giovedì, 27 settembre 2007

Be', s'è fatto un gran parlare della morte dei blog e dì ritorno (se mai c'è stata una vera partenza) all'e-zine. L'e-zine, anche quando è semplice, gli è sempre un prodottino più pensato, più utile (a chi n'ha bisogno), più ganzo... insomma andate subito a scaricàvvelo, leggetelo, diffondetelo (gli è no-copyright) e sappiatemi dire, m'aràccomando.
giovedì, 20 settembre 2007
oh oh, su ì nòvo zingarelli 2008 vocabolario pélle scuole è stata introdotta la parola "arrapante"... minchia. Gia c'era.
Domani si tiene la XIV giornata mondiale della malattia Alzheimer, un processo degenerativo che distrugge lentamente e progressivamente le cellule del cervello.
Attesi Beppe Grillo, Romano Prodi, centinaia di giornalisti, migliaia di blogger e milioni di persone.
il bello di non esistere, alle volte...
ricevo email, e s'è già detto
scritte a me ma rivolte a un altro
su ì magazine di corsera d'oggi
accanto alle ova alla ginori
c'è una porzione di mì braccio
mano annessa
su ì firenze d'oggi c'è un pezzo mio
ma firmato da un certo burchstein
in coda alle poste
mi son passati avanti
muso a muso con uno che conosco
un m'ha visto
squilla ì cellulare
e cercan la vanessa
se continua così
vo a fàmmi fare un dna urgente
mercoledì, 19 settembre 2007
Da giorni c'è una donna che mi tormenta a ì telefano. Gli è l'addetta a ì rifiuto speciale, una con cui strinsi contratto nì dumila pe' smartire ecologicamente certe cose che s'usavano d'ufficio: la cartuccia stampantifera, la pila esausta, ì toner fotocopiante e cert'acqua pesante proveniente da certi esperimenti nucleari che ancora ci si aveva l'energia di fare. Quel tipo di spazzatura lì, naturalmente, un si fa più da anni. Ne facciamo altra non smaltibile, che si preferisce spargere a' quattro vènti. La signora 'n questione, però, vòle assolutamente un fax di disdetta... piange, si dispera, perché dice che sulla parola un puole chiudere la pratica. N'ha 'nventate di tutte: da ì rischio licenziamento (per lei) alla necessità di sgombero di questa pratica che le piglia polvere sulla scrivania da tanti mesi. Alla fine m'ha convinto. Mi son fatto dare ì numero di fax, ho scritto a mano un foglio di carta 'ntestata, dicendo: la presente pe' disdire, ecc. ho infilato ì foglio nì fax (una macchina che odio) e ho composto ì numero. I' telefono squilla, poi risponde la voce della signora, prontooo?
ì fax emette ì fischio modulato, e lei ancora proooontooo?
ì fax emette la seconda parte dì fischio, e lei dice oddio l'è un fàsse, o come l'attacco?
ì fax stacca la comunicazione, attende 110 secondi contandoli alla rovescia come a cape canaveral e poi ricompone ì numero.
Risponde sempre la signora, prontooo?
ì fax emette icché deve emettere e lei prooooontooo?
ì fax emette la seconda parte e lei oddìo l'è un altro fàsse... ma che, tutti oggi?
Fatti diligentemente i miei du' tentativi ho inserito ì foglio in una busta e l'ho spedito posta prioritaria.
Speriamo che quando ì postino sòna ì campanello gli aprano.
leggo e rileggo la seguente missiva elettronica, scritta a me, ma indirizzata a un altro: segno evidente che lo scrivente un sa né ch'io sia, né chi quell'altro, la qual cosa imbarazza entrambi.
Eccone ì testo, e, in calce, la risposta:
mi chiamo Raul Casadiavoli e gestisco da circa cinque anni il sito
web Scarpettanelsugo Weblog, un blog di sole mazurche. In realtà sono
musiche minime, mazurche cioè brevissime, per lo più mezza pagina
di spartito, sette al massimo.
Ritenendo, a torto o a ragione, che si tratti di un genere a sé
stante (sulle orme di Marani e Migliavacca) adattato cioè allo speciale
mezzo del web e in particolare del blog, ho voluto canonizzare,
mettendo a frutto l’esperienza maturata sul campo, le relative
‘regole’ di componimento in un corso di mazurca creativa (di blog
mazurching, appunto) che ho appena messo gratuitamente on-line (sono
scaricabili in formato pdf sia l’intero metodo che, separatamente,
ciascuna ottava).
Conoscendo da tempo il Suo sito, di cui apprezzo molto e da tempo i
contenuti (sicché mi farebbe immenso piacere avere un Suo giudizio)
ho pensato di farLe cosa gradita segnalarLe questa pubblicazione che
può essere utile a tutti coloro, neofiti o suonatori di mazurca in erba, che
vogliano affrontare le problematiche attinenti alla mazurca sul web.
Qualora desiderasse segnalare questa mia iniziativa (ringraziandoLa
in anticipo per questa gentilezza) La prego di citare quale autore
del metodo solo il mio nickname (scarpettanelsugo).
(snap link)
Cordiali saluti.
***
Gentili Migliavacca e Marani,
io ve lo dissi subito - ricordate? - che comporre per ischerzo quelle facili ma(zu)rchette gli era una grave responsabilità sociale. Voi diceste in coro: nooooo-ò!
