SiFossiFoco
paréa mota... unn'era   (anonimo toscano)
Gente che gli è passata di qui:
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sabato, 29 novembre 2008
il teatrino ta-dahIeri sera, dopo lunga preparazione, ho guardato il teatrino ta-dah. Nel teatrino c'è gran movimento (e chi ha letto Sun Tzu sa a chi mi riferisco) ma non succede niente. E' il modo per intrattenere i molteplici passanti che se ne faranno facile e appropriata opinione. Non è diverso da quello che succede tutte le volte in cui ti trovi ad esser spettatore. Per questo è di vitale importanza evitare di assistere.
mercoledì, 26 novembre 2008
management molecolareBen prima della cucina molecolare fu il management molecolare. Ricordi? Erano gli anni 80 e una quantità di consulenti fecero i soldi vendendo in packaging più o meno amusement il concetto: delegare. Nessuno si ricordò delle paracelsiane fragole e dell'uva, a nessuno venne il sospetto. Poi ci fu l'aziendalizzazione del non aziendabile, e cominciò un tram-tram quotidiano pieno di problemini.
lunedì, 17 novembre 2008
mediatizzazione delle masseC'era una volta il pudore. Ma più che pudore io pensavo a una forma di diffidenza. Quella particolare diffidenza che sottolineava l'odio, come l'amore, di classe. Era una questione di prossimità, una distanza oggi annullata dai media. La vera prossimità non più fatta di persone, ma di un telecomando e un canale tv particolarmente engagementizzato. La vera differenza è che per il prossimo l'opinione detta (o anche non detta) era comunque un utile messaggio, mentre nel canale tv l'effetto è esattamente l'opposto. Essere o non essere.
venerdì, 14 novembre 2008
plumbei cieli collinariIn un mondo eternamente diviso tra ricchi e poveri, mai nessuno pensa che la bellezza è gratis. Distribuita allo stato puro e in egual misura nell'umanità, e in egual misura offesa. Per l'artifizio di chi vorrebbe una bellezza fruibile solo per chi possiede virtù e conoscenza, e l'orifizio di chi un capisce nulla, nemmeno a istinto.
giovedì, 13 novembre 2008
gourmet e co.S'io fossi un gourmet, uno di que' critici che sentano profumi di qualcosa dappertutto, e che magari si commuovano a quelle tavole che dimostrano che probabilmente si stava meglio quando si stava peggio, oggi ci avrei da scrivere un monte. Invece la cosa l'ho vissuta da dietro le quinte: giurato a un concorso di schiacchiata con l'uva e castagnaccio. Venti quadratini di castagnaccio e altri venti di schiacciata con l'uva, sono stati ingurgitati così, per giudicare, e dulcis in fundo c'era anche un quadratino di schiacciata alla fiorentina, ma fuoriconcorso. Individuato il primo premio del castagnaccio e il primo premio della schiacciata con l'uva, adesso ci ho un problemino: 38 pezzettini che litigano ferocemente tra loro. Dentro me.
martedì, 11 novembre 2008
l'òmo non è iddìoL'òmo, alle volte, sa fare tante cose. Ne fa di bèlle, di brutte e anco di superlative. Ma l'òmo non è Iddìo. la riprova gli è che ì Divino con le mani e una costola gli ha creato la donna, l'òmo invece... hai voglia a usar le mani.
L'òmo inoltre gli è destinato in parte a gioire e in parte a soffrire. Quando il trisavolo Valdemaro Sifossifoco fu Carmine assistette allo spiaggiamento sull'Arno d'uno stronzolo di diametro impossibile, placò la folla ridènte avvertendo: voi vu' ridete, ma lui gli ha piànto.
lunedì, 10 novembre 2008
una forma di cupolaIn un mondo indove la gente sembra non saper fare più nulla (oltre a sentissi importante ognuno a modo suo) c'è chi crede che una cupola, anche figurata, sia sempre necessaria. Il territorio a dire il vero m'è piuttosto nuovo. Perché di tutte le cupole che ho visto, maestose o meno, nell' apprezzarne la bellezza formale, ho sempre pensato a quell'unica pietra che spesso le règge. Questione di punti di vista, certo, ma più no che sì.
giovedì, 06 novembre 2008
vive invano chi un serve a nessunoGli è proprio ì caso di ribadìllo, frusta vivit qui nemini prodest. Vive invano chi un serve a nessuno.
mercoledì, 05 novembre 2008
obama willerAh che bello. L'idea che ci siamo fatti dell'america ha vintissimo. Ora s'aspetta ì presidente del senato navajo.
