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paréa mota... unn'era   (anonimo toscano)
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domenica, 08 gennaio 2006
Io me l'immagino ì soldato americano in Iraq. E immaginandolo un penso certo a un ragazzo di New York o di Los Angeles, quanto piuttosto a un ragazzo che vive in quelle tante parti dell'America indove tu attraversi in macchina dugènto chilometri coltivati a mais transgènico prima d'arrivare in un paesotto di poche anime co' un centro commerciale, una chiesetta, l'ufficio dello sceriffo e un bar indove ubriacarsi alla sera, a qualsiasi età, come unica evasione.
Me l'immagino in Iraq, come uno che stacca ì pensiero proprio in virtù d'un pensiero collettivo bell'e pronto, confezionato per lui da agguerriti (si può trovare termine più giusto?) esperti di psicologia, sociobiologia e marketing.
Lo immagino ingenuo parecchio e, proprio per questo, disponibile a obbedire a qualsiasi ordine perché così si deve fare, perché così fan tutti.
Immagino le sue furbizie, anche, perché questo ragazzo americano un me lo dipingo proprio come stupido. Furbizie che consisteranno nel volere guadagnare qualche soldo per sé, di contare un po' di più nella società, di metter su casa e di togliersi di dosso un destino preconfezionato di lavoratore dì mais transgenico nell'enorme distesa di mais transgenico che ha costituito per 18 o 20 anni non solo tutto  ì su' panorama, ma anche tutta la storia dì su' casàto.
Lo immagino un professionista dell'esercito, come quelli che stanno nascendo anche da noi qui in Italia dopo l'abolizione della lèva obbligatoria. Un ragazzo o una ragazza di questa nuova "professionalità" italiana: l'unica della nostra economia nostràna a non far uso di manodopera flessibile, interinale, a contratto o a cococò. L'unica a promettere avventure a stipèndio fisso, finché si è in pace, e poi a scelta indennità o messa solènne e medaglia se c'è da fare degli straordinari.
Se lo sentissi parlare, ì soldato americano, son sicuro che tra le pieghe dello slang de' su' campi di mais oltreoceano, non sarebbe difficile cogliere anco un po' d'accènto calabrese, siciliano o abruzzese che riempian le italiche caserme oggi: chissà perchè?

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