Ora, che vu' siete morti, un c'è più verso di riparlarne. Eppure, mi dico, i cretini come voi un son mai morti finché un riparan tutto ì danno fatto (da qui la reincarnazione, spesso eternissima). Dunque, vi prego, apparite a questo Casadiavoli sotto forma di sogni o di fantasmi e spiegategli ì valore dell'eternità rispetto a' cinqu'anni d'imbrattamenti di spartito e stropicciamenti di fisarmonica. Sussurrategli all'orecchio (che vi scambi per muse a brutto muso) che ì cardiopatico che soffre da cinqu'anni, un diventa per questo cardiologo. Anzi, se un si fa curare, disciplinando se stesso anche in pudore, gli è persin difficile che guarisca senza un miracolo raro. Perché ì cardiologo da un giorno gli è più utile che ì cardiopatico da tutta una vita. Son du cose diverse, come la soma e l'assioma che un fanno mai rima.
Migliavacca e Marani. Accidenti a voi e alle vostre mazurche di merda.
P.S. Sì lo so, a volte son proprio un cane
domenica, 16 settembre 2007
Se fossi un turista, al termine di un viaggio a Firenze, citerei la città per danni morali. Mi metto nei panni di quelli che, idealizzando ignari la città d’arte illustrata dalle guide, spendono un bel po’ di soldi per soggiornare in un posto che sembra ormai la brutta periferia di se stesso. Prendi piazza della Repubblica, ad esempio. Noi ci siamo abituati a vederla ingombra ogni giorno di questa nuova spazzatura dei tempi: giostrine, sculture per ciechi, pentolacce di bronzo con manici umanoidi, panettoni cementizi come una fabbrica di laterizi e pubblicità più che in una tv privata di terz’ordine. Ma uno straniero che vorrebbe riviverne gli echi di quando vi passeggiavano Palazzeschi e Montale? Oggi al già citato ammucchiamento d’inguardabili masserizie, se n’è aggiunta una nuova: un chioschetto, uguale a quelli del tirassegno ai pesci rossi nei luna park! Che spiega, in ognuna delle lingue principali, che le borsette false comprate dai senegalesi non sono originali! Dentro le vetrinette, come se si vincessero, vi sono un sacco di borsette ammucchiate, forse frutto di un raro sequestro di strada. Complimenti! Il suolo pubblico di una delle città più belle del mondo che diventa spot da pellài, ad onta del luogo e di tutti quelli che vi passano. Il chiosco è talmente brutto, che già solo per questo i promotori andrebbero multati per inestetismo sedizioso, disturbo della bellezza pubblica. Poveri turisti dunque, e poveri noi. In quanto ai pellài… be’ quelli un po’ meno.
giovedì, 13 settembre 2007
Reclamo un copyright toscano: il porcodday. Qui lo si usa, rigorosamente con la doppiadì, a vari livelli sociali, come esclamazione a tutto tondo: dal c'è troppo traffico son rimasto imbottigliato, al mi sono appena schiacciato un dito chiudendo il notebook. Oppure come risposta, soprattutto dopo aver avuto uno shitday... incontri quello tutto arzillo sotto casa che ti fa: oh Ulisse beato te che non fai una sega e guadagni un monte di soldi! E te gli rispondi, e a muso duro: sì porcodday!
Insomma ci siamo capiti, ogni tanto un porcodday ci vòle pé tirare avanti, che te lo strappino o no dalla bocca. Ora Calderoli vòle appropriarsi di questa nostra toscanità arrogandosi ì diritto su' ì porcodday, annunciando d'andare a mangiare migliàcci e roventini là dove dovrebbe nascere qualche moschea! A me fànno arrabbiare un sacco queste cose, perché già trovo incivile tirare fòri sempre ìdday pé ogni cosa, figurati sentirsi arraffare così ì porcodday, solo pélla semantica, come in certi brutti film di Lino Banfi.
Io, porcodday, un son pé ì couscous, ma nemmeno per tutta quella polentàccia.
martedì, 11 settembre 2007
Lo scrivevo giusto ieri, e oggi la procura di Firenze gli ha bocciato ì decreto lavavetri... in sintesi gli hanno detto: un siamo mica a' tempi degli sceriffi!
L'umanità è una razza in via d'estinzione. Già ora, ad esempio, a Firenze, non ci sono più i lavavetri, e si stanno facendo grandi passi avanti per eliminare le prostitute, i venditori abusivi, i borseggiatori dei bus, i mendicanti, i punkabbestia. Quando queste piaghe dell'umanità cittadina saranno eliminate, sarà la volta di quelli che fanno volare gli aquiloni, poi toccherà a chi oserà calpestare le lastre tombali della città perfetta con le infradito, e infine a chi butta la cicca per terra. Già tremano, quelli (e sono tanti) che non sanno parlare sottovoce e urlano sempre. E assieme a loro quelli che bevono un bicchiere di troppo sotto le finestre dei cittadini perbene. Questi, a loro volta, dovrebbero essere preoccupati di quando si vorranno eliminare quelli che scuotono i tappeti dall'ultimo piano sui panni stesi degli altri. La città così ordinata si accorgerà dunque che a dar fastidio saranno di volta in volta le automobili così disuguali o gli scooter colorati e le biciclette troppo vecchie. I coltivatori di piante non troppo rigogliose sul terrazzo diventeranno allora un elemento di fastidio nella skyline della città perfetta e pure loro dovranno sparire. Poi toccherà ai proprietari dei cani che abbaiano troppo, e di quelli che sporcano. Quando anche tutti questi fastidi saranno eliminati, Firenze diventerà un caso di studio, città pilota. La cupola, il Marzocco e quel gioiello dei nostri tempi... la tramvia. Ma non ci sarà nessuno che sale, nessuno che scende.
lunedì, 10 settembre 2007
aggiornamenti a ì volo...
gli è tornato pélle strade ì firenze
e ci riscrivo sempre anch'io
poi son tornato da un picnic
chi indovina chi sono tra i citati
vince la ricetta trascritta a amanuènse in omaggio
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