mercoledì, 30 maggio 2007
 Macché emergenza rifiuti... noi tinimmo 'o Vesuvio. C'incasàmmo dentro tutta quant'a monnezza, a 1300 e passa metri 'ncòppa 'o livello 'o mare, e nun ce pensammo chiù.
Come dici? 'O Vesuvio è sempre attivo?
Appunto! Metti che si risveglia... 'ncenerisce tutta quant'a monnezza!
Come hai detto? I fumi?
Ma ché fumi e fumi... chélla 'a temperatura è accussì alta che nun face manco fumo... dài rètta a me, facimmo accussì... na bella teleferica 'e munnezza... 'vulésse veré aggènte 'ncatenata abbàscio e 'ncòppa, uh marò
Siènti 'no poco, l'eruzione
Ma nun te n'encarrecà, se erutta lava e munnezza, facimm'a dirètta 'ncòppa a Skai... un bene per il turismo... già sento l'urlo della Iervolino... facimm'a nuova pompèi c'a munnezza, tutto lavoro per le guide turistiche del futuro
Ah ah, l'ecologgìa... dici che 'o vesuvio non abbàsta? Ma noi tenimmo pure 'o mare... non è che uno deve fare per forza il bagno nel porto di Napoli... mettìmmo a bandiera rossa permanènte: divièto di balneabbilità... la vèra ecologgia nasce dall'arte dell'arrangiarsi... e arrangiarsi a Napoli è pràssi sociàle. forza politica!
Ma perché mi guardi con quella faccia, nun è 'o vèro? Ma cos'è quel gesto con la mano... scostumato...
Ah 'o Vesuvio se l'è accattato la camorra... non ci avevo pensato.
lunedì, 28 maggio 2007
 Te lo ricordi te ì ragazzo liceale di quindiciànni che du' settimane fa gli era morto pe' uno spinello e oggi gli è rimòrto pe' la cocaina? Ecco, quì ragazzo non esiste, unn'è mai esistito... gli è un'invenzione dell'ufficio stampa dì governo. Ora dico io, un po' di fantasia: facciano morire qualche avvocato cinquantenne di cocaina, un generale di corpo d'armata di viagra, trovino una casalinga di Savignano su' ì Rubicone con delle tracce di ciffe ammoniacàlle ne' nariciòni un contadino di Poggibonsi con repèrti di verderame sotto l'unghia dell'alluce e ripòrti ne' capelli come l'ex premier... perché mai solo quindicènni?
Un quindicenne morto di qui, un quindicenne violentato di là da altri quindicènni come lui, un gruppo di bulli quindicènni che picchia la preside e ì professore e fa un filmato di quindici secondi e lo mette quindici volte su youtùb... insomma tutto quello che non va in Italì gli è perché c'è di mezzo un quindicenne... pe' favore, mandate codesto inventore di quindicenni da un bravo psicologo con quindici anni d'esperienza e un se ne parli più. Egli soffre di questa ossessione dì numero quindici, perché ì su babbo un gliel'ha mai voluta comprare quell'enciclopedia lì... e ora che finalmente gli ha conquistato ì potere lì all'Ufficio Notizia Unica Nazionale, un li ristampano più. Gli è un tipico esempio di sindrome ossessivo compulsiva. E siccome, come disse Giovenale, una pecora malata fa morire tutto ì grégge, tutto ì governo e tutti i giornalisti gli vanno dietro... pensa, a esempio, che ora faranno i controlli antidroga nelle scuole: cominceranno ì quindici di giugno e finiranno a' primi di settembre. Furbini eh?
Ma un lasciarti ingannare... certe cose apparentemente senza senso, in realtà un senso ce l'hanno... son messaggi criptati pe' servizi segreti stranieri, i quali, notoriamente, dànno lo stipendio ì quindici dì mese.
lunedì, 21 maggio 2007

