lunedì, 01 maggio 2006
Cieco come l'amore/1Rosanna festeggiava quì giorno ì su' trentesimo compleanno. A dire la verità c'era poco da festeggiare. La su' unica amica dì cuore aveva la bambina con la febbre e non s'era nemmeno ricordata di farle una telefonata. Un c'era nessuna cenetta romantica all'orizzonte, né un corteggiatore o un fidanzato. Non c'erano nemmeno i genitori, che erano morti, e nessun fratello e sorella con cui condividere ì momento.
Rosanna era sola, ecco la verità. Sola d'una solitudine di lunga data, e che aveva tutte le intenzioni di diventare permanente. Rosanna gli era brutta. Gli occhi castani troppo distanziati su una faccia smilza, capelli duri e sottili d'un castano senza brillantezza, labbra appena accennate, naso piatto, orecchie a ventola e un corpo minuto, privo di curve.
Quando si pensa a una ragazza brutta, si cercano in lei altre qualità che la possano fare apprezzare lo stesso: la simpatia, l'intelligenza, un generoso altruismo. Queste caratteristiche finiscono con lo svilupparsi naturalmente in una ragazza brutta, per quell'istinto primordiale che plasma la nostra mente e le nostre scelte, spinto da' ì bisogno di garbare agli altri. Magari non a tutti gli altri, solo a qualcuno. Anche uno solo basterebbe.
Rosanna, che unn'aveva nessuna di queste sovrabbondanze, un piaceva a nessuno. In trent'anni nessun uomo l'aveva mai guardata come vuole sentirsi guardare un donna. C'erano stati dei tentativi, certo. Alcuni brucianti amori affatto corrisposti, ma poi, soprattutto negli ultimi tempi, ì nulla. E quello era il compleanno numero trenta, una cifra che per qualsiasi donna significa sentirsi martellare ogni momento nella testa il bisogno d'un amore stabile e quì desiderio vorrèinonvorrèi di sentirsi crescere nì grembo un'altra vita.
Seduta alla su' tavola, modestamente apparecchiata, Rosanna scartò quell'unico regalo, che s'era fatta da sola: un soggiorno alle terme, un last minute fuori stagione, acquistato co' magri risparmi del su' lavoro d'operaia tessile. Per l'esattezza, quì soggiorno unn'era nemmeno un regalo, ma un consiglio del dottore. La salute prima di tutto.
Rosanna voleva andare a Saturnia, ma poi aveva finito con lo scegliere Porretta, per quel delicato meccanismo mentale che ti fa preferire sempre la soluzione più indolore, la meno ricca di confronti.
(continua)
