anni prima di superare questo livello. Il terzo livello consisteva nell’affiancare alla televisione di stato un’altra televisione, in grado di essere più divertente e, secondo il diktat della rivoluzione di Masaniello: dare al popolo festa, farina e forca. Per televisione, nel videogame, s’intendeva sinteticamente ogni mass media, editoria e internet compresi. Il quarto livello era il più difficile: riformare scuola e università in modo che pur andandoci non potesse più accadere di trovar lavoro corrispondente agli studi (rischiando di annoiarsi con la meritocrazia). Si trattava in contemporanea di allungare i tempi scolastici, moltiplicare gli studi in una selva di percorsi finto specialistici, di insegnare peggio e il meno possibile nel frattempo e di creare disoccupazione o almeno precarietà una volta usciti dal sistema. L’epilogo della partita era cambiare la costituzione e le leggi: quelle economiche, bancarie, civili, etiche: in parte modificando lo stato della magistratura, e in parte costringendo le comparse ad una finta autodeterminazione con un che di biblico… aiutati che Dio t’aiuta! Questa parte del gioco non è ancora stata del tutto conclusa da nessuno, ma quando ci penso mi viene il sospetto che una mattina mi sveglierò con una faccia occhialuta e sorridente nel monitor che mi dirà game over con un accento toscano garbato e colto. [desiderata di Devil's Trainers]
sifossifoco l'ha detto alle 05/02/2007 17:32 e te icché tu ne pensi? commenti (14)
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