Son stato alla fortezza da basso a vede' terra futura. Ohiohia. Di contadini ce n'era tanti, a cominciare da quelli che ragionavano nella fitta messe de' convegni... ma soprattutto un c'era terra (solo sassolini) e un c'è futuro.
Lo spreco di soldi (pubbrici, naturalmente) gli era in ogni dove... ma soprattutto nella quantità di carta stampata (eppure la si dovrebbe risparmiare la carta e gl'inchiostri son velenosi) per celebrare ì nulla.
I discorsi poi, sempre quelli, fritti e rifritti, quelli sì parecchio riciclati... le buone pratiche, la biodiversità, ì suddedìmmondo e i sudditi nostrani, ì condiviso 'n tutte le salse.
A proposito di salse c'erano ovviamente i venditori di marmellate e di pannelli solari, di raccoglimestruazioni in gomma lavabili in lavastoviglie e pratiche yogiche (non sempre logiche), d'orgogliose menopause e pietre pomici che un galleggiano. Ogni cosa da mangiare gli era talmente brutta all'occhio che ti meravigliavi che i pochi che sortivano da ì banco degli assaggi fossero ancora in piedi poco dopo.
E poi l'esposizione dei ciuchi vivi, che garba sempre, con quegli odori forti e veri d'aia d'una volta (ma ì contadino vero la puliva) e le mosche ronzanti dappertutto.
Poi c'erano assessori, assessorati e vassallétti a gogo', con le immancabili telecamere sempre dietro, come i canini carlini fedeli a ì padrone quando l'amano senza capirlo... e poi tanti suffissi in eco e equo e postfissi in solidale e sostenibile, senza (ovviamente) nulla in mezzo.
E poi c'era la gente, tutta vestita com'a' ì concerto di woodstock, tutta 'nquadrata come tanti soldatini (ma si chiaman paladini) dell'ambiente. Ma dell'ambiente di che? Ma soprattutto come l'è brutto quell'ambiente lì?
giovedì, 17 maggio 2007

Mentre di luglio i francesi festeggiano la presa della bastiglia, noi di Firenze a fine maggio ci si arràngia come si puòle con la presa pe’ ì culo. La manifestazione si chiama ì genio fiorentino, ma gli è risaputo che a Firenze i geni li han sempre buttati fòri. Piglia a esempio Dante. Abbandonato a Ravenna finché un l’ha riacchiappato Benigni a ì canile abbaiandolo poi per ogni dove (un reato che andrebbe annoverato come sfruttamento d’incapaci… perché tra istrione e pubblico…). Ì genio fiorentino, dunque, un c’è. Un ce n’è uno rimasto in giro pélla città, e anco io unn’è che esca tanto ultimamente. Quello che chiamano in questa maniera l’è un’accozzaglia di bischeràggini, ad usum bottegai, tra cui ne spicca una più di tutte: ì video promozionale
mercoledì, 16 maggio 2007

Ciao ragazze! E una stretta di mano a tutti voi, (pochi) ragazzi che vu' continuate a auscurtare questo brogghe a ì ritmo di cento e passa tutti i giorni, come brutti dottori a ì capezzàle d'un vivo. Vi confesso subito che sono abbastanza sfavato da questo vostro atteggiamento: possibile che leggiate di più quando un scrivo? Accident'a voi.
Pe' un falla troppo lunga dico subito che qui, tra' i tanti, s'è fatto anco l'esperimento d'una vacanza lunga e ragionata, e che si ripiglia (ma no alla velocità d'una volta che un ce la farei) a scrivere in quella linguaccia bastarda che unn'è toscano, se no un c'intenderesti un flessibile (pe' un dire sega), ma gli assomiglia abbastanza da intèndessi. Se un capisci icché voglio dire, te non ne hai colpa, ma neanco io... e qui sopraggiunge la fede, con le su' parabole de' talènti e i su' misteri sempre così gaudiosi.
Nì lungo silenzio che qui finisce, ì mondo blog cui ero abituato, gli è praticamente scomparso sotto i mì occhi... qualcuno, anzi qualcuna di molto cara (mia lettrice da sempre) gli è perinsino morta, quegli altri che scrivono (quelli che leggevo) son tutti vivi, ma blogghisticamente ragionando gli è peggio che se fossero morti. Che pena. Quella bella spontaneità d'una volta (in verso ì 2003), la sperimentazione... no, un ci son più. Chi s'è messo a scrivere libri, chi a fare ì giornalista, chi ì pubblicitario, chi unn'ha semplicemente più voglia e chi s'è perso la vena creativa (a farsi troppe pere di blogstar viene ì callo, lo sai?)... in generale tutti si son montati ì capo doventando o redicoli o insopportabili... io che queste cose le facevo già prima dì blog, anni e anni addietro che i ricordi sono ancora in bianchennéro... un sapevo più icché dire.
Neanc'ora, a dire ì vero, quindi diamoci un abbraccio virtuale (senza spinta pèrvica, che tu mi cascheresti subito nì trìto) e riaggiorniamoci alla prossima, va'.
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