SiFossiFoco
paréa mota... unn'era   (anonimo toscano)
Gente che gli è passata di qui:
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venerdì, 19 dicembre 2008
i revers di miriamUh, io domenica ci vò, perché per le feste voglio lasciar da parte tutto: il gèz, il fanchi, l'aus, l'ìvimetal, e muovermi al ritmo d'una musica che si scrive come si legge. Ritornare ai valori veri, quando non c'era nemmeno il tinnove dì nochia a risolvere vecchie e nuove dispute lettrarie. E poi, della miriam, che ne si vuol parlare?
lunedì, 15 dicembre 2008
la città umidaGli è umido, questo è il primo problema. E poi c'è una vita cui sono poco abituato: parecchio promiscua nello stringere di mani e nel respirare altrui aliti. A un certo punto ì corpo mi si è rifiutato (la mente era già indisciplinata) e ora mi ci vuole gli antibiotici. Ne prendo una pasticca così grossa che per essere ingerita dev'essere "lardellata". Lardellare la pasticca gli è operazione complessa: va avvolta in una fetta di prosciutto, o lardo di colonnata, e s'ingerisce con abbondante calice d'un vino stagionato. Come a dire: icché unn'ammazza ingrassa.
sabato, 13 dicembre 2008
presepe viventeSiam tutti noi, qui, nì presepe vivènte. Ci è quelli che vanno a far la spesa (con la macchinina e senza) ci è quelli che nì bar già sputacchiano nì cappuccino una sentenza, c'è chi canta, chi lavora, chi pascola, c'è chi un fa nulla (inceppato? inanimato?) ci sono i fondali, i palazzi, quelli che si credono i remmàgi. Manca solo la capannuccia.
giovedì, 11 dicembre 2008
Giorgio Pinchiorri e i poveriSe passate da Firenze, l'Enoteca Pinchiorri merita una sosta per la colazione. Buon cibo, una cantina infinita, non so nemmeno io quante stelle sulle guide di mezzo mondo. Il conto è un po' salato, ma tant'è qualcuno se lo potrà pur permettere. Oggi il signor Pinchiorri ha affittato tre camion e ha portato uno staff di cuochi e di personale di sala in una casa per anziani. Una colazione raffinatissima per duecento persone, offerta da lui. E' la sua prima volta, mi dicono, un pranzo di babette pensato per quelli che all'Enoteca non ci son mai stati in una vita, perché non avrebbero mai potuto. Un bel gesto al quale ne ha aggiunto un altro, a mio avviso ancora più prezioso, anzi prezioso in assoluto: al momento dei saluti ha accettato i ringraziamenti e ha chiesto scusa (sì, scusa) a tutti per non averci mai pensato prima in tanti anni della sua storia fiorentina.
mario cavaglieriNo, un ne sarebbe contento il buon Mario Cavaglieri d'una foto fatta al volo col telefonino e eternamente mossa come le sifossifochesche mani (e un ragioniamo dì cervello), ma tant'è il quadro lo meritava, sorpresa d'un mattino piovoso, scena d'interni con la rottura di un fidanzamento. Borghese fin nela minima citazione e geniale.
mercoledì, 10 dicembre 2008
la città degli architettiUn articolo di giornale che un mi ricordo più indove l'ho letto, titola: guai a lasciare le città in mano agli architetti. Poveri architetti, tra quanti ce n'è non mi sembrano peggiori di altri professionisti che le città in mano se le son ritrovate e senza tanti titoli accademici. Ma il punto unn'è solo questo. Quale categoria un sarebbe deleteria se prendesse troppo la mano? Dunque l'articolo è di quelli bòni solo a perder tempo, uguale a dire: guai a lasciare le città in mano agli endocrinologi.
martedì, 09 dicembre 2008
regine delle ri-piccheIn un mondo senza fantasia, ciò che resta son le cose fatte e strafatte, il dozzinale elevato a certezza, come la regina di tutte le carte: un po' d'azzardo, ma molto fiera di paese. La battaglia che crediamo di combattere per l'alto ideale, la verità e la giustizia, altro non sembra che la noiosa briscoletta, là nella quiete domestica o nella sala della parrocchietta.
mercoledì, 03 dicembre 2008
mannequinSon convinto che per la prossima stagione vada un sacco ì vestito di marmo. Certe vetrine, qui nelle strade della moda, ne son piene.
martedì, 02 dicembre 2008
rosa tiepoloLa giornata è iniziata alla sei del mattino. Un caffè, tre biscottini afrikaner e fuori il diluvio. Centottanta chilometri d'autostrada scanditi dal ritmo della suoneria del cellulare hanno fatto il resto. Questo è un mondo dove si rischia che tutti ti cerchino anche se non conti niente. Una breve colazione, effettuata in due tempi e due tappe autostradali, mi ha catapultato in un pomeriggio da lunghe distanze, con la prospettiva di una lunga cena in serata, prima del sottolecoltri. Un tramonto precoce, rosa tiepolo e con nugoli di stormi, ha sottolineato l'ultimo avanzo di quella che fu scuola politica alle frattocchie. Stanco, ma divertito, ho ammirato un paesaggio che non ricordavo.
lunedì, 01 dicembre 2008
installazioneOgni città ha le proprie opere d'arte moderna, spesso appese alle finestre là degli ultimi piani. Opere di denuncia, soprattutto, a partire dalla trama di una vita quotidiana sopraffatta dalle merci e identitaria solo per quelle.