martedì, 04 novembre 2008
primarie americane e fiorentineStanotte sapremo se avremo il primo presidente degli stati uniti nero. Intanto, da mesi negli states, gira la seguente barzelletta: in un dibattito televisivo Obama e McCain si affrontano. Entrambi sono molto nervosi. Sanno che milioni di persone sono sedute sul divano davanti alla televisione, e che subito dopo la trasmissione saranno effettuati migliaia di sondaggi. Dunque si sforzano di dire cose intelligenti. Sai perché - dice McCain - voi neri siete tutti neri, ma avete i denti così bianchi? Perché quando Dio vi dipingeva tenevate la bocca chiusa. Obama, senza scomporsi ribatte: e tu sai perché voi bianchi siete tutti bianchi ma avete il buco (del sedere n.d.r.) un po' nero? Perché la vernice era ancora fresca.
Firenze non è da meno degli states, anche se qui in città si dovrà aspettare i primi di febbraio per sapere chi vincerà le primarie per correre da sindaco la prossima primavera. Nell'attesa, anche qui già circola una barzelletta: è sera. L'ora in cui sui viali il traffico si fa più rado e le ultime macchine corrono verso casa. A un certo punto si sente un boato: è successo un incidente spaventoso. Quattro macchine, una sull'altra, quasi disintegrate nel mezzo dell'incrocio. Ma come per miracolo i guidatori ne escono illesi. Sono Daniela Lastri, Matteo Renzi, Lapo Pistelli e Graziano Cioni. Si guardano attorno basiti. Non riescono a spiegarsi come da quell'accumulo di ferraglia siano usciti senza farsi nemmeno un graffio. E' un miracolo - dice subito il Pistelli - un segno del cielo che non sia successo nulla proprio a noi che stavamo correndo per una cosa così importante come le primarie. Anche la Lastri è d'accordo, e Renzi - dopo essersi scattato due o tre foto con l'autoscatto del cellulare - dice: doppio miracolo, si è salvata anche la bottiglia di champagne che ho preso fresca dal frigo dell'ufficio per berla a casa. Che ne dite se ci beviamo su ora? Detto e fatto, Renzi stappa la bottiglia e, non essendoci bicchieri, la passa per prima alla Lastri che ne beve diverse sorsate. Poi è la volta di Pistelli, e anche lui ne beve un bel po'. Raggiante, il Renzi beve a sua volta e poi la passa al Cioni, il quale prende la bottiglia e, serissimo, la richiude senza berne neppure un goccio. Ma dai, dicono gli altri in coro, che fai? Su, bevi anche te! No - dice il Cioni - io aspetto la polizia stradale.
lunedì, 03 novembre 2008
arcobaleno fiorentinoEt voilà... ecco in diretta l'arcobaleno su firenze. E poi si dice il citizen journalism
il trasporto del gabinettoChe tenerezza, all'otto e mezzo del mattino, mettersi in coda dietro il trasporto d'un gabinettino. Tutta la cosiddetta società civile dovrebbe sapérlo, ci vuole - il bugigattolo - per cambiar l'acqua al mèrlo. Quanto agli oppositori già me l'aspetto, tra sé e sé bofonchieranno: è un eccesso un camion così grosso con dietro un fesso, per un piccolo cesso.
domenica, 02 novembre 2008
oh mamma miaHo sentito dire spesso che forzitaglia sa comunicare. Il discorso completo è: ci spendono un monte di soldi e chiamano i migliori professionisti. Ma io ho sempre avuto de' dubbi. La riprova è affissa a firenze in questi giorni. Un manifesto che sembra impaginato con wordart, la foto di firenze deformata e schiacciata per farci entrare sei faccine sopra... e il messaggio? Mentre gli altri si accontentano di una poltrona, noi pensiamo di prenderci l'intera città. Br...ividi.
sabato, 01 novembre 2008
la tomba del caneLa storia della tomba del cane è nell'immaginario collettivo di migliaia di città. Ognuna ha, in proposito, la propria struggente storia da raccontare. In tanti casi, essendo ricco il proprietario del cane, la narrazione prende la piega dell'inutile (un po' come certi corsi universitari tagliati di oggi) una sinòssi da ignoranti che pensano solo zappando la terra di tirar fuori quel po' di mangiare. In altri, invece, il plot è tenero tenero (come certe fiction televisive) e prende l'abbrivio da quell'uno su un milione di grandi amori che mòvono il sole e l'altre stelle per il mondo. E' un pensiero che non porta a nulla, lo so, ma per il giorno de' morti ha almeno l'occasione di sembrare qualcosa.